Il Parlamento Europeo ha dichiarato guerra alla Russia

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di Luciano Lago

L’Occidente sta attaccando Russia e Cina con la sua propaganda e sembra che una demenza collettiva si sia impadronita dell’Europa e tale sintomo si rivela anche dall’ultima risoluzione del Parlamento Europeo con incluso l’ultimatum trasmesso alla Russia.
L’altro sintomo di demenza viene da oltre oceano ed è stato il discorso dell’altro ieri di Biden, il primo davanti al Congresso, un discorso con cui Biden ha battuto il record di menzogne e dove risulta che le parti più importanti del discorso sono state oscurate dai media quando, a parte le consuete promesse per il consumo interno, Biden ha voluto allertare che Cina e Russia stanno accelerando il loro sviluppo e si stanno avvicinando rapidamente agli USA, e a questo punto viene il fatto grave, visto che il mandatario statunitense ha promesso misure per impedirlo al fine di evitare che la Cina debba superare gli USA. Sulle misure non si è espresso ma si possono indovinare: pressione economica, sanzioni, concorrenza sleale, spionaggio e soprattutto propaganda, tanta propaganda anticinese che potrà essere fatta con lo stanziamento di 300 milioni di dollari, appena approvato, per la emissione di propaganda anticinese. Un esempio è la costruzione falsa del presunto genocidio degli uiguri, della repressione su Hong kong, ecc..
La grande paura di Washington è quella di essere superata da Pechino e di dover perdere il suo primato economico che rivendica come posizione di forza e di ricatto sul resto del mondo.


Dal discorso di Biden, ancora una volta si rivela la mentalità americana, quella della “missione evangelica” di guidare il mondo ed imporre il proprio modello agli altri paesi (che questi lo vogliano o no).

L’altro sintomo di questa demenza rabbiosa dell’Occidente si manifesta contro la Russia e in prima fila abbiamo l’ultimatum senza precedenti con cui il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione estremamente dura e minacciosa contro la Russia nel mezzo di una escalation sempre più intensa. Il testo dimostra la schizofrenia in cui sono entrati in Europa nel contrasto che ha avuto il suo massimo sviluppo con la guerra diplomatica da alcuni paesi baltici e dell’est , come la Repubblica Ceca hanno intrapreso contro la Russia, con accuse farneticanti e prive di qualsiasi riscontro.
La risoluzione del Parlamento europeo dimostra la nuova offensiva dell’occidente contro la Russia, con un testo approvato con la maggioranza voti dei parlamentari presenti.
Se si esamina il testo, quasi spaventano i termini utilizzati nella risoluzione, nel contenzioso che è iniziato con l’espulsione dei diplomatici russi e a cui Mosca ha risposto con le sue contromisure.
Il processo di contrasto è avanzato ad un tale livello che è improbabile che si possa detenere nel prossimo futuro e non è chiaro quale siano i vantaggi per l’Europa nell’interrompere i rapporti con la Russia, se non quelli di compiacere il padrone americano.
In sostanza nella risoluzione approvata dal parlamento europeo con 548 voti a favore, si menziona l’attacco alla repubblica Ceca, la concentrazione di truppe russe alla frontiera con l’Ucraina, la persecuzione di Navalny, tutte questioni messe insieme e ricavate dalla distorsione dei fatti pilotata da Washington e da Londra, le due centrali dell’isteria anti russa.
il testo del parlamento europeo stabilisce che, se l’accumulazione delle truppe russe dovesse trasformarsi in una invasione del paese, allora la Russia dovrà essere scollegata dal sistema Swift, i paesi europei dovrebbero varare un embargo totale contro l’importazione di energia dalla Russia e inoltre i deputati hanno richiamato i paesi interessati ad interrompere la costruzione del gasdotto Nord Stream 2 e a negarsi nel cooperare con Mosca nel settore dell’energia nucleare e, cosa più grave, si sono offerti con Kiev di fornire una assistenza militare efficace con forniture di armi difensive, mentre esigono dalla Russia una ritirata delle truppe dal Donbass. Inoltre gli eurocrati di Bruxelles fanno propria la richiesta del trasferimento quanto prima della penisola di Crimea dalla Russia al controllo dell’Ucraina e richiedono lo sblocco delle misure di limitazione navale nel Mar Nero, oltre ad esigere la liberazione immediata di Navalny.

Sfilata neonazista al centro di Kiev (Ucraina)


Tutto questo senza tenere conto delle provocazioni di Kiev, del mancato rispetto di quest’ultima degli accordi di Minsk, oltre che della natura totalitaria e filo nazista delle autorità di Kiev, dimostrata anche dalle ultime sfilate ufficiali effettuate dai gruppi neo-nazisti al centro di Kiev.
Il Parlamento europeo si dimostra pronto a manifestare alla Russia che ci sarà una reazione della UE a qualsiasi passo di Mosca verso l’Ucraina.
Tale documento dei parlamentari eurocrati dimostra l’allineamento totale di questo organismo alle regole dettate da Washington e questo ha avuto maggiore significato per una comunicazione aggiuntiva diretta al rappresentante della UE, Josep Borrel, per richiedere l’espulsione dei diplomatici russi accreditati presso la UE.
Di fatto quella del Parlamentio Europeo è una dichiarazione di guerra contro la Russia e una flagrante violazione di tutte le regole internazionali.
La UE si dimostra succube e vassallo fedele del possente padrone di oltre atlantico, con buona pace dei “finti sovranisti” della penisola italiana che, uno dopo l’altro, si sono affrettati a condannare la Russia e a dichiararsi solidali con il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, che si sente “perseguitato” dalla Russia per essere stato dichiarato persona non grata dal Ministero degli Esteri di Mosca in ritorsione per le espulsioni di diplomatici russi da Bruxelles.

Il rap.te UE Borrel con il segretario di Stato USA Blinken da cui prende ordini e direttive

Questa dichiarazione contrasta con le recenti parole di Putin secondo cui non potranno essere varcate le linee rosse tracciate dalla Russia a propria discrezione e coloro che lo faranno saranno castigati in modo appropriato. Gli europei ci tengono ad essere considerati nemici dalla Russia interrompendo qualsiasi dialogo o cooperazione economica con il paese euroasiatico. Ne subiranno le conseguenze.
Esattamente l’obiettivo che da sempre persegue la politica di Washington.

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