Il Piano di Pace di Trump e Netanyahu rigettato con sdegno da tutte le parti in Medio Oriente



di Luciano Lago

Con molto ritardo rispetto ai tempi previsti, Donald Trump e Benyamin Netanyahu (i “due compari”), hanno tirato fuori dal sacco e presentato in pompa magna il loro (e sottolineo “il loro”) piano di pace per Israele e la Palestina.
Ci sono voluti mesi di martellante propaganda nel preannunciare l’ufficializzazione dell’Accordo del Secolo (“Deal of the Century”) da parte di Washington prima di svelare quale fosse la soluzione di marca USA/Trump del brutale confitto che oppone da circa 70 anni lo Stato di Israele alla popolazione palestinese.

Non appena ufficializzato , l’accordo proposto da Trump ha suscitato una tempesta di indignazione e di opposizione da parte della stragrande maggioranza delle persone e dei politici del Medio Oriente e delle organizzazioni internazionali, guadagnandosi appellativi come “il tradimento del secolo, l’incubo, la cospirazione sionista americana, la catastrofe, la nuova Dichiarazione Balfour , un piano di annessione, un accordo nato morto”, ecc. ecc. ma da tutti gli analisti indipendenti considerato un pezzo di carta che finirà nella spazzatura della Storia.
Prima ancora di esaminare il piano nel suo contenuto, il fatto stesso che il piano sia stato frutto di una elaborazione privata di Donald Trump e dei suoi consiglieri neocon, fra cui Jared Kushner (il genero ultra sionista di Trump), lo stesso , Mike Pence e gli altri, già squalifica il piano di pace, visto che mancano le parti indispensabili per trattare, i rappresentanti palestinesi e degli altri Stati che hanno trattato gli accordi precedenti, oltre alle Nazioni Unite.
Contrariamente all’affermazione di Trump che ha cercato di vendere la sua proposta come un'”opportunità vantaggiosa” per entrambe le parti, i leader politici e gli analisti ritengono che sia un piano enormemente distorto a favore di Israele e che ignori totalmente i diritti e le richieste dei 15 milioni di palestinesi in tutto il mondo , che vengono lasciati fuori da un processo che dovrebbe decidere il loro destino e il loro futuro.
Senza considerare che il piano di Trump e Netanyahu viola tutti gli accordi precedenti, le risoluzioni dell’ONU, i diritti fondamentali dei palestinesi sulle questioni fondamentali che sono Gerusalemme e i luoghi sacri alle tre religioni, la sovranità sulla Cisgiordania e sulle terre occupate e sequestrate alla popolazione originaria che è quella palestinese.
Nessuna menzione sul diritto dei profughi e dei loro discendenti a rientrare sulle terre occupate e la sicurezza dell’eventuale Stato palestinese (che dovrebbe nascere) e che dovrebbe essere affidata, secondo i “due compari”, Trump e Netanyahu, alla discrezione di Israele, ovvero dello stato che da decenni perseguita, bombarda, uccide e incarcera in forme extra giudiziali tutti i palestinesi che vengono giudicati “pericolosi” a esclusivo giudizio delle autorità israeliane.
Non è un caso che il piano sia stato respinto con indignazione dal presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, il quale ha categoricamente respinto tale piano come una “cospirazione” contro la Palestina ed i diritti dei palestinesi.

I due compari Trump e Netanyahu

Non solo Abbas ma anche tutti i gruppi palestinesi hanno rifiutato all’unanimità il piano che – fra le altre condizioni dovrebbe legalizzare l’annessione di Gerusalemme( al-Quds) come “capitale indivisa di Israele” e consentire al regime israeliano di annettere gli insediamenti nella Cisgiordania occupata e nella Valle del Giordano.
Tutti i paesi arabi della regione, con l’eccezione dei noti paesi vassalli di Washington, come Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait e Bahrain, hanno rigettato e criticato il piano Trump/Netanyahu e si sono svolte manifestazioni di protesta contro gli USA.
Il rigetto del piano è stato ugualmente netto e senza attenuanti da parte dei maggiori paesi islamici della regione, come la Turchia e l’lran.
L’Ambasciata USA ad Ankara ha visto grandi manifestazioni di protesta e di appoggio al popolo palestinese e dure dichiarazioni del presidente Recepit Erdogan.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha giudicato l’accordo proposto dagli Stati Uniti come “assolutamente inaccettabile”.
In Iran, la guida suprema, l’Ayatollah Khamenei, ha affermato che “le politiche sataniche e maligne degli Stati Uniti nei confronti della Palestina, del soprannominato l’accordo del secolo, non si materializzeranno mai, con la grazia di Dio”.
Gli statisti americani sostengono che Gerusalemme( al-Quds) dovrebbe essere nelle mani degli ebrei, ma è “un carico di sciocchezze”, ha affermato il leader.
“La questione della Palestina non sarà mai dimenticata”, ha detto il Khamenei. “La nazione palestinese e tutte le nazioni mussulmane si opporranno sicuramente contro di loro e impediranno la materializzazione dell’accordo del secolo”.

Persino organizzazioni internazionali, come Amnesty International, hanno criticato la proposta americana come “un manuale per ulteriori sofferenze e abusi” nei territori occupati, esortando la comunità globale a respingere le misure stabilite nell’accordo in violazione del diritto internazionale.
Gli analisti internazionali si domandano quale sia la logica che ha spinto Trump e Netanyahu a presentare proprio in questo momento ed in una forma così unilaterale, un piano così sfacciatamente squilibrato a favore della parte israeliana. Come potevano pensare i “due compari” che questo piano avesse la minima possibilità di essere accettato dalla parte palestinese e dagli stati che sostengono la causa palestinese. In questa analisi la risposta più accreditata è quella che, per capire la logica dei “due compari”, bisogna risalire alla situazione di messa in accusa in patria che ambedue gli statisti si trovano ad affrontare: un processo per corruzione Netanyahu e un procedimento di Impeachment per Trump.
Il Piano di Pace del Secolo, a loro avviso , poteva consentire di distrarre l’opinione pubblica interna e internazionale dai loro problemi personali.

Manifestazione per la Palestina


A proposito della proposta del piano USA, sono di grande rilevanza le dichiarazioni rilasciate da Philip Luther, di Amnesty International, Direttore per la ricerca e la difesa in Medio Oriente e Nord Africa. “…..Durante più di mezzo secolo di occupazione Israele ha imposto un sistema di discriminazione istituzionalizzata contro i palestinesi sotto il suo dominio, negando loro i diritti di base e l’accesso a rimedi efficaci per le violazioni. L’accordo (proposto da Trump) equivale all’approvazione di queste politiche brutali e illegali “, ha dichiarato Luther.
“Centinaia di migliaia di rifugiati palestinesi sono intrappolati in campi sovraffollati, oltre 70 anni dopo che loro genitori e nonni sono stati costretti a lasciare le loro case. Questa proposta ignora i diritti dei rifugiati in base al diritto internazionale e ai decenni di sofferenza che hanno subito “, ha affermato Luther.

2 Commenti

  • atlas
    29 Gennaio 2020

    UN Popolo, UNO Stato, quello Palestinese.

    I giudei, da tutto il mondo libero, tutti in usa

  • Alvise
    31 Gennaio 2020

    Bibi in visita a mosca, ha illustrato “il piano di pace” a Putin, il quale non si è mostrato per niente contrariato, anzi ha scarcerato Naama Issachar israeliana condannata per droga in Russia., in cambio di nulla. I due hanno dichiarato che i due paesi intrattengono ottimi rapporti diplomatici. Ai due compari della foto sopra aggiungerei il “comparuzzo” Vladimiro.

Inserisci un Commento

*

code