"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il pioniere della New Wave francese Jean-Luc Godard si unisce al boicottaggio del cinema israeliano

Il cineasta si unisce ai professionisti del settore che dicono che il festival del prossimo mese è uno sforzo per rimediare alle “sempre più dure politiche di Israele nei confronti dei palestinesi” FOTO – In questa foto d’archivio del 19 giugno 2010, il regista svizzero Jean-Luc Godard partecipa a un dibattito al Cinema des cineastes di Parigi. (FOTO AFP / Miguel MEDINA)

Il cineasta francese Jean-Luc Godard si è unito a dozzine di altri professionisti dell’industria cinematografica in Francia che hanno promesso di boicottare un evento che celebrerà il cinema israeliano.

Godard, un pioniere del cinema New Wave degli anni ’60 e un marxista dichiarato che ha combattuto contro accuse di antisemitismo, ha aggiunto il suo nome a una petizione del 4 maggio che chiede il boicottaggio dell’evento France-Israel Season dell’Institut Francais. L’organizzazione statale per la promozione della cultura francese all’estero ha programmato l’evento del mese prossimo in collaborazione con i funzionari del governo israeliano.

“Proponendosi come un evento per lo scambio culturale”, si legge nella petizione, “questo sforzo ha lo scopo di promuovere una riparazione di Israele, macchiato dalle sue politiche sempre più dure nei confronti dei palestinesi”.

L’Ufficio nazionale per la vigilanza contro l’antisemitismo, martedì, ha accusato i firmitari di “cercare di discriminare il solo stato democratico ebraico” mentre “restano ciechi, sordi e muti quando si parla di cultura anti-semita palestinese con cui i teatri, i cinema e la musica sono usati per propagare questo odio nelle scuole” in Cisgiordania e Gaza.

Oltre a Godard, autore di “Fino all’ultimo respiro”, la petizione è stata firmata anche da Eyal Sivan, un regista nato in Israele che nel 2001, nel mezzo degli attacchi antisemiti in Francia, affermò che “gli agenti dell’Agenzia Ebraica hanno un modo per incrementare l’aliya: Bruciare sinagoghe.” Disse anche che gli ebrei in Francia pagano il prezzo per “la situazione coloniale e assassina che ha prevalso per più di cinquanta anni in Israele-Palestina”.

Il filosofo Alain Finkielkraut definì Sivan un “antisemita ebraico”, portando il regista a citarlo in giudizio per diffamazione. Sivan perse la causa. Nel 2013, Eyal ha dichiarato che “Il sionismo scorre in Francia”.

Godard ha affrontato accuse di antisemitismo in Francia. Ha negato questa asserzione, affermando che suo padre era antisemita ma che lui è semplicemente anti-sionista.

Godard ha lavorato nel 1970 ad un film intitolato “Fino alla vittoria”, raffigurante la “lotta palestinese per l’indipendenza”, parzialmente finanziato dalla Lega Araba. Non è mai stato completato. Presenta immagini alternate dell’ex primo ministro israeliano Golda Meir e Adolf Hitler.

Richard Brody, in una biografia di Godard del 2008, ha scritto che “l’ossessione di Godard per le storie di vita … ha portato con sé una serie preoccupante di idee fisse, in particolare per quanto riguarda gli ebrei e gli Stati Uniti”. ‘Idee fisse’ in francese significa pregiudizio o concezioni irrazionali.

Traduzione: Simonetta Lambertini – Invictapalestina.org

Fonte: timesofisrael.com

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  1. XD 3 mesi fa

    Quindi concludendo…non si può parlare di questi argomenti. Punto. Anche se lo fanno personaggi pubblici, famosi ecc,vengono messi sulla graticola. Bene a sapersi!

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  2. Anonimo 3 mesi fa

    Godard e’ un grande regista ed na persona ideologicamente onesta.

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