Il Presidente Mattarella si schiera con gli “esportatori di democrazia” in Venezuela

di Luciano Lago

Come si poteva prevedere, il presidente Sergio Mattarella si incanala nella scia del suo predecessore, Napolitano (quello del si all’intervento in Libia) ed anche lui si schiera a favore degli “esportatori di democrazia” e si dichiara paladino dei golpisti di Caracas.
Non poteva essere altrimenti visto che Mattarella è lo stesso presiente che si è trovato quasi sul punto di attuare un golpe bianco in Italia con l’incarico pronto per Cottarelli, l’uomo del FMI, che avrebbe dovuto portare l’Italia sotto il tallone dei potentati finanziari. Pericolo scampato grazie all’accordo che ha consentito la formazione del governo dei due partiti votati dagli italiani.

Tuttavia, non potendo realizzare un golpe in Italia, Mattarella plaude ai golpe che avvengono in casa altrui, in questo caso nel Venezuela. Il presidente si schiera dalla parte della “democrazia” quella invocata dagli USA che, mentre cospirano per provocare una sollevazione militare, strozzano il paese con l’embargo e con le sanzioni bloccando le importazioni di generi di necessità, medicinali e prodotti di base in modo da sospingere la popolazione alla fame e di conseguenza alla rivolta contro il Governo di Maduro.
Una tecnica già sperimentata più volte dagli Yankees, come attualmente avviene nello Yemen, dove la popolazione sotto l’assedio saudita -USA patisce fame e colera, come in Siria o come in Palestina. Si sa che la fame è una brutta consigliera e può indurre anche i più dubbiosi ad appoggiare il tentativo golpista come il male minore per sollevare la situazione del paese.
Il personaggio che in Venezuela si propone come presidente autoproclamato, Juan Guaidò, è una creatura degli USA, formato presso la George Washington University, con il supporto della CIA, ha già preannunciato che, una volta arrivato al potere con l’aiuto di Washington, come primo provvedimento, privatizzerà la Pdvsa (compagnia petrolifera nazionale del Venezuela) e inviterà il FMI nel paese per ottenere un supporto finanziario e far gestire le risorse del paese da “quelli che hanno esperienza”, ovvero dalle grandi multinazionali USA che stanno già gongolando per avere le concessioni minerarie e petrolifere in Venezuela.
Il nostro presidente si augura che questo avvenga presto, ovvero che la consegna del paese latinoamericano al potere neocoloniale degli USA non tardi ma sia un processo rapido ed indolore, possibilmente senza violenza, quella violenza che, nascosta dai media occidentali, viene suscitata dalle squadre dei “garimperos”, agitatori di piazza sobillati dalla CIA che sparano contro poliziotti, incendiano le auto, i negozi e sono arrivati persino a dare fuoco a sostenitori del governo, tanto per dare un segnale.
L’invito del presidente per il governo Italiano è quello di seguire gli altri paesi della UE, quelli che, con l’eccezione di Italia e Grecia, si sono schierati con il golpista Juan Guaidò, anche seguendo le indicazioni del Dipartimento di Stato USA.

Quella per Mattarella e soci è l’unica comunità internazionale che conta, gli altri paesi che sostengono il governo legittimo di Caracas non contano, anche se si tratta di grandi paesi come la Cina, la Russia, l’India, il Messico, la Turchia, l’Iran ecc.. Quelli sono paesi che sono contro la dominazione USA e di conseguenza non contano, non bisogna seguirli, non sono “democratici” come gli USA e l’Arabia Saudita.
Naturalmente per i media occidentali la violenza in Venezuela, quella che aborrisca Mattarella è solo quella del governo che reprime le proteste, la stessa narrazione che avvenne in Libia, la medesima in Siria e persino in Ucraina.

Cambiano gli scenari, dalle fredde piazze di Kiev nel 2014 alle calde strade assolate delle città del Venezuela, come era avvenuto anche a Tripoli, ma il copione delle rivoluzioni colorate , è sempre lo stesso.

8 Commenti

  • Andreaxxl
    5 Febbraio 2019

    Basta guardarlo in faccia x capire quale sorcio sia, un uomo della famiglia, tale e quale suo padre.
    Cosa vogliamo aspettarci da un losco figuro come lui.
    Oscuro esempio del governo renzusconi, ma comunque il cazzaro verde non è da meno.

  • Piero
    5 Febbraio 2019

    Si sapeva già dall’inizio che il pres. mOZZARELLA era un venduto prono agli usa, ai nazi israeliali e alla nato, ma di sicuro non avrei mai pensato che anche quel tonto di salvini avrebbe accettato imposizioni dai sionisti, ma tant’è. Certo che il succube della lega perderà tanti punti…!

  • Idea3online
    5 Febbraio 2019

    Sino ad oggi la Russia ha salvato Assad, Erdogan……adesso Maduro…..ma nel 2011 non aiutarono Gheddafi, gli USA si stanno perdendo d’animo ecco perchè in Venezuela probabilmente hanno commesso un errore, hanno spianato la strada all’Impero Russo. In Medio Oriente gli USA adesso contano quanto la Russia, ed in America Latina rischiano di trovarsi la Russia che gli manda i bacetti dal cortile….l’Impero Romano Americano è in isteria, tutto è possibile, non avere simulato in Venezuela significa che hanno perso la pazienza.

    • gianni
      6 Febbraio 2019

      ai tempi di gheddafi la russia non era che agli inizi della sua ricostruzione militare, e il primo viaggio di putin in america latina è avvenuto dopo la provocazione usa in ucraina. in venezuela hanno perso più che la pazienza, hanno perso e basta. la sola chance che hanno è quella della guerra civile: gfaranno in modo che i venezuelani e i sudamericani in genere si combattano fra di loro. ma in venezuela sarà dura perché maduro ha fiutato il vento e si è armato, l’impero romano americano non può più affrontare che gueffe finanziarie perché non riesce a arruolare più soldati ed è costretto a ricorrere ai mercenari

  • Mardunolbo
    5 Febbraio 2019

    C’è da fare un elogio al M5S che, resistendo alle spinte di ogni colore, interne ed esterne, ha fatto notificare al Venezuela che ci si aspettano elezioni senza violenza e senza riconoscere “de facto” un autoproclamatosi presidente !
    Non meraviglia Salvini che , come già mostrò la sua ignoranza estera proclamando sugli Hezbollah, ora pure si intromette pesantemente seguendo il filone statunitense che seguono tutti gli europidi.
    Sarebbe ora che Salvini cominci ad informarsi meglio su per parlare di nazioni estere, anche se non è sua competenza. Mi meraviglia in senso positivo la Tria, ministra della Difesa, che incatrica di studiare il ritiro delle truppe dall’Afghanistan, suscitando lo sconcerto ed il disappunto del ministro degli esteri Moavero, che non può certo decidere lui sulle truppe italiane assoldate per stati stranieri a “mantenere la pace”.

  • amadeus
    6 Febbraio 2019

    rappresenta solo se stesso, non il pensiero degli italiani !

  • gianni
    6 Febbraio 2019

    svolge coerentemente il suo lavoro di piazzista degli usa

Inserisci un Commento

*

code