Il presidente turco Erdogan ha accusato la Russia di aver attaccato le sue forze terroristiche a Idlib con i suoi aerei da combattimento

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accusato la Russia di aver attaccato un campo di addestramento per terroristi alleati filo turchi nella provincia siriana di Idlib.
L’attacco russo al campo di addestramento nella regione di Idlib indica una mancanza di desiderio di pace e tranquillità sostenibili lì “, ha detto, parlando alla fazione parlamentare turca del partito al governo per la giustizia e lo sviluppo.

Secondo quanto riportato dai media siriani, durante un attacco a un campo di addestramento di gruppi terroristici a Jabal Duweil, vicino alla città di Harem, vicino al confine turco, più di 40 terroristi sono stati uccisi e almeno 60 feriti.
Il campo di addestramento era utilizzato dalle forze turche per preparare e reclutare mercenari da trasferire in Azerbajian dove la Turchia sostiene la parte azera nel conflitto con l’Armenia in Nagorno Karabach.

Idlib rimane l’unica regione in Siria, una parte significativa della quale è ancora controllata da bande. Nel 2017 è stata creata una zona di de-escalation nel nord, dove gli estremisti che si sono rifiutati di deporre le armi si sono trasferiti nel sobborgo di Damasco della Ghouta orientale e nelle regioni meridionali. Ci sono posti di osservazione dell’esercito turco nella provincia e, in accordo con gli accordi russo-turchi, i militari dei due paesi stanno conducendo pattugliamenti congiunti a Idlib.

Miliziani Filo turchi


Nota: L’attacco dell’aviazione russa è in realtà un preciso segnale che la Russia ha voluto dare a Erdogan che, con la sua politica ambigua, sta favorendo la creazione di un focolaio terrorista nella regione del Caucaso, inprossimità dei confini russi. Fatto questo che la Russia non potrà tollerare. Inoltre le continue rivendicazioni di Erdogan sul nord della Siria ignorano il monito che più volte è stato fatto da Putin al presidente turco: la Russia difende e difenderà sempre la sovranità della Siria.
Inoltre, se i miliziani curdi sono presenti e operano nella zona nord della Siria, questo dipende dagli accordi di Washington con queste formazioni, armate, finanziate ed utilizzate dagli USA come mezzo per combattere la sovranità del Governo di Damasco e creare una entità autonoma. Erdogan deve fare una scelta e decidere se continuare ad essere un alleato degli USA che gli stanno armando i curdi come una spina nel fianco o se vuole arrivare ad accordi con la Russia.
La politica del piede in due scarpe del turco non potrà continuare ancora per molto.

Fonte: New front

Traduzione e nota: Luciano Lago

10 Commenti

  • Manente
    29 Ottobre 2020

    Povero cocco, si lamenta che i russi gli fanno fuori i terroristi, un farabutto come questo non merita di vivere

    • MADRE NATURA
      29 Ottobre 2020

      Quindi
      in pratica lui si è autodefinito terrorista e si lamenta pure di essere attaccato e la RUSSIA dovrebbe fare anche la parte dello sciocco che chiude un occhio per interessi economici…………… …… siamo al colmo dei colmi……. … e merdogan dopo che ha abbattuto l aereo RUSSO è ancora vivo.

  • Gio
    29 Ottobre 2020

    PUTIN sarebbe ora che rada al suolo tutto quello che ci sta dentro alla Siria che nn è della Siria, in e e di fare tanto colui che tende l mano alla MERDA di ERDOGAN, e x gli europei caccierei tutti i filo turchi che sono i peggio, basta guardare a Parigi che fanno, e pensa se fanno anche la stessa Cina bella nazione dove sono più tur hi che tedeschi

  • giulio
    29 Ottobre 2020

    In passato, dopo il presunto tentativo di golpe contro erdogan, pensavo che i russi avessero buone ragioni per tendere la mano a erdogan (tentare di sganciarlo dalla Nato e dagli americani).
    Oggi credo si possa dire che io e i russi siamo caduti in una trappola! Erdogan è un burattino in mano alla nato la quale però gli concede qualche colpo di mano anche se non del tutto gradito e per soddisfare le sue ambizioni!
    Tra Nato e Russia, quindi, non ho dubbi che (m)erdogan sceglierà la nato…anzi, non l’ha mai tradita nè la tradirà! La russia e il sig. Lavrov farebbero bene a farsene una ragione e trattare erdogan solo e soltanto come un nemico!

    • atlas
      29 Ottobre 2020

      Lavrov ha il volto mite e paterno, ma non potrebbe mai essere stato il tuo, se no non staresti quì ma in Siberia a rompere il ghiaccio

  • Мосин
    29 Ottobre 2020

    “Chi non ascolta Lavrov, ascolterà Shoigu” cit.

    • atlas
      29 Ottobre 2020

      dovrà baciargli i piedi quando un missile russo gli entrerà dall’ano e gli uscirà dalla bocca. E voglio continuare ad essere educato

      (siamo invasi da banderuole, nè carne nè pesce, ondivaghi che rispecchiano specificamente il tipo di società attuale, una porcilaia. E voglio continuare ad essere educato)

      • MADRE NATURA
        29 Ottobre 2020

        Fategliela pagare a stò bastardo di merdogan FRATELLO ATLAS. GRANDE RUSSIA GRANDE SPUTNIK.

  • Arditi, a difesa del confine
    30 Ottobre 2020

    riprendiamoci Costantinopoli

  • eusebio
    30 Ottobre 2020

    Negli ultimi giorni ci sono stati un paio di attentati anche in Russia, uno in Siberia a Khabarovsk e un’altro in Tatarstan, nei giorni precedenti altri in Cecenia e in altre città, il media russo Sputnik afferma che Erdogan si appresta ad una guerra di religione contro l’Europa, in realtà contro gli armeni già la sta facendo, l’Armenia ha reso note le tracce radar degli F-16 turchi che dalla base azera di Gandia hanno bombardato l’Artsakh, quindi i russi sanno bene che il dittatore turco in difficoltà sul fronte interno a causa della svalutazione galoppante della lira turca deve aggredire un presunto nemico esterno per evitare di essere accoppato.
    Adesso gli è caduto in testa pure il terremoto a Smirne, quindi i problemi con il fronte interno aumenteranno, forse il terrorismo in Europa serve a farsi dare sussidi dalla UE che la vecchia carampana tedesca gli concederà a spese nostre.
    Comunque russi e cinesi non gli permetteranno di arrivare a petrolio e gas del Caspio, Alyev è a rischio, mentre i cinesi anche se purtroppo hanno sostenuto l’economia turca in diversi modi sono i principali acquirenti del gas turkmeno e del petrolio kazako e stanno aumentando la presenza demografica oltre che economica in Asia centrale.
    Mentre i russi si devono preoccupare della popolazione islamica interna e quindi fanno rientrare i loro pochi connazionali rimasti in Asia centrale, mentre espellono gli immigrati turcofoni, la Cina dall’alto del suo 1,4 miliardi di abitanti e della sua posizione di maggiore potenza industriale e seconda potenza militare del globo della concorrenza del tacchino di Ankara in Asia centrale se ne frega.

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