Il Presidente cinese Ji Ximping arriva a Mosca per un summit con Putin

L’occasione dell’incontro è quella del 70° anniversario delle relazioni diplomatiche fra Russia e Cina.

di Luciano Lago

I due presidenti, con le rispettive delegazioni, si riuniranno a Mosca per sottoscrivere tutta una serie di accordi bilaterali fra i loro paesi.
L’occasione di questa riunione capita proprio nel momento di massime tensioni che entrambi le nazioni mantengono con gli Stati Uniti. In particolare la Cina, non più tardi di ieri, ha lanciato un duro monito alle autorità di Washington, attraverso il ministro della Difesa Wei Fenghe, il quale ha dichiarato:
“Se gli Stati Uniti vogliono parlare, terremo aperta la porta. Se invece vogliono combattere, combatteremo fino alla fine”.
La guerra commerciale ha inasprito i rapporti tra i due Paesi; gli Usa recentemente hanno anche denunciato una crescente militarizzazione nel Mar Cinese meridionale e Pechino ha risposto accusando gli Usa di voler fomentare le voglie di indipendentismo di Taiwan. Wei ha avvertito Trump: “nessun tentativo di spaccare la Cina avrà successo; qualsiasi interferenza straniera nella questione di Taiwan è destinata a fallire”. Inoltre, la Cina non promette di “rinunciare all’uso della forza” se lo riterrà necessario.

Vertice Putin Xi Ping


La Russia a sua volta sconta una crescente ostilità da parte degli USA con le manovre della NATO sempre più vicine ai suoi confini, con la militarizzazione dei paesi baltici e con la presenza di istruttori USA in Ucraina dove si va riaccendendo il conflitto per il Donbass.
In questo quadro gli Stati Uniti si apprestano ad una nuova aggressione militare contro l’Iran su cui stanno stringendo il cappio delle sanzioni e dell’embargo economico che diventa sempre più stretto ogni giorno che passa.
L’Iran è un apaese importante per Mosca, alleato nel conflitto in Siria e porta dell’Asia in posizione strategica per Pechino, oltre ad essere uno dei più importanti fornitori di greggio per la Cina. Non a caso in Iran Pechino prevede da tempo massicci investimenti per il progetto della Belton Road.
Tutto questo fa indovinare quale sarà uno dei principali temi oggetto del colloquio fra i due capi di Stato: come reagire all’aggressività USA e come fronteggiare la imminente nuova aggressione militare in Medio Oriente. Alcuni analisti internazionali sostengono che la Cina e la Russia non possono permetersi di lasciare l’Iran nel momento in cui questo paese cada vittima di una aggressone delle forze aeronavali statunitensi.

In questo senso anche diversi media russi hanno pubblicato informative di un possibile sostegno militare della Russia che fornirebbe a Teheran attrezzature militari di ultima generazione e informazioni di intelligence per contrastare una eventuale azione bellica statunitense. Risulta probabile che anche la Cina si unirà nello sforzo di sostenere l’Iran sia militarmente sia economicamente, acquistando il suo petrolio e le altre merci che sono oggetto di embargo degli USA.

In definitiva la necessità di una strategia comune sarà quello di cui discuteranno i due statisti nel mutuo interesse di stabilire un ordine multilaterale che sia alternativo all’assetto dell’Ordine mondiale stabilito da Washington.

4 Commenti

  • contadino
    5 Giugno 2019

    Se queste due potenze, avranno la forza di non farsi CONTAMINARE da Sion, (la russia secondo me è già in pericolo) e marceranno sempre in buona armonia, per la criminale finanza che vuole il predominio mondiale, la vedo dura

  • Alfvanred
    5 Giugno 2019

    Molto bene. Sempre più necessaria una stretta collaborazione politica e militare tra i due paesi. in funzione anti anglosionista.

  • eusebio
    5 Giugno 2019

    Speriamo che la collaborazione si sviluppi a livello di stati maggiori, un’attacco coordinato contro Taiwan e l’Ucraina, dopo aver eliminato la sacca di Idlib, a cui probabilmente stanno partecipando forze speciali cinesi contro le migliaia di uiguri presenti, metterebbe gli USA in stato di paralisi e permetterebbe sia alla Cina di riannettere una ricca economia tecnologicamente forse la più avanzata al mondo, sia alla Russia di liberare i milioni di russofoni ucraini punendo il regime quisling imposto dai sionisti.

  • Mardunolbo
    7 Giugno 2019

    Caro Eusebio, il desiderio di attacco a Taiwan si scontra con varie realtà , tra cui il fatto che la popolazione taiwanese ha livelli culturali un po’ migliori di quella cinese/popolare ! Inoltre esistono dei trattati di cui in occidente abbiamo poca conoscenza, che stabiliscono uno status quo da mantenere. Tra questi trattati so per certo di uno, militare, che implica Usa e Giappone nel mantenere la situazione congelata per Taiwan. Per questi trattati la Cina non interviene militarmente poichè avrebbe potuto ben farlo da tempo. Le Forze Armate di Taiwan, benchè motivate, addestrate e rifornite dagli Usa, ben poco potrebbero resistere all’attacco di milioni di soldati cino-popolari. Questa è la situazione reale. L’attuale presidenta, una serva degli Usa del Partito Democratico (ricorda qualcosa il nome ?)taiwanese, non fa altro che attizzare il fuoco livoroso della Cina Popolare, data la sua incapacità di vario genere a gestire una nazione !
    La Russia non credo abbia qualche ruolo nella situazione di Taiwan, ma semmai potrebbe e forse già usa le capacità tecnologiche di Taiwan per l’elettronica. La Cina ha già capacità elettroniche e si sta adeguando in fretta per reagire all’embargo americano.

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