Il “Piano d’Azione per la Democrazia Europea”: formattazione totalitaria del discorso in Europa


di Karine Bechet-Golovko.

L’informazione è un’arma, non è nuova, ma al momento del vuoto politico e della regressione dell’educazione, prende una escalation che supera la ragione. Vengono pubblicate così tante cose, la maggior parte vanno nella stessa direzione e ripetono le stesse tesi per renderla una verità – e i nostri media mainstream eccellono nell’esercizio, che alla fine riescono a costruire il discorso dominante e diventano accettabili, nonostante l’ascesa di fonti indipendenti.
Tuttavia, il discorso dominante nell’era globale diventa un discorso totalizzante e queto non può permettersi approcci divergenti. L’UE discuterà, abbastanza logicamente, il 2 dicembre (oggi n.d.r.) un piano per controllare e sanzionare i paesi terzi che propagano discorsi non conformi, in altre parole la Russia, che attraverso media come RT o Sputnik sui social, osa offrire una visione divergente del mondo su determinati argomenti. O semplicemente, osa proporre la sua visione del mondo, cosa inaccettabile in un mondo globale. E poiché quello che è divergente risulta inaccettabile (per l’elite dominante), quello che è divergente non può essere, quindi è falso. Perché la Verità può essere una sola nel mondo globale e tutti devono sottomettersi ad essa. Amen.
La verità è quella dei “padroni del discorso” (n.d.r.).

Radio Liberty ha appena “fatto trapelare” alcune informazioni: l’UE discuterà il 2 dicembre un piano, “The European Democracy Action Plan” (notare il titolo altisonante), che dovrebbe consentire l’uso sistematico di strumenti vincolanti, comprese le sanzioni, contro paesi stranieri, che, secondo la dirigenza della UE, interferiscono negli affari europei o cercano di influenzare l’opinione pubblica, in particolare diffondendo quelle che loro (i padroni del discorso) ritengono false informazioni.

In questo caso le misure già prese sui social network non sono sufficienti, bisogna andare oltre per rendere inoperanti queste “manipolazioni” e considerare sanzioni in caso di ripetizione:

“I mezzi possibili per raggiungere questa gamma di sanzioni vanno dall’identificazione pubblica delle tecniche di uso comune (al fine di renderle operativamente inutilizzabili) all’imposizione di sanzioni personali in caso di recidiva”.
Quando non possiamo più convincere, tutto quello che rimane è il vincolo e la sanzione. Il modello liberale/liberista, diventato globale, perde la sua attrattiva per aver perso se stesso, ricorre alla sanzione.
Russia e Cina sono accusate di aver condotto campagne di discredito nei confronti del Covid e, come tutti sanno, l’argomento è sacro, i dogmi scientisti/sanitari non solo sono sacri ma, non stiamo scherzando, non si possono discutere:

Avvertendo che le informazioni possono essere ‘militarizzate da attori stranieri’, il documento prosegue affermando che “alcuni paesi terzi (soprattutto Russia e Cina) si sono impegnati in operazioni di influenza mirate e campagne di disinformazione intorno a COVID-19 nell’UE, nel suo vicinato e in tutto il mondo, cercando di minare il dibattito democratico, esacerbare la polarizzazione sociale e migliorare la propria immagine ”.

Ricorderemo solo due punti. Prima di tutto, ricordiamoci che la Russia sta giocando al gioco globale del Covid, a modo suo, ma ci sta giocando: la propaganda corre nei media, nelle strade, nella metropolitana; mascherine, guanti obbligatori (tranne in strada); scuole e università a distanza; Codice QR in bar e ristoranti, ecc.
Il grado di fanatismo è molto più basso che in Europa, ma la tendenza c’è. Poi, sottolineiamo che i Paesi europei non avevano bisogno che la Russia si screditasse per quanto riguarda la gestione della crisi politico-ideologica che circonda questo povero virus, con l’accumulo di misure totalitarie liberticide, perfettamente inefficaci sul piano sanitario , se vogliamo credere alle dichiarazioni ufficiali sulla crescita del virus che deve mettere fuori legge anche il Natale e i nonni (peggio che in Corea del Nord n.d.r.).

Quindi l’Ue è puntata sul Covid, perché da un lato bisogna trovare qualcuno responsabile della sbadataggine della politica globalista e se la Russia – o un altro Paese – non viene segnalata, dovremmo riconoscere la loro incapacità. E d’altro canto, è una nuova base per attaccare le trasmissioni mediatiche russe in Europa, come RT o Sputnik , particolarmente disapprovate dalle autorità, perché l’angolo di presentazione delle informazioni può variare dal discorso ufficiale. Anche se non mettono in alcun modo in discussione il culto del Covid o l’agenda globalista.

Ma sia chiaro, l’attacco va oltre il discorso al Covid, è il controllo in sé del discorso che è in gioco, perché non è più sufficiente seguire l’agenda globalista a livello globale, l’interpretazione deve essere identica, altrimenti è un’informazione falsa, fake news. (abbondano le commissioni per la “verità). E quanto viene rimproverato alla Russia lo dimostra facilmente:

“Il piano d’azione rileva che la Task Force denominata “East StratCom“, una divisione del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) che si occupa di controllo ideologico e che monitora la disinformazione russa, ha finora identificato più di 500 casi di disinformazione pro-Cremlino sul COVID-19 quest’anno e oltre 10.000 esempi di disinformazione pro-Cremlino da quando ha iniziato la sorveglianza nel 2015 ”.

Quello che è anche interessante in questo documento è che l’UE non si propone di sanzionare solo quello che considera illegale, i “falsi” intesi come qualsiasi informazione deviante dal discorso ufficiale, ma anche pubblicazioni legali, ma che minano “l’interesse pubblico”, chiaramente inteso come interesse dell’UE (delle sue lobby), nonché i diritti e le libertà nella concezione esclusiva dell’UE:

“Il documento afferma che il prossimo Digital Services Act (DSA), che sarà svelato entro la fine dell’anno dalla CE,” proporrà regole per garantire una maggiore responsabilità su come le piattaforme moderano i contenuti “, sulla pubblicità e sui processi algoritmici ”. “Piattaforme molto grandi saranno necessarie per valutare i rischi che presentano i loro sistemi, non solo per quanto riguarda contenuti e prodotti illegali, ma anche rischi sistemici per la protezione degli interessi pubblici e dei diritti fondamentali, della salute pubblica e sicurezza “, scrive la commissione.

Ovviamente tutto qui è pensato per essere protetto nella lotta per la “democrazia” (in stile UE), ​​i diritti e le libertà. Ma in buon francese, si chiama censura. Nessun sistema democratico può fare a meno del pluralismo, un concetto di cui non si sente parlare ultimamente. D’altra parte, qualsiasi sistema con una finalità totalitaria combatte il pluralismo, perché la sua rigidità fondamentale non gli consente questo lusso.

Karine Bechet-Golovko

fonte: http://russiepolitics.blogspot.com/

Traduzione: Luciano Lago

8 Commenti

  • rossi
    2 Dicembre 2020

    tanto noi stiamo imparando il Russo e attraverso la tv satellitare continueremo ad informarci e a nutrire la nostra anima con i contenuti della Civiltà Russa….. faremo sventolare il tricolore Russo ai nostri balconi, manderemo i nostri figli a seguire master in Russia…. W LA SANTA RUSSIA, ABBASSO L’OCCIDENTE FILOAMMERICANO, W L’EURASIA, hhahhahah l’europa che implementa un sistema di censura…. fate ridere satanassi, nazisti che non siete altro, già una volta i Russi vi hanno legnato, vedrete… vedrete……

    • atlas
      3 Dicembre 2020

      non fare l’ardito o il giulio anche tu: riguardo all’essere contro la democrazia, qualunque, sia occidentale che di altro qualsiasi tipo, ritengo oggi quello della Corea del nord il più saggio e convincente sistema politico; e se fosse vivo il Governo Nazional Socialista di Adolf Hitler ne sarebbe alleato

  • Aureliano71
    3 Dicembre 2020

    La Russia deve fare una cosa sola, chiudere il gas all’Europa sotto Natale con tutta la gente chiusa in casa con il riscaldamento al massimo. Gli USA non sono attrezzati per fornire gas in breve tempo al continente europeo. L’industria tedesca ne uscirebbe distrutta e così i comparti dell’indotto situati nei paesi-vassalli. Io credo che prima di farsi esautorare dalle forniture di energia (obiettivo della classe politica europea asservita ai sionisti) la Russia questa mossa la farà ma il momento migliore sarebbe fra pochi giorni.

    • atlas
      3 Dicembre 2020

      le azioni si fanno ponderandole e pianificandole, analizzando bene tutte le reazioni e le contro-reazioni, i vantaggi e gli svantaggi. A tempo debito la Russia di Putin ha in mano anche quest’arma e, come si suol dire, la vendetta è un piatto che dev’essere consumato ‘a freddo’

  • atlas
    3 Dicembre 2020

    non parla un toscano corretto, ma io non mi sono perso una sola parola

    https://www.facebook.com/carlo.borbone.524/videos/216598186544152

  • atlas
    3 Dicembre 2020

    anche questo video è molto interessante, anche se vomitevole

    https://www.facebook.com/carlo.borbone.524/videos/215571816646789/

  • giorgio
    3 Dicembre 2020

    Il totalitarismo peggiore non è il presunto totalitarismo Hitleriano o Staliniano ma proprio quello scientista sanitario attuale …… derivante da un sistema sociale liberista mercantile globalista di stampo anglo sionista.
    Le ideologie si può provare a confutarle ….. possono essere oggetto di critica ….. sia in buona fede che in cattiva fede, mentre la scienza viene presentata come dogma indiscutibile ….. molto più di una fede religiosa, per questo è molto peggiore.
    concordo con ROSSI …. ABBASSO l’occidente filo USA W l’Eurarasia
    ….. e concordo anche con ATLAS W la Corea del Nord

  • Teoclimeno
    3 Dicembre 2020

    È risaputo: chi controlla l’informazione controlla le coscienze.

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