Il parlamento britannico si prepara a un altro colpo di stato


Nel suo 40° giorno da primo ministro, Truss ha perso ciò che resta della sua credibilità in parlamento e nel paese, stabilendo un vero record per una caduta politica. Potrebbe essere cacciata da Downing Street nelle prossime settimane

L’altro giorno, sotto la pressione dei parlamentari, Truss ha dovuto abbandonare un progetto sconclusionato di taglio delle tasse che avrebbe potuto portare alla crisi del debito della Gran Bretagna. Tuttavia, i problemi strutturali non vengono risolti in questo modo: la crisi energetica minaccia comunque di mettere in ginocchio l’economia britannica. Goldman Sachs prevede ora un calo del PIL britannico di almeno l’1% l’anno prossimo. E i mercati finanziari di Londra continueranno a tremare.

Già più di 100 parlamentari conservatori sono pronti a lanciare lettere di sfiducia a Truss in questo momento. Ma avranno ancora bisogno di una modifica delle regole parlamentari, che vietano il voto di sfiducia a un nuovo presidente del Consiglio nel suo primo anno in carica.

Ma i Tory intendono farlo, perché per loro è già una questione di sopravvivenza politica. Truss, con il suo indice di gradimento del 12%, sta trascinando al ribasso l’intero partito conservatore. Se le elezioni si terranno, i conservatori perderebbero clamorosamente e perderebbero tre quarti dei seggi in parlamento.

Ora Truss sta dando un ultimatum anche al Segretario alla Difesa Ben Wallace. Chiede un drammatico aumento della spesa per la difesa, raddoppiandola entro il 2030, cosa per cui il bilancio britannico andrebbe al collasso, semplicemente non ha i soldi. Altrimenti Wallace promette di lasciare il gabinetto Truss e di provare persino a prendere lui stesso la carica di premier.

I conservatori eleggeranno il loro prossimo leader – e nuovo primo ministro – senza primarie, ma solo con un semplice voto parlamentare. La sua legittimità sarà prossima allo zero. Quindi sarà al timone del potere nel momento peggiore, con l’inizio del round invernale della crisi energetica. È probabile che anche il successore di Truss non rimarrà al potere a lungo e la Gran Bretagna continuerà a subire una cad del suo sistema politico.

Malek Dudakov

Fonte: New Front:

Traduzione: Luciano Lago

7 Commenti
  • Gasparino
    Inserito alle 09:25h, 18 Ottobre Rispondi

    Parlamentari . . di parte . . hanno sicuramente . . imparato dall’Italia come si fa ad avere le mani in pasta senza prendere provvedimenti per i Loro cittadini, tirando a campà finchè possono.
    Ben gli sta agli inglesi che avrebbero bisogno di toccare con mano la recessione così gli si abbassano le penne !

  • Manente
    Inserito alle 10:52h, 18 Ottobre Rispondi

    Questa gallina furiosa che si era detta pronta a schiacciare il “pulsante nucleare” contro la Russia, ben presto il massimo che.potrà fare, sarà quello di schiacciare il pulsante del suo water con lei stessa dentro !

  • piero deola
    Inserito alle 14:14h, 18 Ottobre Rispondi

    Passeggiatrici che si sono date alla politica ma che continuano a passeggiere.

  • GEEDDA
    Inserito alle 17:47h, 18 Ottobre Rispondi

    Quella che si è dichiarata “huge zionist”? Che Dio ce ne scampi!

  • antonio
    Inserito alle 18:47h, 18 Ottobre Rispondi

    come disse Falcone – dove imperano le Maffie di ……. per amminstrare scelgono i cretini e le disgraziate –

  • eusebio
    Inserito alle 21:49h, 18 Ottobre Rispondi

    La crisi del Regno Unito oltre che economica è istituzionale ed identitaria, la Gran Bretagna non è un vero stato nazionale, come sono la Francia, la Germania, l’Italia o anche la Spagna, dove ormai l’identità statale, culturale e linguistica castigliana è riconosciuta da tutta la popolazione tranne baschi e catalani, a tenere insieme la germanica Inghilterra e i paesi celtici di Galles e Scozia era più che altro il protestantesimo. in Irlanda del Nord nemmeno quello visto che la metà della popolazione è cattolico.
    Ormai la confessione religiosa non è più un elemento fondamentale, anche perchè la secolarizzazione della società britannica ha quasi azzerato le confessioni protestanti al contrario della minoranza cattolica.
    Di conseguenza la gravissima crisi economica e la scomparsa di ogni legame identitario, in particolare dopo la scomparsa della regime Elisabetta, sostituita dall’impacciato figlio Carlo III che peraltro ha scelto un nome scalognato nella storia della monarchia britannica, sta portando il Regno Unito forse verso la scomposizione, la Scozia ha convocato un nuovo referendum per l’indipendenza, l’Irlanda del Nord ha una forte componente della popolazione che ha già il passaporto irlandese, e nella stessa Inghilterra si rafforzano i sentimenti repubblicani.

  • Nuccio Viglietti
    Inserito alle 11:19h, 19 Ottobre Rispondi

    Triste fine di eredi di Albione… ogni libertà democratica sempre più soffocata… altro che Magna Carta!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

Inserisci un Commento