Il portavoce ufficiale dei talebani ha negato la ricezione di denaro dalla Russia per l’uccisione di soldati della NATO

“Non siamo i mercenari di qualcuno”: il portavoce talebano ha negato le informazioni sulla ricezione di denaro da parte della Russia per l’uccisione di soldati della NATO.
In precedenza, il New York Times aveva pubblicato un articolo in cui si affermava che la Russia avrebbe pagato denaro ai talebani, spingendoli ad attaccare le truppe della NATO in Afghanistan. https://www.nytimes.com/2020/06/26/us/politics/russia-afghanistan-bounties.html
Le informazioni secondo cui l’intelligence russa avrebbe pagato i talebani per uccidere i soldati della NATO “non sono vere”. Lo ha affermato il rappresentante ufficiale dei talebani afghani nel Qatar Suheil Shaheen in un’intervista rilasciata a Afshin Rattanzi, conduttore del programma televisivo Going Underground, su RT. Vedi: Russian RT.com


Shaheen ha ammesso che la diffusione di tale notizia, falsa, sia invece legata al tentativo di minare il processo di pace iniziato dopo la firma, a Doha, dell’accordo tra gli Stati Uniti e i talebani.

Affermazioni ribadite il 20 di questo mese dallo stesso Suheil Shaheen anche in una conversazione su “Afghanistan.ru” https://afghanistan.ru/doc/138454.html :
“Gli organizzatori delle fughe di notizie sul “complotto” tra Russia e talebani potrebbero diventare i rappresentanti del “partito della guerra” nell’establishment americano”.

Secondo Shaheen, questa serie di materiali del New York Times è vantaggiosa per quei politici e militari interessati a continuare il conflitto armato e che si oppongono al processo di pace.
“Gli interessi economici di alcuni gruppi dell’élite americana sono collegati alle azioni militari in Afghanistan”, ha riferito Shaheen – “Stiamo parlando dell’approvvigionamento del contingente, della fornitura di munizioni, uniformi, ecc.”, sottolineando come, invece, la fine della guerra sia associata all’ottimizzazione economica. Shaheen ritiene inoltre che tra le élite americane non sia ancora stato raggiunto un consenso riguardo al processo di pace in Afghanistan.
“Valutiamo tali pubblicazioni nel contesto della lotta politica interna degli Stati Uniti e crediamo che tali campagne siano organizzate dagli oppositori del processo di pace afgano”, ha continuato il diplomatico talebano nel Qatar, rivolgendo l’attenzione sul fatto che nonostante tale conflitto armato sia in corso da quasi 20 anni, nessuna accusa del genere sia mai stata sollevata in precedenza. Pertanto la loro comparsa, proprio ora, suggerirebbe come il processo di pace si stia avvicinando al culmine.

Rappresentante ufficiale dei Talebano

Shaheen, tuttavia, ha espresso insoddisfazione per l’attuazione dell’accordo siglato in Qatar, attribuendone la responsabilità a Kabul (governo ufficiale ndr.). L’amministrazione afgana ha precedentemente rifiutato di rilasciare circa 600 prigionieri che i talebani stavano riuscendo a liberare, sostenendo che tali persone fossero accusate di atti criminali. Shaheen nella conversazione su “Afghanistan.ru” respingendo tali accuse, ha invece assicurato che tutte le persone della lista sono prigionieri politici. Nonostante ciò ha espresso la speranza che nel prossimo futuro potranno essere avviati negoziati interafghani, direttamente tra gli stessi afghani.

Truppe USA in Afghanistan

Come precedentemente riferito su “Afghanistan.ru”, Kabul (il governo ufficiale) ha ripetutamente parlato a favore di un completo cessate il fuoco come condizione preliminare. Shaheen ha immediatamente respinto questa possibilità prima dell’avvio di negoziati diretti tra gli stessi afghani, rilevando che, secondo le disposizioni dell’accordo, tale questione è per l’appunto oggetto di discussioni nel quadro degli stessi negoziati interafghani.

Tuttavia, secondo le sue parole, i talebani hanno comunque mostrato un impegno per la pace riducendo il livello dei combattimenti: “In precedenza, noi attuavamo 150 operazioni al giorno, ora il loro numero è diminuito a 20-30”.

Fonti: https://russian.rt.com/world/video/765981-ssha-taliban-nato-afganistanhttps://afghanistan.ru/doc/138454.html

Traduzione: Eliseo Bertolasi

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