Il presidente turco Erdogan invita Washington a “gettare la maschera” della lotta all’ISIS

Gli USA dovrebbero farla finita con il loro “teatro” della lotta al gruppo terrorista Daesh (ISIS) in Siria (ormai non sono credibili), che in realtà si è trasformata in un combattimento contro la Turchia, ha dichiarato il presidente turco, Recep Tayyip Edogan.

“Abbiamo 911 Kilometri di frontiera con la Siria. Cosa hanno a che fare gli Stati Uniti con la frontiera della Siria? Hanno già speso 550 milioni di dollari (negli aiuti in armi alle YPG curde), ma adesso vogliono portare la cifra a 3.000 milioni . Dicono che loro starebbero combattendo contro il Daesh. E quanti componenti del Daesh hanno eliminato?”, ha sottolineato Erdogan davanti ai deputati del Partito di Giustizia e Sviluppo.

“Quelli che hanno combattuto contro il Daesh adesso stanno combattendo contro la Turchia. Nessuno ha il diritto di utilizzare il Daesh come un pretesto. Sarà arrivato il momento di mettere fine a questo teatro, è il momento di togliersi le maschere”, ha aggiunto Erdogan.

Erdogan ha riaffermato che gli USA, con le loro operazioni in Siria, stanno violando gli obblighi verso un loro alleato nel contesto della NATO.
“Non è forse una regola della NATO, che tutti gli alleati sono uguali ? Se uno appoggia i terroristi che attaccano un loro alleato, la NATO deve ergersi a sua difesa”, ha riaffermato Erdogan.

Erdogan ha anche dichiarato che l’azione delle forze turche potrà causare perdite tra le file dei militari USA dislocati in appoggio alle formazioni curde nel nord della Siria, per questo ha consigliato il ritiro dei militari USA dalla zona.

Forze turche in Siria

Noi non attaccheremo i militari USA in forma intenzionale ma elimineremo tutti i terroristi che incontreremo sulla zona, per questo è opportuno che le forze USA si ritirino dal fornire appoggio ai terroristi dell’YPG che si trovano nella regione”, ha ribadito Erdogan.

In precedenza il presidente turco Rcepit Erdogan aveva accusato l’ex presidente USA Barack Obama, e l’attuale mandatario, Donald Trump di non mantenere le sue promesse circa la ritirata delle milizie curde dalla città siriana di Manbij.

La Turchia e gli USA stanno attraversando una seria crisi nelle loro relazioni per causa dell’appoggio militare che Washington sta prestando alle milizie curde dell’YPG.
Secondo la Turchia le YPG sono una estensione del PKK che è proibito nel paese e considerato una organizzazione terrorista.

Fonte: Hispan Tv

Traduzione e sintesi: Alejandro Sanchez

5 Commenti

  • animaligebbia
    13 Feb 2018

    Fantastico,il voltagabbana turco rimprovera gli americani di slealta’;il suino che dice porco al cinghiale.

    • atlas
      14 Feb 2018

      proprio così. A me pare stia perdendo completamente il controllo: oggi un’imbarcazione militare turca ne ha investita una greca, vuole fare guerra a tutti

  • Mardunolbo
    14 Feb 2018

    Esatto, Animaligebbia ! Aspettiamo con ansia il momento in cui si incontreranno, turchi e americojons, con ratti al seguito, per darsele a vicenda di santa ragione !
    Dopo le minacce, i fatti…Attendiamo fiduciosi gli ammazzamenti reciproci e, di conseguenza, la fine dell’entita’ NATO (nata per dominare e controllare in favore degli Usa)

    • Silvia
      14 Feb 2018

      Ma, se questa fine avvenisse (cosa per ora secondo me un po’ difficile), vorrebbe dire che anche Erdogan ha fatto qulacosa di utile.

  • Eugenio Orso
    14 Feb 2018

    “Noi non attaccheremo i militari USA in forma intenzionale ma …”
    Così dice il boia Erdogan?
    Non ha alcuna intenzione di attaccare gli americani, i quali, guarda caso, hanno abbandonato i curdi siriani al loro destino, alla mercé delle bestie turcoidi e jihadiste.
    Hanno abbandonato i curdi anche in Iraq e ciò avrebbe dovuto mettere sull’avviso i curdi siariani, che avrebbero potuto avvicinarsi al legittimo governo siriano e alla Russia (che li avrebbe protetti).
    Ripeto quello che ho già scritto in passato: Erdogan è aduso al doppio e, nella fattispecie, al triplo gioco. Alleato degli Usa e membro della Nato, si è “avvicinato” alla Russia e, parebbe, anche all’Iran, ma, sotto le ceneri, non ha mai abbandonato l’Asse del Male a guida americana. Infatti, l’invasione turcoide del nord-ovest siriano prolunga il conflitto e rende più difficile anche la liberazione di Idlib, se è vero che branchi di turcoidi sono stati avvistati, in armi, in punti chiave della provincia siriana che attende di essere liberata. Nell’Idlib ancora infestato da jihadisti non ci sono milizie curde …

    Cari saluti

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