"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il presidente turco Erdogan non obbedisce a Washington e rafforza cooperazione con l’Iran

Sempre più burrascosi i rapporti fra il Governo Turco e l’Amministrazione USA. Il contenzioso questa volta riguarda la questione dei rapporti commerciali con l’Iran e la pretesa di Washington di imporre il rispetto delle sanzioni anche alla Turchia che è uno stato dirimpettaio dell’Iran e legato a questo paese da molteplici rapporti storici e di cooperazione commerciale.

Il presidente turco Recepit Erdogan è apparso furioso quando ha ricevuto dagli USA una accusa contro il suo ministro per l’economia, Mehmet Zafer Caglayan, di aver cospirato per eludere le sanzioni imposte all’Iran.
Il Dipartimento di Giustizia USA ha dichiarato che le autorità del paese accusano Caglayan e l’ ex presidente del banco Statale turco Halkbank, Suleyman Aslan, di aver violato le sanzioni stabilite unilateralemte dagli USA contro l’Iran per avere effettuato questi transazioni per vari milioni di dollari a favore di imprese ed entità governative iraniane.

“Qualifico l’accusa di Washington al nostro ministro come una invettiva contro Ankara in relazione ai nostri rapporti con l’Iran. Non abbiamo mai accettato di imporre sanzioni all’Iran in quanto abbiamo con questo paese vincoli commerciali ed acquistiamo da loro prodotti energetici”, ha dichiarato Erdogan ai giornalisti.
Occorre ricordare che Ankara ha incrementato la sua cooperazione con l’Iran negli ultimi anni portandola ad un volume di 30.000 milioni di dollari all’anno.
“Si tratta di un passo di carattere politico che riflette un atteggiamento negativo verso la nostra autonomia ed è un passo che noi respingiamo”, ha dichiarato Erdogan.

La Turchia ha vari motivi di contenzioso con Washington e di recente il Presidente Erdogan ha condannato la decisione dell’Amministrazione Trump di voler sostenre i separatisti curdi siriani nella realizzazione di una entità curda alla frontiera con la Turchia.
La situazione tende ad aggravarsi visto che Ankara ha inviato reparti del suo esercito per contrastare i curdi e ultimamante il ministro della Difesa turco ha denunciato che Washington ha inviato circa 1000 camion con armi e rifornimentio destinati ai reparti curdi appoggiati dagli USA.

Il pretesto di Washington è quello di far combattere i curdi per eliminare l’ISIS nella zona a nord della Siria ma i turchi ribattono che, se fosse soltanto quello l’obiettivo, sarebbero stati sufficienti 80 camions di armamenti e non 1.000 camions con anche armi sofisticate. Il ministro turco sostiene che quei rifornimenti consentono di armare un esercito di 500.000 uomini che sarà inevitabilmente utilizzato dal gruppo terrorristi del PKK e si volgerà contro la Turchia e la sua integrità territoriale.

Inoltre le autorità turche hanno condananto l’arresto effettuato negli USA di funzonari della guardia di sicurezza turca coinvolti in una rissa nel corso delle visita di Erdogan negli States. Erdogan è furioso anche per questo episodio che denota uno scarso rispetto delle autorità USA verso la sua persona e le sue esigenze di sicurezza. Il presidente turco accusa Washington e la CIA di aver tramato contro di lui nel tentativo di colpo di Stato verificatosi lo scorso anno in Turchia.

Forze turche in Siria

In sostanza la Turchia si trova in un periodo di rapporti molto tesi con Washington mentre si sta sempre più riavvicinando sia alla Russia che all’Iran, stringendo accordi di collaborazione economica, energetica e nel campo militare. Questo nuovo atteggiamentodi Ankara inizia a creare preoccupazione a Washington per l’importanza che il paese riveste nell’ambito dell’allenza con la NATO e per la delicata posizione strategica.

Gli Stati Unti stanno perdendo semre più influenza nella regione ed il vuoto viene riempito dalla Russia che stringe accordi con tutti i partner più importanti di quest’area, dalla Turchia all’Iran, dall’Iraq all’Egitto, tutti paesi che adesso ricorrono a Mosca per stringere accordi di cooperazione, per acquistare armamenti e per ottenere più stretti rapporti politici e diplomatici.
Gli analisti internazionali notano la crescita di influenza della Russia nell’area e parallelamente registrano un arretramento sostanziale dell’influenza di Washington che paga le conseguenze di una disastrosa politica medioorientale attuata prima dal presidente Obama ed adesso, in modo confuso e contraddittorio, anche da Donald Trump.

Fonti: Hispan Tv   Al Manar

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. Werner 3 mesi fa

    Agli Yankee gli sta bene. Li scelgano accuratamente i propri alleati.

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  2. Ubaldo Croce 3 mesi fa

    Ormai i mondialisti neocon Usa sono in
    confusione totale.Hanno prima creato
    i guai e adesso non sanno come uscirne fuori.
    Se la Turchia dovesse uscire fuori dalla
    NATO non mi sorprenderebbe.Anzi:secondo
    me il suo reale interesse è uscire dell’alleanza
    mafiosa-terroristica NATO e andare con
    l’Iran e la Russia.

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    1. Anonimo 3 mesi fa

      …se dovesse accadere, sarebbe un disastro per gli USA.
      Va ricordato che in Turchia ci sono ca. 60 testate Nucleari by USA

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  3. Silvia 3 mesi fa

    Non capisco perche’ la Turchia, che e’ nella NATO come noi, puo’ fare la sua politica e non rispettare le sanzioni, mentre l’Italia deve eseguire tutti gli ordini dei padroni.

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    1. Franko 3 mesi fa

      Eppure è abbastanza semplice. La Turchia, nonostante i suoi difetti, NON è un paese vassallo degli usa.
      L’Italia È un paese vassallo degli usa.

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      1. Anonimo 3 mesi fa

        E’ una vergognosa verità.

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      2. Anonimo 3 mesi fa

        Confermo.

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    2. Anonimo 3 mesi fa

      semplice perche Erdogan davanti cia 2 palle e noi abbiamo solo il didietro!

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    3. Anonimo 3 mesi fa

      perchè, al contrario della turchia, l’italia oggi non è disposta ad accollarsi le bombe che – ooops – scoppiano quando fai il birichino

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    4. nessuno 3 mesi fa

      Salve, la risposta è semplice: l’Italia è una colonia o possedimento o
      potremmo dire una stellina in più sulla bandiera degli u$a non stampata
      (per il momento) L’ espressione geografica chiamata Italia essendo stata
      invasa durante la 2° guerra ha perso tutta la sua indipendenza e libertà
      nelle decisioni Internazionali è uno Stato(?) succube e sottomesso al
      colonizzatore e cosa incredibile è che e l’invasione continua tuttora, dopo
      settant’anni.
      La Turkia non è una colonia di nessuno.

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      1. Anonimo 3 mesi fa

        Anche questo, purtroppo, rappresenta la verita’…

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  4. Eugenio Orso 3 mesi fa

    Nessuno si fidi di questo bastardo, che agisce secondo le convenienze del momento, per reggersi in sella!
    Spero che Russia e Iran lo usino, fin tanto che gli sarà utile per modificare a loro vantaggio il quadro geopolitico in Medio Oriente, per poi mollarlo al suo destino.

    Ha fatto entrare, in solido con gli Usa-Nato e gli altri componenti dell’Asse del Male, migliaia di tagliagole in Siria, li ha supportati e coccolati …
    Suo figlio più giovane, quello che non può più entrare in Italia, si occupava della commercializzazione e trasporto del petrolio rubato, in Siria e Iraq, dall’isis, mentre sua figlia si premurava per curare e assistere amorevolmente, in territorio turco, i feriti jihadisti.
    L’isis aveva, grazie a lui, una sorta di ambasciata ufficiosa in Turchia, e progettava un’invasione in Siria, con la scusa della “lotta all’isis”, assieme al porco saudita Salman.
    La zona industriale di Aleppo, occupata dai tagliagole “moderati” (cioè non isis), è stata svuotata di apparecchiature e impianti industriali che sono finiti regolarmente in Turchia.
    Ha fatto abbattere vigliaccamente il jet russo nello spazio aereo siriano e, solo grazie al sangue freddo di Putin, non si è preso qualche salutare bombardamento sulla testa.
    Ha fatto arrestare decine di migliaia di turchi come lui, profittando del golpe da operetta fallito.
    Ha ricattato la debole e sottomessa Europa occidentale, usando centinaia di migliaia di profughi da lanciare come una bomba (o mandrie di bestiame …) contro il vecchio continente, mettendosi in tasca miliardi di euro.
    Devo continuare?

    Spero che un giorno questo maiale che si barcamena fra la Nato (di cui la Turchia fa ancora parte!) e la Russia, cinicamente e furbescamente, faccia la fine del sorcio, e con lui tutti gli islamo-ottomani turchi che lo hanno sostenuto e hanno partecipato ai suoi crimini.

    Cari saluti

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    1. PieroValleregia 3 mesi fa

      salve
      la ringrazio di avermi preceduto, stavo per scrivere le stesse cose che ha riportato lei, per altro, verissime
      di Erdogan è salutare NON fidarsi … mi ricorda l’8 settembre
      saluti e buona domenica
      Piero e famiglia

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    2. Anonimo 3 mesi fa

      Concordo al 101% con le sue parole.
      Saluti
      M

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    3. Anonimo 3 mesi fa

      Condivido appieno il commento di Eugenio Orso. Walter

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    4. Jane doe 3 mesi fa

      Vero! Infatti Erdogan è un personaggio ambiguo vedremo cosa succede…

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  5. Anonimo 3 mesi fa

    La Turchia va distrutta una volta per tutte. Prima di tutto per farle pagare le sue crudeltà secolari tali da meritarsi solo una fine del genere. Poi perché non nuoccia mai più. Andrà bene quando sarà ridotta ad una piccola provincia con i soli turchi-turchi sopravvissuti. Occupa terre antiche che videro una grande civiltà mediterranea ben prima di Bisanzio. L’hanno salvata gli americani, e i tedeschi prima, perché doveva già essere distrutta con la prima guerra mondiale.

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