Il nuovo terzo fronte: la Cina sta silenziosamente riorganizzando il suo paese in preparazione alla guerra.

Il nuovo terzo fronte: la Cina sta silenziosamente riorganizzando il suo paese in preparazione alla guerra.

di Simplicio

Una serie di interessanti rapporti ha messo in luce i preparativi “discreti” ma rivoluzionari della Cina per un conflitto con gli Stati Uniti.

La Cina ha eccelso nell’arte dell’osservazione silenziosa. Schiere di commentatori hanno trascorso anni a criticare la Cina per la sua mancanza  di attività  e  coinvolgimento  sugli scenari geopolitici mondiali, come la guerra russo-ucraina, soprattutto considerando che influenzare questi conflitti le sarebbe stato estremamente vantaggioso.

Oggi, però, alcuni aspetti della strategia cinese vengono finalmente svelati, rivelando l’approccio subdolo e singolare del Paese nel mantenere un’apparenza di equilibrio mentre in realtà si prepara segretamente, in modo senza precedenti, agli scenari peggiori.

Questa descrizione riassume al meglio gli sviluppi  :

Analisi russa:  la Cina ha accelerato la costruzione di un sistema nazionale di resilienza completo, progettato per resistere a sanzioni, blocchi, interruzioni delle catene di approvvigionamento, disastri naturali e potenzialmente a una guerra di vaste proporzioni.

Ciò si riferisce al recente rapporto della rivista russa di difesa  Global Affairs  intitolato  ”  La nuova Grande Muraglia: la logica del comportamento della politica estera cinese  “  .

Il rapporto si apre con questa sconvolgente rivelazione:

Nei primi anni 2020, la Cina ha intrapreso una serie di misure di mobilitazione la cui portata e coerenza non avevano precedenti dai primi anni ’70 e, per certi aspetti, nemmeno dai preparativi dell’Unione Sovietica per la Seconda Guerra Mondiale.  Nella letteratura cinese, queste misure vengono esplicitamente paragonate ai programmi di mobilitazione su larga scala attuati quando la Cina si preparava alla guerra contro l’URSS negli anni ’60 e ’70, e in particolare alla costruzione del Terzo Fronte.

Il fatto che questo articolo provenga da un quotidiano russo patriottico, piuttosto che da un giornale filo-occidentale con una chiara propensione anti-cinese, rende le rivelazioni in esso contenute particolarmente degne di nota.

Ammettono che queste misure imponenti vengono adottate in segreto, il che fa supporre una scelta deliberata per celare la vera posizione della Cina, ovvero una formidabile ristrutturazione nazionale volta a renderla impenetrabile alla guerra ibrida:

Queste misure non sono visibili,  ma costituiscono un elemento importante della tendenza generale verso la totale securitizzazione di tutti gli aspetti della politica cinese (persino, ad esempio, la cultura e l’ecologia) in conformità con il concetto di sicurezza olistica di Xi Jinping.

Gli autori osservano che questa politica contraddice direttamente l’ottimismo professato dalla Cina nei confronti dell’umanità, dimostrando che, in fondo, i leader cinesi sono pragmatici sostenitori della realpolitik:

Il costo esorbitante di queste misure indica che, sebbene i leader cinesi promuovano concetti ottimistici come la Comunità di un futuro comune per l’umanità e una “globalizzazione economica universalmente vantaggiosa e inclusiva”, in realtà aderiscono a una visione estremamente pessimistica del mondo nel XXI secolo.

Gli autori russi ritengono che queste misure indichino che la Cina si sta preparando internamente allo scenario peggiore:

Nella migliore delle ipotesi, si sta preparando a una grave crisi militare e politica, che potrebbe portare al crollo di tutti i normali legami economici e a una deriva verso la guerra.  Nella peggiore delle ipotesi, si sta preparando a scenari ancora più da incubo.

In realtà, ciò che sta accadendo è che la Cina sta osservando e imparando silenziosamente dagli errori di tutti i suoi omologhi, in particolare di Russia e Iran, e sta ristrutturando le proprie politiche interne e il proprio apparato di protezione per evitare proprio il tipo di trappole in cui è caduta la Russia in Ucraina.

Di quale “trappola” stiamo parlando esattamente? Una sola parola basta: la trappola della  vulnerabilità  .

La Cina sembra impegnata attivamente nella riorganizzazione delle proprie infrastrutture al fine di ridurre al minimo  l’esposizione  ai molteplici vettori della guerra ibrida occidentale, siano essi cinetici o economici.

Come fa la Cina?

Trasferendo le industrie strategiche più nell’entroterra, nelle “retrovie”, proprio per evitare il tipo di situazioni che si stanno verificando attualmente in Russia; rafforzando la sua rete energetica nazionale, sempre per evitare le debolezze riscontrate sul fronte russo e iraniano; e molto altro ancora.

Il rapporto riassume:

  • Queste conclusioni si basano su diverse azioni documentate del governo cinese, tra cui:
  • un programma per delocalizzare le industrie strategiche nell’entroterra al fine di creare un “entroterra strategico”;
  • importanti progetti di protezione civile e di resilienza delle infrastrutture urbane, in particolare sulla base delle lezioni apprese dall’operazione militare speciale russa;
  • misure per rafforzare la resilienza del sistema energetico nazionale;
  • miglioramento della legislazione nazionale al fine di chiarire le condizioni del servizio militare e di fornire un rapido sostegno alle famiglie dei soldati e degli agenti delle forze dell’ordine caduti in servizio;
  • l’urgente necessità di costituire riserve alimentari e di materie prime.

Forniscono ulteriori dettagli sulle misure concrete adottate dalle autorità cinesi dall’inizio dell’operazione militare speciale russa. Ad esempio, il rafforzamento accelerato dei posti di comando e le epurazioni all’interno delle forze armate, in particolare dopo che le ispezioni hanno rivelato carenze logistiche.

Le azioni della Cina non indicano necessariamente l’intenzione di avviare un conflitto militare su vasta scala,  ma dimostrano chiaramente che i leader cinesi considerano tale conflitto altamente probabile, se non inevitabile, entro la fine degli anni 2020 o l’inizio degli anni 2030.  Sembra che gli scenari presi in considerazione spazino da severe sanzioni e un blocco navale a una guerra su vasta scala con attacchi missilistici contro le città cinesi.
La preparazione a uno scenario così estremo sembra essere centrale nella pianificazione militare cinese, così come nella sua politica estera e interna. Questi preparativi sono accompagnati da un  rafforzamento accelerato delle forze nucleari strategiche e da un indurimento dei posti di comando.
Contemporaneamente,  nel 2023, la Cina ha effettuato epurazioni all’interno delle sue forze armate, del personale addetto alla politica estera e delle strutture di mobilitazione:  il Ministero della Gestione delle Emergenze, l’Ufficio Nazionale delle Riserve di Cereali, la China Grain Reserves Corporation (ora China Grain Reserves Group) e altri.
Alcune di queste misure sono seguite a ispezioni delle scorte e delle condizioni delle infrastrutture di mobilitazione. Ad esempio, alti funzionari della China Grain Reserve Company sono stati processati .

Uno degli aspetti chiave menzionati è il trasferimento delle principali imprese e industrie nell'”entroterra strategico”, un termine coniato e utilizzato di recente dal presidente Xi, come evidenziato nell’articolo:

Il termine “entroterra strategico” (战略腹地) è stato introdotto ufficialmente dal presidente Xi Jinping durante una visita ispettiva nella provincia del Sichuan nel luglio 2023. Xi ha sottolineato che la provincia costituisce un “entroterra strategico” per la sua “posizione unica e importante nello sviluppo nazionale e nella Strategia di Sviluppo della Grande Regione Occidentale”. Questo status impone numerosi obblighi alla provincia, tra cui garantire la sicurezza della produzione, delle catene di approvvigionamento, dell’energia e del cibo (Xinhua, 2023a).  Le regioni del Sichuan e di Chongqing hanno la missione primaria di creare una riserva strategica nazionale di risorse e industrie.

Qui sotto possiamo vedere il Sichuan e Chongqing, a quasi 1.000 km dalla costa, una distanza di poco inferiore ai 1.200 km che separano l’area strategica degli Urali russi (dove si trovano aziende essenziali come Uralvagonzavod) dall’Ucraina:

Uno dei cambiamenti chiave che caratterizza la visione di Xi è il collegamento stabilito tra l'”entroterra strategico” e un concetto di sviluppo civile a duplice uso per regioni selezionate. L’intera iniziativa è stata paragonata al  famoso progetto cinese del “Terzo Fronte” degli anni ’60,  che mirava anch’esso a sviluppare la capacità industriale nell’entroterra del paese, seguendo il principio guida di  “Vicino alle montagne, disperso, nascosto ”  .

Secondo alcune fonti, il progetto del Terzo Fronte fu affrettato e disorganizzato, con conseguenti notevoli inefficienze e un’integrazione impossibile. La nuova versione proposta da Xi appare più ambiziosa: trasformare queste regioni “interne” in aree strategiche nelle retrovie  e  in poli di sviluppo “di alta qualità” per scopi economici civili.

Tecnologia Cinese

La strategia moderna si differenzia dalla terza linea, concepita esclusivamente a fini difensivi, per il suo impegno nell’integrare la sicurezza con uno sviluppo di alta qualità. Le riserve devono essere “vive” e fungere da centri di crescita per “nuove forze produttive di alta qualità”. In tempo di pace, devono generare innovazione e partecipare pienamente alla concorrenza di mercato.

Durante la sessione plenaria del luglio 2024, il PCC cinese ha ribadito l’importanza di questa iniziativa, citando i settori chiave individuati come destinatari di questa parallelizzazione a ritroso:

…che per la prima volta menzionò la necessità di “stabilire un entroterra strategico nazionale e una capacità di riserva per le industrie chiave” (Xinhua, 2024b). Questa espressione, ormai consolidata, significava rafforzare la sicurezza delle catene di produzione e distribuzione, creare un sistema di valutazione e prevenzione dei rischi, delocalizzare le industrie chiave nel cuore del territorio nazionale per garantirne la resilienza e sviluppare le riserve di risorse nazionali  . Le industrie chiave includono circuiti integrati, apparecchiature mediche, attrezzature industriali e macchine utensili, software di base e industriale e materiali avanzati (Ibid.).
La risoluzione della terza sessione plenaria ha anche acceso un dibattito all’interno della comunità accademica cinese sul significato del termine “entroterra strategico”.  È interessante notare che si è concentrato sui confronti con il programma di costruzione della Terza Linea degli anni ’60 e ’70, un vasto progetto per delocalizzare nell’entroterra le industrie della difesa e altre industrie.

Nonostante l’enfasi posta sulla ridondanza economica nelle retrovie, il rapporto indica che i cinesi hanno chiarito che l’obiettivo militare era prioritario:

Tuttavia, nonostante l’enfasi sull’efficienza economica, l’analisi accademica dell'”entroterra strategico” rivela chiaramente il suo ruolo di zona arretrata in senso militare.  Il Sichuan viene descritto come una “zona arretrata strategica profonda per la sicurezza nazionale” (国家战略安全大后方).

fonte: Simplicius

Tramite: https://reseauinternational.net/le-nouveau-troisieme-front-la-chine-reorganise-discretement-son-pays-en-vue-de-la-guerre/

Traduzione: Gerard Trousson

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La Redazione

2 commenti su “Il nuovo terzo fronte: la Cina sta silenziosamente riorganizzando il suo paese in preparazione alla guerra.”

  1. Probabilmente siamo nella fase storica-profetica dello scontro tra Regno del Nord(Occidente) e Regno del Sud(Oriente). Se dovesse aprirsi il terzo fronte il Regno del Sud da fase difensiva attiva con i 3 fronti aperti una fase di attacco. Oppure se non dovessimo essere nella fase di uno scontro violento, in quanto la storia profetica esprime sempre scontri violenti tra imperi, se in questo momento non siamo ad uno scontro o incontro profetico sicuramente siamo nella fase di uscita dal mondo unipolare al mondo multipolare di fatto e per sempre. Questa transizione avverrà tramite spargimento di sangue, ma essendo una guerra gestita dalle multinazionali troveranno un accordo il prima possibile. Al contrario se dovessimo essere in un incontro/scontro profetico verrà espressa tantissima energia del bene e del male da fare tremare il mondo, perchè verrà scosso dall’emotività e dalla paura e non dalle multinazionali.

  2. La guerra in realtà è già in corso, la Cina non la sta combattendo direttamente, però sostiene l’economia russa, l’interscambio commerciale tra i due paesi ha superato i 200 miliardi di dollari annui, la capacità di esportazione di gas e petrolio russi in Cina via pipeline, nave e treno è ai massimi, sostiene l’economia iraniana, fornisce all’Iran armi, tecnologia e dati di intelligence.
    Vero che fornisce pure all’Ucraina componenti per i droni, è leggermente salita nel debito pubblico USA a 660 miliardi di dollari, però gli USA stanno cominciando a perdere la stampella nipponica, la banca centrale giapponese ha venduto 70 miliardi di dollari di titoli di stato americani per sostenere lo yen, quindi da quel lato il Tesoro americano ha perso una stampella vitale.
    Considerando che la Sud Corea sta vedendo le sue società più importanti collassare in borsa con tutto l’indice, quindi gli alleati USA in Asia orientale stanno crollando e con essi le basi per attaccare la Cina.
    Secondo alcuni analisti presto gli USA lanceranno un grande attacco di terra all’Iran, mentre il conflitto in Ucraina si inasprisce sempre di più e i russi colpiscono duro Kiev e i porti intorno ad Odessa, mentre nel Donbass è iniziata la battaglia finale.
    Il conflitto tra anglo-sion e le potenze eurasiatiche sta entrando nella fase culminante e se c’è una potenza che lo sta vincendo è la Cina.

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