Il Piano di Confindustria e dei poteri forti in Italia


di Luciano Lago

La deriva totalitaria e dirigista della situazione politica italiana, con il suo corollario di violazioni delle norme costituzionali, e’ gia’ di per se’ un fatto senza precedenti nella storia di questa Repubblica ma non puo’ essere sottovalutato il recente intervento fatto dal neo presidente eletto di Confindustria, Carlo Bonomi.
Nelle dichiarazioni fatte dal nuovo leader della Confindustria, questi ha esordito dicendo: “Ogni tentativo di perseguire soluzioni attraverso bonus a tempo, interventi a margine nel sistema fiscale o nuova spesa sociale a pioggia, con improvvisati nuovi strumenti che si sommano confusamente a quelli già esistenti, si è rivelata un’illusione».
Nel proseguo del discorso di Bonomi troviamo queste frasi significative:
…all’Italia servono “riforme” di una tale “portata” che “vanno inquadrate in un credibile programma di riduzione strutturale del maxi debito pubblico italiano, che ha continuato e continuerà a renderci il Paese Ue più esposto ai venti di ogni crisi”.
Se la politica italiana continua a non volerne sentir parlare” il giorno che “la Banca centrale europea inizierà il rientro dei suoi acquisti straordinari sui mercati, un eccezionale sostegno all’Italia, senza che l’Italia abbia già definito un credibile rientro del nostro debito, quel giorno sarà una catastrofe per il Paese”, ha proseguito.
“Alla prossima legge di bilancio – scrive ancora Bonomi – occorrerà dunque un credibile piano di rientro del debito a cui vincolare il sostegno europeo per continuare a ricevere gli ingenti investimenti di cui l’Italia avrà bisogno per anni. Ingenti risorse, che la Ue sta mettendo a disposizione e che vanno usate”.


Il rappresentante della grande industria italiana è entrato nello specifico ed ha anche fatto capire che sarà necessario ridurre del 50% il debito italiano.
Quindi si evince da questo discorso quali siano gli obiettivi del padronato confindustriale italiano, che in buona parte cura gli interessi anche delle multinazionali presenti in Italia ma con sede all’estero.
Obiettivo n. 1) necessità di mantenere operante il vincolo esterno che tiene il Paese legato e subordinato alle istituzioni dell’UE;
Obiettivo n.2) abbattere il debito pubblico, presumibilmente mediante manovre di austerità con tagli alla spesa pubblica.
Obiettivo n.3) Decentrare la contrattazione salariale con ampia libertà per le grandi imprese di contratti in deroga, flessibilità, smart working e incluso diritto a delocalizzare quando conviene.
Tale è la piattaforma di richieste della Confindustria che lascia intravedere un futuro di “lacrime e sangue” per gli italiani, con riduzione della spesa pubblica sotto forma di tagli alla spesa pensionistica, tagli alla spesa sanitaria, riduzione alle spese sociali e il ritorno al vecchio slogan “meno stato e più mercato” tipico della visione neoliberista che è stata la responsabile della crisi in tutti i paesi dove sono state applicate le sue ricette mortifere per gli interessi dei ceti popolari.

Sistema totalitario in arrivo


Un programma di restaurazione neoliberista che sembra incontrare il pieno appoggio della classe di governo attuale guidata dal duo Conte/ Gualtieri , in perfetto accordo con la Commissione Europea e con le oligarchie di Bruxelles e Francoforte.
Misure che prevedono il bastone per i ceti popolari, per i lavoratori e per le piccole imprese, partite IVA e autonomi in genere, mentre la Confindustria prospetta la “carota” di quelle che lui chiama “ingenti risorse” a che in realtà si traducono in prestiti condizionati dalla UE che faranno aumentare a dismisura il debito italiano, con la conseguenza di esporre il paese ad un prossimo inevitabile commissariamento in stile Troika.
Non è bastato il blocco che sta affossando il sistema economico italiano basato sulle piccole e medie imprese, a questa crisi si aggiunge la mazzata dell’intervento di ristrutturazione del debito che verrà iniziata a breve scadenza di concerto fra Commissione Europea, BCE, Governo, FMI e Confindustria.


Il salasso di tagli e tasse che si prospetta, naturalmente non riguarderà i potentati economici per i quali sono stati già decretati fondi pubblici e grandi risorse, come il caso dei 6,5 miliardi per la FCA (ex FIAT) con sede in Olanda, come i 2 miliardi per la Benetton, che continua agestire le Autostrade (nonostante il ponte Morandi crollato a Genova), come per il gruppo De Benedetti e altre società che sono fra i finanziatori della classe politica al governo. Questo mentre le partite IVA e i commercianti sono ancora in attesa delle erogazioni del governo che non arrivano mai.
Si spiega così la necessità di prorogare il decreto che estende l’emergenza fino al gennaio 2021 per far passare in modo indolore tutte le misure antipopolari che stanno gettando nella miseria migliaia di italiani, nel silenzio di magistratura e Quirinale di fronte alle evidenti violazioni della Costituzione.

manifestazione contro le banche


Nel periodo dell’emergenza non saranno ammesse manifestazioni, proteste e cortei per evitare la diffusione del virus (dicono) con l’obbligo di autoceriticarsi e magari dotarsi di passaporto sanitario e di buona condotta, in attesa di ricevere app di tracciamento e braccialetto elettronico.
Si comprende quindi che l’emergenza per il corona virus è il pretesto che il padronato nazionale, in combutta con i poteri finanziari transnazionali, stavano cercando per una stretta antisociale in questo paese, nel piano deliberato di affossare lavoratori ed imprese ed aprire la strada ai grandi gruppi multinazionali che verranno a fare shopping in Italia di imprese, concessioni pubbliche e patrimoni dismessi dallo Stato .
Un piano che trova la piena collaborazione di governo, classe politica e finta opposizione mentra la gente viene atterrita da un clima di psicosi e di paura per la possibile seconda ondata del virus.
Contro il piano del padronato e dei poteri forti si invitano i cittadini a scendere in piazza e protestare in modo pacifica ma determinato
Non è impossibile rimuovere le Dittature ma è più difficle rimuovere le finte Democrazie

13 Commenti

  • nicholas
    22 Maggio 2020

    Però, non capisco. Tutto il mondo è economicamente in ginocchio. Se si applicano misure di austerità, anche gli industriali, banche ed altre aziende volano a picco. Come sta accadendo all industria tedesca e francese. Prima o poi, anche la cima della piramide cadrà. Che senso ha applicare misure di austerità???
    Almeno che, non vogliono far scoppiare alla fine una guerra mondiale. Tutti contro tutti

    • IVANDRAGO
      23 Maggio 2020

      Di solito – e la storia insegna – avviene sempre così…….alla fine delle grandi crisi la guerra è inevitabile !

  • marte
    23 Maggio 2020

    Dalle mie parti c’è un detto che dice: le persone più potenti sono il re, la regina e chi non possidede niente.
    Ancora non avete visto e misurato le conseguenze di quanto successo e già confiundustrietta spara cazzate e augura più austerità? Ma viviamo nello stesso mondo? E una maggioranza di gente senza soldi lo sa che non può spendere ma soprattutto sarà instabile come la nitroglicerina? Continua a produrre oggetti che è meglio.

    • Monk
      23 Maggio 2020

      Il detto cita così, ne so qualcosa essendo uno dei tre privilegiati: papi, sovrani e nullatenenti sono gli uomini più potenti.

  • Luigi
    23 Maggio 2020

    Confindustria rappresenta il 28% delle industrie italiane. Non capisco perchè si deve dare tanta credibilità.

    • Arditi, a difesa del confine
      23 Maggio 2020

      se è per questo il pd ha ancora meno eppure comanda il paese

  • Teoclimeno
    23 Maggio 2020

    Questo Bonomi è un “profeta”. Sa esattamente quello che succederà nel prossimo futuro al nostro Paese. Ovvio che lo sa, anche lui come tanti altri fa parte della cricca che sta distruggendo l’Italia. Non lo sentiremo mai dire che bisogna uscire dall’Europa, dall’Euro e pure dalla NATO. Come non lo sentiremo mai dire, che bisognerebbe ritornare ad a vere una Banca Centrale pubblica e ritornare all’IRI, nazionalizzando tutte le industrie strategiche del Paese. Mai lo sentiremo dire che il debito pubblico Italiano è fasullo, creato artificiosamente per depredarci. È un poveraccio, che ha venduto l’anima agli aguzzini anglo-sionisti per trenta denari. Lanciare inviti una tantum a scendere in piazza per protestare pacificamente, lasciano il tempo che trovano. Nel migliore dei casi, avremo delle rivolte isolate facilmente reprimibili. Quello che invece servirebbe è una Rivoluzione, ma questa esige un piano e programmazione. Anch’io avrei un invito da rivolgere a tutte le direzioni dei siti di informazione alternativa: trovatevi fra di voi ed elaborate una strategia comune. I legionari stanno aspettando il vostro segnale.

  • Blackcrow
    23 Maggio 2020

    Mi associo al commento dell’esimio Teoclimeno, di cui sottoscrivo ogni parola.

    E aggiungo che siamo in mano ad una cricca di pazzi furiosi e criminali per i quali non basterebbe una nuova Norimberga alla decima potenza.

    Ma il redde rationem deve arrivare anche per voi tutti, questione di tempo.

    • Monk
      23 Maggio 2020

      Norimberga fu una buffonata e noi abbiamo a che fare con lucidi psicopatici

  • Paolo
    23 Maggio 2020

    Il dubbio che solleva Nicholas l’ebbi anch’io anni fa, poi credo di aver capito che il vecchio capitalista, anche il più vampiro, produceva per far comperare a cambiali e stenti ai poveracci, in qualche modo la cosa funzionava. Oggi la ricchezza mondiale è in mano ad una decina di persone a quelli non interessano i soldi, già li hanno, a loro interessa massacrare i popoli per avere potere. Questa a mio avviso è la chiave per comprendere l’agire di questi maledetti e i loro servi. Non si cura un anemico con i salassi, lo capisce un deficiente. l’evidente obiettivo è schiavizzare. La rivoluzione abbiamo prove sufficienti per crederla irrealizzabile. Ogniqualvolta ve ne è stata una, aveva alle spalle un potere che ad oggi non vedo. Quella di Spartacus sappiamo com’è finita.

  • Teoclimeno
    23 Maggio 2020

    Egregio Signor PAOLO, tutto giusto quello che dice Lei. Vorrei solo precisare, e spero non se ne abbia a male, che quella di Spartacus non è stata una rivoluzione, ma una rivolta, ed è proprio per questo che è fallita. Le rivoluzioni si fanno pima a tavolino, e poi nelle piazze. Molti cordiali saluti. TEOCLIMENO

  • atlas
    24 Maggio 2020

    i soldi sono solo un mezzo inventato dai giudei per schiavizzare tutti gli altri da loro odiati, disprezzati e discriminati, questo è

    la nazionalizzazione di tutte le forze prospere dello Stato è un principio che li ferma

    per quanto riguarda l’italia è chiaro che non è una nazione e non lo sarà mai, è un’entità massone inventata proprio da loro. Li si può combattere rivitalizzando i valori morali e religiosi corroborando i propri vincoli razziali. Confido nell’evento straordinario che può partire dall’ultimo Stato più cattolico d’Europa, Il Regno delle Due Sicilie. Magari partendo proprio dal Salento si colpirà al tallone la ue e tutto l’occidente andando fino a disarcionare i banchieri e il papa nero

  • Johnny
    26 Maggio 2020

    Vorrei sapere secondo voi quando scoppierà il caos, quando la situazione non sarà più sostenibile e scoppieranno le rivolte?
    Grazie

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