Il Pentagono ammette di utilizzare mercenari per le sue guerre

di Luciano Lago

Era noto e si sapeva che la strategia dell’Impero USA prevede già da lungo tempo l’utilizzo di mercenari per le sue guerre di destabilizzazione e di aggressione contro paesi sovrani. Un sistema di guerra ibrida che Washington ha messo già in atto nei vari teatri di guerra, dall’Iraq, alla Libia, passando per la Somalia ed il Sudan fino ad arrivare al prolungato conflitto in Siria.

El Dipartamento di Difesa degli Stati Uniti (Pentagono) ha riconosciuto per la prima volta di aver utilizzato più di 5500 mercenari, in Iraq ed in Siria, dei quali, 2869 sono di nazionalità statunitense, 760 sono locali ed il resto sono cittadini di paesi terzi.

Mano a mano che l’intervento USA è aumentato in Siria, il Pentagono include questo numero nei normali rapporti, come ha indicato la portavoce del Pentagono, Heather Babb, citato lo scorso martedì dalla rivista web statunitense Military Times.

Secondo la funzionaria, un totale di 11.965 contrattisti sostengono le operazioni degli USA in tutto l’Iraq e la Siria, ma soltanto 5508 di queste persone sono finanziate direttamente dal Pentagono.

Nonostante questa ammissione, su domanda circa quale sia il luogo preciso dove si trova il personale a contratto del Pentagono, la Babb ha risposto che, per motivi di sicurezza, non è possibile dare una risposta e non si possono dare numeri precisi dei “contrattisti “che stanno operando in questo paese.

Questa è la prima volta che il Pentagono riporta il numero dei suoi “contrattisti” in questi due paesi arabi,dove gli USA stanno realizzando varie operazioni sotto la bandiera della denominata coalizione contro il terrorismo dell’ISIS (Daesh in arabo). Questo il motivo ufficiale della presenza militare USA in questi paesi che risulta in realtà il pretesto con Washington impone l’insediamento delle sue forze militari in altri paesi della regione.

Queste informazioni tuttavia vengono diffuse nello stesso momento in cui il presidente USA Donald Trump ha annunciato, in dichiarazioni contraddittorie, che Washington intende ritirare molto presto le sue truppe militari dalla Siria per affidare ad altri nella regione l’incarico di creare una forza sostitutiva che in realtà sarebbe una forza di invasione.

Damasco ha denunciato più di una volta la presenza illegale di forze estere come invasori sul proprio territorio. Secondo il Governo di Bashar al-Assad, la coalizione USA contrro l’ISIS, non solo non ha messo fine alla crisi nel paese arabo ma ha di fatto appoggiato i gruppi terroristi per rovesciare il Governo legittimo.

Special Forces USA in Siria

D’altra parte Il doppio gioco di Washington di combattere il terrorismo, come pretesto per mantenere la propria presenza militare nel paese e insistere con i tentativi di rovesciare il governo legittimo, è ormai scoperto e confessato da vari esponenti dell’establishment USA come strategia di fondo del Dipartimento di Stato.

Per effetto dell’intervento della Russia e dell’Iran,oltre all’Esercito siriano, i gruppi terroristi sono stati sbaragliati in entrambi i paesi, in Siria come in Iraq, ma questo non ha fermato i tentativi dell’Amministrazione USA che attualmente si dedica a prefabbricare provocazioni di armi chimiche, montate da appositi gruppi come i “White Elmets”, al fine di creare il pretesto per un intervento militare diretto contro l’Esercito siriano e le forze iraniane.

Questi tentativi sono sostenuti dai governi occidentali e alimentati da una massiccia propaganda di guerra effettuata da tutti i media atlantisti, dalle Tv e dai centri di informazione, per convincere l’opinione pubblica della necessità di una azione militare congiunta.

In Italia sono in prima fila le TV come la RAI, Mediaset, la 7 e gli organi di stampa come Repubblica , La Stampa, Il Corriere della Sera e molti altri che veicolano la propaganda originata da Press TV, Reuters, CNN, ABC, CBC New, Sky News, BBC e gli altri organi dei “mega media” dell’apparato atlantista che trasmette false informazioni H24.

Mercenari sul terreno di battaglia e mercenari della manipolazione mediatica sono la doppia strategia del Pentagono per combattere le sue guerre.

3 Commenti

  • atlas
    21 aprile 2018

    quanti ne sono crepati ? (redazione mettete anche notizie belle, esaltanti lo spirito resistente, non solo quelle del subire passivamente o sopportare … )

    Quello della foto ha la tipica barba del giudeo salafita wahhabita

    • Silvia
      21 aprile 2018

      Se e’ wahabita come fa a essere anche giudeo? Possono anche allearsi, per oscuri interessi, ma sono popoli diversi.

      • atlas
        21 aprile 2018

        il wahhabismo non è Islam Sunnita anche se loro dicono così (simulando) per interessi politici (giudeo-ameri cani), è una delle 71 parti della religione giudea, qui in questo sito ne ho scritto molte volte di come e perché, ma se vuoi approfondire vieni a casa mia

        la chiave della conoscenza cmq sono le domande, pur con mancanza di profondità di pensiero tipica femminile. C’è poi differenza tra il qualificare un popolo (quale’?’ ci sono 97 nazionalità diverse in Siria…) e la religione di ogni suo appartenente

        il credo wahhabita salafita è antropomorfo, tipico giudaico, non è Islamico Sunnita

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