Il Padrone USA in Italia mostra il bastone ma dimentica “la carota”

di Luciano Lago


Il viaggio di Mike Pompeo, segretario di Stato degli USA, è avvenuto in un momento di tensioni crescenti sia sullo scacchiere internazionale che su quello interno degli USA, dove ll presidente Trump deve difendersi dalle accuse e dal probabile procedimento di impeachment per il “caso Ucraina”.
Sarà forse per questo che Pompeo ha messo da parte la diplomazia e, nel suo colloquio con i responsabili del governo italiano, prima Conte e poi Di Maio, ed è andato subito al sodo.

Il sodo in questo caso è rappresentato dall’ obbligo per l’Italia di uniformarsi alle direttive di Washington in particolare per quanto riguarda la questione sanzioni alla Russia, all’Iran, alla Siria ed al Venezuela.
In realtà non valeva la pena neanche di insistere poichè il governo italiano, questo come quelli precedenti, si era adeguato ancora prima che Washington ne facesse richiesta anche a costo di rinunciare ai miliardi di export delle aziende italiane del settore agroalimentare verso la Russia, uniformandosi anche alle decisioni della UE, come anche aveva solertemente obbedito a sanzionare anche la Siria di Assad ( paese in guerra da 8 anni contro il terrorismo), impedendo alla popolazione siriana di accedere ai beni di prima necessità ed ai medicinali, con buona pace dei diritti umani, sempre proclamati in modo ipocrita dal governo italiano. Atrettanto era successo con l’Iran, nonostante anche qui l’Italia era un partner importante per questo paese che rappresentava un possibile sbocco per molti investimenti di aziende italiane. Niente da fare, gli USA non vogliono che si tratti con l’Iran, con la Siria e con il Venezuela, anche se con questi paesi l’Italia aveva ed ha legami profondi, basti pensare alla numerosa comunità italiana in Venezuela che oggi soffre per la critica situazione dell’embargo e delle sanzioni.
A questo punto qualcuno avrebbe potuto aspettarsi la “benevolenza” del padrone USA per l’atteggiamento servile e remissivo del governo italiano, una qualche “carota” dopo aver fatto roteare il bastone delle sanzioni e della velata minaccia fatta da Pompeo, il quale ha ricordato come in Italia ci siano decine di basi militari USA ed un contingente di oltre 30.000 militari amerikani che occupano il paese da decenni e utilizzano la penisola come base di lancio per le loro operazioni belliche nei vari paesi.

Di Maio con Conte

Niente “carota”, al contrario altre richieste esplicite di aumentare la spesa militare dell’Italia nella NATO, oltre ad alcune recriminazioni e minacce a proposito dei rapporti italiani con la Cina che ai padroni USA non piacciono affatto. Non senza parlare dei dazi, preannunciati da Pompeo, che colpiranno l’Italia in quello che è il settore caratteristico del made in Italy, l’agro alimentare dei prodotti tipici come parmigiano, vino, prosciutto, pasta e tanti altri. Altri miliardi da considerare in perdita per le aziende italiane che non potranno più contare sull’export verso il ricco mercato USA,visto il pesante dazio del 25% su questi prodotti che finiranno fuori mercato.
Tuttavia non c’è problema e i nostri responsabili come Di Maio e Conte, di fatto fanno buon viso a cattivo gioco tanto che, dopo aver ribadito la fedeltà atlantista del nostro paese, non sarà mancata nei colloqui l’espressione del premier Conte: “come è umano lei signor Pompeo”, per manifestare il suo apprezzamento all’illustre ospite. Tipica espressione “fantozziana” di chi è prostrato in ginocchio davanti ai “padroni del mondo”.


Ad uso e consumo della stampa e dei media italiani non sono mancate le affermazioni del neoministro degli esteri Luigino Di Maio, di voler difendere “l’interesse nazionale italiano” e di prevedere “ritorsioni”.

Certo come no, siamo tutti sicuri che l’Italia, dopo la visita di Pompeo, come ritorsione, revocherà le sanzioni alla Russia, alla Siria, all’Iran, ed al Venezuela e lascerà libere le aziende italiane di andare a fare affari in quei paesi. Magari potremmo credere che il governo giallo rosso darà preavviso di sfratto alle basi militari USA in Italia e, in mancanza, chiederà canoni di affitto per queste basi su territorio italiano. Un sogno ingenuo ad occhi aperti di un paese “colonia degli USA.

7 Commenti

  • MDA
    3 Ottobre 2019

    30.000 unabomber’s armati.
    chi vuole capire….

  • Idea3online
    3 Ottobre 2019

    Intanto soprattutto alcune zone d’Italia desiderano la pioggia, ma tra una pennellata di qua e una di la, gli ammassi nuvolosi scappano di qua e di la, in attesa delle bombe d’acqua ma per adesso velature. Certo la Rete, la ragnatela non è ancora completa, ma quando sarà terminata il ragno verrà, si manifesterà. La ragnatela, per intrappolare le masse in una nuova idolatria, i tatuaggi come anticamera del marchio, è l’Anticristo il ragno, che governerà la ragnatela, la Rete.

  • amadeus
    3 Ottobre 2019

    All’u.e gl diamo il culo, lo stesso per Bruxelles, e gli ameri-cani non usano neanche la vaselina, siamo diventati una classe di finocchi, eunuchi senza onore ne coraggio, ce da farsi venire il volta stomaco da tanta vergognosa sudditanza, Duterte é stato un grande a dare il go home cosa ci vuole a seguire l’esempio, tanto con le sanzioni ci stanno affamando lo stesso, cosa sarà mai per mettersi a 100° e perdere la faccia di fronte al mondo intero per il nostro vergognoso comportamento, in cambio di cosa?!!

  • eusebio
    3 Ottobre 2019

    L’impero anglosionista si sta restringendo e gli USA per la prima volta dalla loro indipendenza devono affrontare un avversario più grosso e potente di loro, la Cina, che sul piano industriale è già più potente e molto presto lo sarà pure sul piano tecnologico e militare, Pompeo è terrorizzato dalla minaccia cinese, che hanno provocato a Hong Kong, tra poco i cinesi potranno proiettare la loro potenza verso il Nord America e gli americani sono talmente spaventati che cercano di serrare le fila, mentre le loro finanze malandate non gli permettono di correre dietro al riarmo cinese.
    Il blocco eurasiatico probabilmente prima farà fuori i sauditi per interposto Yemen mentre per l’entità sionista dipende dal livello di rabbia dei cinesi per i disordini di Hong Kong (i russi ormai seguono i cinesi, del resto possono sostituire Putin con Zyuganov), comunque se gli USA sperano che gli europei li seguano in una guerra contro l’Iran dovranno cominciare loro ad attaccarlo.

  • Eugenio Orso
    4 Ottobre 2019

    Son cose che gridano vendetta …
    I figli di puttana, vigliacchi, collaborazionisti Conte e Di Maio (dei piddioti non parliamo neppure e anche di Salvini, filo-atalntista e filo-sionista) ribadiscono l’allenza con gli usa, si inginocchiano davanti a tutto ciò che è a stelle e strisce e poi ci colpiscono con dazi pesantissimi, che affonderanno molte esportazioni italiane, dopo aver imposto le sanzioni contro la Russia e l’Iran, paesi potenzialmente più che amici e rapporti commerciali più che proficui per l’Italia …
    Ecco chi sono i nemici giurati del popolo italiano!

    Cari saluti

  • Mardunolbo
    5 Ottobre 2019

    Gli italioti non apriranno mai gli occhi per vedere. parlo della gran massa di persone, non certo di quelli che arrivano a commentare…La “democrazia delle pance piene” diceva un italiano valoroso ed amante della nazione italiana che tutti ci invidiavano. Per errori strategici di politica internazionale l’hanno ammazzato ed appeso per i piedi ! Cosa si dovrebbe fare allora ai traditori spocchiosi che attualmente galleggiano sulla cresta del potere ?

  • Giorgio Vitali
    6 Ottobre 2019

    INELUTTABILI conseguenze del rapporto di sudditanza.

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