Il Polo Euroasiatico protagonista nella rottura dello Status Quo

di Luciano Lago

La fase che stiamo vivendo attualmente è contrassegnata da avvenimenti che rimarranno nella Storia per la loro portata e per i loro effetti. Di certo sono avvenimenti che segnano una rottura dello status quo precedente e che segnano una svolta negli equilibri mondiali e del vecchio continente.
Molte persone e in particolare quelli che appartenevano al settore della vecchia area che si proclamava “sovranista” sembra che non abbiano compreso la portata degli avvenimenti in corso.
Con l’operazione militare in Ucraina Putin ha rotto l’accerchiamento globalista e l’assedio ideologico che stava soffocando la Russia. Il confronto oggi e’ divenuto globale fra i due poli, quello globalista dell’Occidente (in cui e’ incastonata l’Europa) e quello rappresentato dalla Russia che si richiama alla tradizione, alla cultura e identita’ che sono incompatibili con la visione transumanista, materialista e tecnologica del polo occidentale dominato dagli anglo USA .
L’azione decisa da Putin e’ dirompente perche’ prende in mano il potere e la sovranita’ dello Stato russo (militare e industriale) soffocando le V colonne interne filo occidentali, reagisce duramente alle minacce esterne ed al rischio di destabilizzazione interna. Indipendentemente dagli effetti che avrà questa azione, siamo ormai all’emergere di un nuovo ordine mondiale che parte dal polo Euroasiatico contrapposto all’ordine di marca anglo USA.
La portata del cambiamento è di natura epocale, visto che questo tentativo si contrappone alla strategia delle elite globaliste che stavano utilizzando il Covid e altre situazioni per pilotare tutti i principali paesi occidentali verso il grande riassetto globale, la meta finale prevista dai Soros, Clinton, Rotshild, Morgan, Spenser, Astor, Rockefeller, ecc.. Si tratta del disegno del riassetto del mondo concepito dalle nuove oligarchie, fondate su gruppi sociali ed élites che hanno acquisito un potere di decisione e di controllo al di fuori delle forme di rappresentanza e di legittimazione politica e sociale degli stati-nazione.
Non a caso il loro obiettivo è quello di scardinare l’autorità e la sovranità degli Stati nazionali per trasferire tutto il potere decisionale nei grandi organismi transnazionali dove sono insediati i loro fiduciari.

Eurasia e suoi sviluppi

Queste elite sono dietro il golpe di Maidan a Kiev nel 2014, pilotato dai servizi USA e britannici per installare un governo filo USA e globalista e destinato a fare dell’Ucraina un paese cavia da utilizzare come base di attacco contro la Russia di Putin. L’attuale presidente ucraino Zelensky è il loro fantoccio di turno che ne esegue le direttive e che doveva mettere in atto le azioni antirusse che gli vengono ordinate, fra cui la pulizia etnica dei russi etnici del Donbass. Putin lo sta inchiodando per tempo con grandi danni per la sua gente.
Per quanto riguarda la Russia, siamo al cospetto di uno Stato nazionale, uno dei più estesi e forti, che si oppone frontalmente al potere di queste oligarchie liberal e transumaniste e attacca i fantocci da loro creati per sostituirli con una propria autorità statale che deriva dai popoli, in questo caso i popoli russi del Donbass che difendono armi alla mano la loro identità e sovranità.
Di fronte a questo scenario è perfettamete inutile vagheggiare una Europa che non esiste se non imbrigliata nell’Eurocrazia di Bruxelles, filo atlantista e subordinata agli interessi dell’Impero (militare e finanziario) USA, quello che ha dichiarato di fatto guerra alla Russia , subito seguita dai “barboncini” europei.
Non esiste spazio per “terze posizioni”, o si sta da una parte o si sta dall’altra. I vagheggiamenti di “Europa Nazione” dei vecchi circoli sovranisti sono ormai fuori dal tempo e si riferivano al vecchio ordine di Yalta ormai definitivamente tramontato.
L’offensiva lanciata da Putin in Ucraina rompe la strategia di accerchiamento attuata dagli USA e dalla NATO contro la Russia. Una offensiva che farà scorrere purtroppo molto sangue ma che è divenuta inevitabile per l’ostinazione del fantoccio degli anglo USA nel seguire le direttive ricevute.
La contrapposizione, arrivati a questo punto, non potrebbe essere più netta e più violenta. La propaganda dell’apparato dei mega media occidentali tende a descrivere Putin come il nuovo Hitler ed a capovolgere la realtà ma la realtà alle volte ha la testa dura. La guerra non è iniziata adesso ma nel 2014, con il golpe di Kiev da dove sono iniziati i massacri e le persecuzioni contro le minoranze russe del Donbass, senza che le “anime candide” dell’Occidente alzassero un dito a loro difesa. Quella della Russia è una reazione di risposta, dura e frontale.
Si può interpretare questo come un risveglio della potenza russa che ritorna ad infliggere la sua azione di rottura contro il nemico secolare, l’Occidente dominato dalle oligarchie globaliste, sataniche e transumaniste.
La meraviglia non è per la durezza e per la portata dell’operazione speciale in Ucraina che le forze russe stanno attuando in questo momento, ma piuttosto per il ritardo con cui questa è partita.
Si potrebbe discutere di come questa viene condotta con quale modalità e tempismo, se sia eccessiva nei suoi effetti distruttivi o mirata agli obiettivi che la dirigenza russa si è proposta, una cosa però è certa, il momento di agire per disinnescare il pericolo di quella bomba a tempo che era divenuta l’Ucraina era arrivato già da tempo.

Putin con il suo Stato maggiore


Lo sbaglio di Putin, a nostro avviso, è stato quello di non muoversi prima e di aver prestato una certa fiducia nei negoziati e nella diplomazia, cosa che non ha ragione di essere quando si tratta cone un nemico che vuole, come suo obiettivo finale, distruggere e disarticolare lo Stato Russo per quello che rappresenta.
Il dado è tratto e Putin ha preso in mano il destino del suo popolo e, che ne sia cosciente o no, con quello anche il destino dell’Europa e dei popoli che la compongono. Una lotta in corso che coinvolge tutti e non è possibile defilarsi da un lato, come sempre avviene nei momenti decisivi della Storia.

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