Il Presidente Putin esce in vantaggio dal vertice con Biden ma……deve aspettarsi agguati e colpi bassi dagli USA

di Luciano Lago

E’ stato già scritto e commentato molto sul vertice far il presidente Joe Biden e il russo Vladimir Putin, ma ci sono aspetti meno conosciuti e meno apparenti che sono stati anche alla base della necessità dell’incontro faccia a faccia fra i due.
I principali commentatori americani, come gli analisti della rivista Time, ritengono che il vertice Russia-USA abbia fornito a Putin “il palcoscenico mondiale che stava aspettando, dato il suo desiderio di vecchia data che la Russia fosse presa sul serio come principale rivale degli Stati Uniti”. Il Washington Post ha aggiunto che “la strategia del pessimismo di Biden promuove progressi nei rapporti con Putin”. Entrambe la parti hanno ottenuto comunque “progressi” su una serie di questioni e questa è stata una “piacevole sorpresa”, riferisce il quotidiano.
La CNN ha osservato che “Il vertice ha dato a Putin l’opportunità di mettere in pausa il deterioramento delle relazioni tra Mosca e Washington, poiché ora gli Stati Uniti saranno riluttanti a imporre nuove sanzioni economiche. Insomma, quindi Putin è andato a Ginevra e ha ottenuto esattamente quello che voleva. Ha lasciato la Svizzera con un’enorme vittoria diplomatica, semplicemente presentandosi al vertice”.
L’analista di The Hill aderisce a una visione diversa delle trattative. Secondo lui:
“Il 46esimo presidente sembrava debole. Poi, alla fine della sua conferenza stampa, si è messo sulla difensiva e arrabbiato, discutendo di come ha affrontato i problemi con Putin (che ha tenuto la sua conferenza stampa quasi il doppio del tempo, il che ha dato l’impressione di un’altra facile vittoria per il leader russo). E tutto questo davanti a tutto il mondo”, – ha osservato nella pubblicazione.

Diversa l’interpretazione data dall’influente senatore russo, Alexei Pushkov, il quale sostiene che, già prima del vertice era chiaro che Biden voleva impedire un riavvicinamento tra Russia e Cina.
Questa tesi del senatore è collegata anche ad una dichiarazione fatta in precedenza dal presidente degli Stati Uniti.
Biden ha consigliato alla Russia di valutare se aumentare la propria dipendenza dalla Cina.
“Il presidente ha chiarito: la Russia deve considerare seriamente se vuole aumentare la sua dipendenza dalla Cina, tenendo conto delle aspettative della Cina sulla scena mondiale”, aveva affermato il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.
Secondo il noto pubblicista Alexei Pushkov, non è compito del presidente degli Stati Uniti dare alla Russia questo tipo di “consigli”.
“Lo scopriremo da soli. Inoltre, in bocca al capo degli Stati Uniti, questo argomento suggerito a Biden da esperti americani sulla Russia come McFaul non funziona affatto. Per il semplice motivo che dagli stessi Stati Uniti vediamo solo sanzioni, forti pressioni, minacce e “cambio di regime” nei nostri paesi vicini. E con una tale ostilità, Washington vuole intimidirci con una potenziale dipendenza dalla Cina? Strana logica “, ha detto Pushkov.

Conferenza stampa di Putin (durata doppia rispetto a quella di Biden)


Questa quindi sarebbe la logica di fondo a cui si può fare riferimento che ha sospinto gli USA nel voler ricreare una forma di dialogo tra USA e Federazione Russa: il tentativo di Washington di far allentare i legami di stretta cooperazione fra Mosca e Pechino, che sono la ossessione degli strateghi della Casa Bianca.
Si può essere sicuri che, nel prossimo periodo, gli Stati Uniti metteranno in atto una sottile propaganda e qualsiasi marchingegno per creare delle provocazioni che inducano la Russia a diffidare dell’alleato cinese. Si può scommettere che l’apparato del Dipartimento di Stato USA conta di mobilitare anche la sua quinta colonna filo occidentale di cui gli anglo USA ancora dispongono in Russia.
Putin dovrà essere molto attento alle trappole ed agli agguati che gli saranno tesi sul suo percorso.

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