Il piano “B” di Washington in Siria

di  Luciano Lago

Il fallimento del piano strategico previsto alle origini dagli USA e da Israele in Siria ha comportato, per gli strateghi di Washington, la necessità di adottare un piano sostitutivo, un piano B, per evitare di subire gli eventi piuttosto che determinarli.
Come ormai noto, il piano originario prevedeva in primis il cambio di regime a Damasco con il rovesciamento del governo di Bashar al-Assad per tramite di una “primavera araba” e di un successivo intervento della coalizione diretta dagli USA secondo il copione già attuato in Libia. L’esito di questo piano doveva essere lo smembramento del paese creando almeno tre nuove entità statali: una la nord curda, un’altra nella parte centrale come califfato sunnita sotto il protettorato dell’Arabia Sauduita ed uno stato Alawita/sciita ad est nella zona di Latiaka.

Questo piano risultava anche dai documenti ufficiali di Istituti come il “Brooking Institute” e la stessa “Defense Intelligence Agency”(DIA), nei suoi documenti desecretati come anche apertamento rivendicato da vari degli esponenti dell’establishmnet di Washington e di Tel Aviv.
Il piano è fallito sostanzialmente per la ostinata resistenza del popolo e dell’Esercito siriano ed anche grazie al provvidenziale intervento russo che ha scompaginato i piani degli strateghi di Washington. Vedi: Brooking Institute Plan to liquidate Syria

Tuttavia risulta che il vero obiettivo finale del piano non era la Siria ma l’Iran, la vera ossessione di Washington e il più forte nemico di Israele.
Adesso emerge una certa incertezza su quale sia il piano B effettivo e si può intuire che tutto dipende dalla divergenza di vedute che in questo momento esiste all’interno dell’Establishment di Washington dove la corrente dei neocons, quella collegata al Deep State ed al complesso militare industriale, vuole avere il sopravvento rispetto ai consiglieri più moderati del Presidente Trump, come James Mattis ed altri, che vedono i rischi di un conflitto aperto con la Russia e con la Cina, ugualmente interessate a mantenere la stabilità dell’area.

Il piano di Trump è quello di ritirare le forze USA dalla Siria e creare una forza araba finanziata dai paesi del Golfo, Arabia Saudita, Emirati e Quatar, Kuwait, costituita da reparti militari arabi che vadano a posizionarsi inizialmente nelle basi militari USA costituite illegalmente in Siria, come ad Al Tanf, vicino al confine giordano, oltre che nel nord, nella zona curda. In pratica una forza di occupazione sul territorio siriano.

Forze USA in Siria

A tale fine sta lavorando anche l’assessore alla sicurezza di Trump John Bolton, che ha mantenuto conversazioni con Abbas Kamel, il direttore dei servizi di sicurezza del Governo egiziano per convincere questi a partecipare al progetto, come ha informato anche il Wall Street Journal.
In pratica si tratterebbe di sostituire le truppe USA e lavorare con le formazioni curde ed arabe locali, appoggiate dagli USA, per impedire che le forze appoggiate dall’Iran entrino nel territorio in precedenza controllato dall’ISIS.

In realtà ll piano B previsto dai neocons prevede di mantenere aperta e prolungare indefinitivamente la guerra in Siria allo scopo di logorare l’Iran che è costretto a mantenere nel paese una parte delle sue forze, con l’obiettivo di dissanguare l’economia iraniana che già si trova in difficoltà per effetto delle sanzioni.
Facile prevedere che l’Iran sarà sottoposto ad un assedio crescente ed a tentativi di infiltrazione per provocare disordini, sabotaggi ed attacchi terroristici, in modo da indebolire il regime e creare le premesse per una rivoota interna ed un possibile scenario di destabilizzazione.

Questo il vero motivo per cui gli USA sono impegnati a rimanere in Siria nonostante che il regime di Assad sul terreno abbia già vinto sconfiggendo definitivamente i gruppi terroristi.

I bombardamenti dell’ultimo sabato in Siria avrebbero dovuto fare molto più danno, secondo le intenzioni iniziali e distruggere una buona parte della forza aerea siriana. In questo caso hanno fallito mancando l’obiettivo e ottenendo l’effetto di compattare maggiormente le forze russe siriane.
Qualcuno a Washington ha voluto fermare l’operazione riducendola ad un bombardamento dimostrativo, certi che la reazione russa avrebbe potuto essere devastante, in caso fossero coinvolte le proprie truppe ed i propri mezzi. Non era intenzione dell’Amministrazione Trump arrivare ad uno scontro con la Russia.

Non la pensano però allo stesso modo i neocons di Washington che stanno aspettando la prima occasione per prevalere sulla Casa Bianca ed arrivare allo scontro diretto con le forze russe. Loro non apettano solo  la prossima occasione ma la creano. I White elmets sono già all’opera per creare la prossima provocazione con le armi chimiche.

7 Commenti

  • atlas
    19 Aprile 2018

    noi abbiamo il piano di Saddam. Che fu l’unico ad invadere quei porci giudeo wahhabiti salafiti del Kuwait. Emirati, Saudia e Qatar non hanno governi islamici. E l’Egitto sta con noi, la vera Guida Sunnita dei Musulmani Arabi e del mondo. C’è solo da combattere per liberare la Palestina e tutta la terra dal terrore sionista

    • Mardunolbo
      19 Aprile 2018

      Sddam non aveva alcun piano ed aveva chiesto il permesso di invadere il Kuwait, proprio agli Usa (o forse era stato convinto a farlo cascando come una pera nel trabocchetto).
      Emirati Arabi, Qatar e Sauditi sono tipici arabi religiosi e criminali che infestano di moschee l’Europa ed il mondo. Hanno bisogno di una spazzata pure loro, come Israele loro confratello di sprepuziamenti.

      • Mardunolbo
        19 Aprile 2018

        Ora a Putin non resta che armare di difesa anti-aerea Iran, Siria e Libano. Poi non gli resta che aspettare che Israele muova i suoi aerei e vengano eliminati uno per uno !
        Poi sara’ la volta degli Hezbollah che riprendono il Golan occupato illegalmente solo perche’ possiede le sorgenti del fiume Giordano di cui gli ebrei sono “ghiotti”.
        Poi Israele tentera’ altre mosse disperate, tra le quali, ovviamente di coinvolgere i Serpenti Uniti alla guerra.Bisogna vedere se gli ebrei americani accetteranno lo scontro con la Russia e l’Iran.
        Se temeranno per il loro culo impediranno agli Usa di agire ed Israele sara’ tolto di mezzo e la Babilonia ebbra di sangue, con cui tutte le nazioni della Terra hanno fornicato cadra’ e tutti rimarranno stupiti e meravigliati.
        Cosi’ e’ scritto nell’Apocalisse e forse “Babilonia” si riferisce proprio ad Israele ed alla razza di ebrei (kazari) che li’ vivono , seguaci del Talmud babilonese (ovvero del Talmud modificato e pieno di riferimenti idolatri e spurii dalla religione ebraica originaria).
        Sperem !

        • atlas
          19 Aprile 2018

          cmq se ci sono suore belle e giovani nei conventi a Milano io ci provo a soddisfarle…chissà che appetito sessuale avranno

          • Walter
            20 Aprile 2018

            Quando ero più giovane, ne ho fatta contenta una peruviana che poi ha rinunciato alla vita religiosa per iscriversi all’Università. Se avesse saputo anche cucinare, forse la storia avrebbe potuto avere un qualche seguito… Ma se le donne musulmane, invece, sono tutte caste, pure e vergini, i bimbi musulmani di chi sono figli? di una sega?

          • atlas
            21 Aprile 2018

            può darsi anche che tu sia il clone creato male di una cagata piccola e tonda di una pecora. E chi lo sa. Uno che non crede a nessun creatore ha dubbi su tutto.

        • amadeus
          19 Aprile 2018

          Pregherò affinché questo si realizzi il prima possibile, che grande gioia se si avverasse!!!

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