“Il Pacchetto di rianimazione di riforme per la Bielorussia” fa rivivere i simboli dell’occupazione tedesca del 1918 e del 1941-1944

Igor Novitskij

I disordini in Bielorussia appaiono sempre di più come un tentativo di rivoluzione colorata.
All’inizio il simbolo dei manifestanti era un nastro bianco, che veniva proposto a tutti coloro che sostenevano Svetlana Tikhanovskaja, ma pochi giorni dopo (in Bielorussia tutto accade molto più velocemente che durante il rovesciamento del governo in Ucraina) il nastro è stato sostituito da una bandiera bianco-rosso-bianca, restaurazione degli “ideali” della Repubblica Popolare di Bielorussia del 1918 (risultato dell’occupazione tedesca) e del “Distretto generale di Bielorussia dell’Ostland Reichskommissariat” di Hitler.

Il primo slogan neutro “Crediamo! Possiamo! Vinceremo!” non serve più ai manifestanti. Non lo si sente più nelle strade e nelle piazze, però è apparso lo slogan dei nazionalisti “Zhyve Belarus!” (“Lunga vita alla Bielorussia”), uno slogan anti-russo. I nazionalisti, guidati dall’esterno, hanno iniziato a prendere nelle proprie mani il movimento di protesta.
Il programma del quartier generale della Tikhanovskaja (il suo quartier generale è politicamente più efficace di lei) rimanda al programma dei nazionalisti pubblicato a giugno sul sito zabelarus.com (“Pacchetto di rianimazione di riforme per la Bielorussia”). Fino a qualche giorno fa, nessuno ha mai preso sul serio questo documento, poiché era la copia di un documento apparso alla vigilia del colpo di stato in Ucraina nel 2014.

In Bielorussia, i promotori del “Pacchetto di rianimazione” sono sette organizzazioni di opposizione dall’orientamento occidentalizzante e anti-russo: il Fronte Popolare Bielorusso (BNF – “Belorusskij Narodnyj Front” ndr.), il Partito bielorusso dei “Verdi”, il Partito Socialdemocratico Bielorusso (Gramada), la Democrazia Cristiana Bielorussa (BXD – “Belorusskaja Xristianskaja Demokratija” ndr.), il Partito civile unito (OGP – “Obedinjennaja Grazhdanskaja Partija” ndr.), nonché il Movimento “Za svobodu” (“Per la libertà” ndr.) e il Centro di iniziative civili “Nash dom” (“Nostra casa” ndr.). In precedenza le autorità, o non prestavano loro attenzione, o adottavano le loro stesse tesi. Ora questa pratica viziosa si è rivolta contro le autorità.

Disordini a Minsk

Il “Pacchetto di Rianimazione” indica la necessità entro il 2021 di abbandonare ogni forma di alleanza con la Russia, con l’Unione Economica Eurasiatica (EAEU) e con l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO).
Si propone: il monitoraggio delle attività con “iniziative pro-Cremlino in Bielorussia”, l’attuazione del controllo di frontiera e doganale al confine con la Federazione Russa, il divieto di vendita di oggetti d’infrastrutture bielorusse a società russe, il rafforzamento dell’ “educazione patriottica” nell’esercito bielorusso, il divieto di programmi televisivi russi, l’allaccio a canali televisivi della ​​Lettonia, Lituania, Polonia e Ucraina. È previsto anche un procedimento penale in caso di negazione della nazione bielorussa e di critica alla lingua bielorussa.


Si prevede inoltre di restituire lo status di “unica lingua di stato” alla lingua bielorussa, soddisfare tutto ciò che è richiesto per diventare membri della NATO e dell’UE e richiederne l’adesione, ripristinare” la Chiesa ortodossa autocefala bielorussa come alternativa nazionale all’esarcato bielorusso della Chiesa ortodossa russa del Patriarcato di Mosca.
Questo è ciò che c’è da aspettarsi se verrà permesso il colpo di stato.

Ma che cos’è il cosiddetto “Consiglio di coordinamento per il trasferimento dei poteri”, i cui membri non sono altro che la loro aspirazione a “organizzare il trasferimento di potere e assicurare il consenso nella società”; non possono dire qualcosa?
Questo gruppo auto-nominato non ha né un programma, né un piano di riforme. Da dove vengono? sono come la Aleksievich? Tuttavia questo gruppo a preso a parlare a nome del popolo bielorusso.
Svetlana Aleksievich elogia l’Ucraina per la guerra nel Donbass e propone di vietare la lingua russa per “cementare la nazione”. A farle compagnia ci sono i nazionalisti Yurij Gubarevich, Aleksandr Dobrovolskij, Olga Kovalkova. Ci sono anche accanite filo-occidentali come: Anna Severinets, Andrej Strizhak e Svetlana Kalinkina. Questo solo per sventare l’integrazione con la Russia. Nello stesso “Consiglio di coordinamento” c’è anche Pavel Belous – il fondatore e proprietario della società Symbal.by, che commercia simboli bielorussi; secondo le sue parole, la Russia: semplicemente “irrita”. Sono tutti lì. Stanno facendo i galoppini per coloro che coerentemente lavorano abilmente per trasformare la Bielorussia in un bastione anti-russo.

Svetlana Aleksievich la leader dell’opposizione che propone di vietare la lingua russa

L’esito degli eventi non è chiaro. Di chiaro c’è solo che l’approfondimento del “processo rivoluzionario” procederà secondo il seguente schema: noi siamo contro Lukashenko, che è sostenuto da Putin, significa che la Russia è contro di noi. Le persone avranno abbastanza saggezza per non credere a questa propaganda a basso prezzo?
Quanto al presidente Lukashenko, spetta a lui stesso correggere tutti gli errori che ha commesso. Non c’è nessun altro.

Fonte: https://www.fondsk.ru/

Tradotto da Eliseo Bertolasi

3 Commenti

  • Nessuno
    22 Agosto 2020

    L’anticomunismo ottuso e viscerale ci ha portati a questo punto. Prossima fermata (nel vero senso della parola) Mosca. Signori, si scende.

  • Paolo
    22 Agosto 2020

    “il divieto di vendita di oggetti d’infrastrutture bielorusse a società russe”

    Nel loro orrendo programma vi è anche la vendita immediata di tutte le floride industrie statali s società occidentali. Una privatizzazione forzata che provocherebbe un disatrosa da d’occupazione, emigrazione in massa delle giovani generazioni e immensa sofferenza tra la popolazione più anziana. Queste persone, come diceva un esponente politico russo a proposito dei liberali del suo paese, non sono corrotti; sono marci dentro!!!

  • atlas
    23 Agosto 2020

    Lukashenko, se ci tiene a tenere le ossa sane, deve fare TUTTO quello che gli dice Putin. E basta

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