Il “nuovo stile di vita” degli immigrati non convince i romani delle periferie: rivolte a ripetizione

di Luciano Lago

Ci aveva preavvisato la Presidente Laura Boldrini, terza carica della Repubblica, la quale  aveva detto solennemente e testualmente ” …..gli immigrati ci offrono uno stile di vita che presto sarà uno stile di vita diffuso per tutti noi, loro sono l’avanguardia di quello che presto sarà uno stile di vita per moltissimi di noi…...”  Vedi: “I migranti ci offrono uno stile di vita…...

Non sembra però che lo “stile di vita” dei nuovi migranti , quelli arrivati con l’operazione “Mare Nostrum”, sia stato molto apprezzato dai residenti nelle borgate romane di Tor Sapienza, di Torre Angela, Ponte di Nona o di Corcolle , visto che anzi sono scesi in piazza a centinaia per protestare contro il degrado, i furti, gli scippi, i tentativi di violenza sulle donne, assediando il centro di accoglienza dove vengono ospitati (a spese dei contribuenti )alcune centinaia di clandestini africani e nordafricani.

– Tommaso Ippoliti, il presidente del comitato Tor Sapienza , ha raccontato che, da quando sono arrivati questi immigrati, il degrado è aumentato nel quartiere con episodi ripetuti di violenza, furti negli appartamenti, aggressioni, ecc.. -. “Da anni questa borgata è stata abbandonata – ha riferito – non si può uscire la sera e ultimamente le aggressioni e i furti sono aumentati. Qualche giorno fa una ragazza che portava a spasso il cane è stata molestata nel parco in pieno pomeriggio. Come comitato prendiamo le distanze dagli episodi di violenza della scorsa notte, ma la gente è giustamente esasperata – dice Ippoliti -. Chiediamo più sicurezza».

Alcune centinaia di persone sono scese in strada l’altra sera ed hanno dato vita ad una vera rivolta di popolo, sono scoppiati tumulti con lanci di pietre, barricate, incendi di cassonetti e scontri con le forze di polizia intervenute. Gli episodi si erano verificati anche la sera precedenza e sono del tutto simili a quelli avvenuti nella borgata di Corcolle (Tiburtina) dove era stata aggredita dagli immigrati anche una autista dell’ATAC (l’azienda di trasporti). Roma, nelle sue periferie divenute come era il Bronx, una città violenta ed intollerante. Vedi: Da Tor Sapienza parte la rivolta delle periferie

I gravi fatti avvenuti nelle  periferie  romane  dimostrano  quello che facilmente si prevedeva: la sconsiderata e demenziale apertura dell’ Italia all’immigrazione di massa di clandestini e disperati provenienti dall’Africa innesca fenomeni di ulteriore degrado sociale, aumento della criminalità, guerre fra poveri, nelle zone più emarginate delle nostre città. Vedi: Italia boom di affari per i trafficanti e per le mafie….

Nella migliore delle ipotesi, questa massa di clandestini entrati spesso senza essere neppure identificati, diventano mano d’opera di riserva per lo sfruttamento di imprenditori privi di scrupoli e per le mafie ed i trafficanti che infestano il paese.
In pratica, quello che la Boldrini chiama lo  “stile di vita”,  per  una buona parte dei clandestini entrati in Italia si configura nelle attività di delinquenza predatoria ai danni dei cittadini, italiani e residenti stranieri regolari, con gravi rischi per le famiglie, per le donne oggetto di tentativi di violenza, per le proprietà (appartamenti, negozi, auto) oggetto di furti e razzie.

Tuttavia questo problema non tocca i personaggi politici patrocinatori dell’apertura delle porte all’immigrazione clandestina, come la Boldrini, come Angelino Alfano, ineffabile ministro dell’interno, come Pisapia, sindaco di Milano e l’altro  l’ineffabile sindaco di Roma, Marino.

Per loro, esponenti e sostenitori di quella sciagurata ideologia mondialista che anche da Bruxelles si vuole imporre all’Italia, è più importante pontificare in astratto sullo “stile di vita” dei migranti, sul dovere di integrarli anche quando questa integrazione è rifiutata dagli stessi migranti, gelosi delle loro tradizioni, religione  e culture.

Per i politici mondialisti è necessario far entrare in massa i clandestini ed accoglierli a spese di uno Stato che dimostra di non avere ne’ soldi ne’ volontà per fronteggiare la miseria ed il disagio in cui si trovano migliaia di famiglie italiane. Si tratta ormai di un razzismo alla rovescia: per i politici di governo e delle istituzioni vengono sempre prima gli immigrati clandestini, meglio ancora se zingari o rom, rispetto all’Italiano in miseria.

Per i primi si trovano alloggi anche in alberghi a 3 stelle con diaria giornaliera, pasti gratis, energia elettrica ed acqua corrente  gratis, assistenza sanitaria gratuita e generi di conforto, per la famiglia italiana o per l’anziano in povertà, nulla di tutto questo, deve pagarsi tutto, se ne ha la possibilità, altrimenti deve rovistare nella spazzatura e accamparsi in una roulotte rimediata a sue spese (vedi a Roma gli accampamenti dei senza casa italiani in roulottes o camper davanti al cimitero del Verano), nella totale indifferenza delle autorità le quali anzi, in alcuni casi, provvedono a sequestrargli anche il mezzo di fortuna perchè sprovvisto di assicurazione. Un accanimento contro i poveri.

Questi tumulti scoppiati a Roma potrebbero essere il primo sintomo di risveglio di una popolazione cloroformizzata ed inebetita dalla propaganda delle TV e dei media che spesso presta fede alle “favole” raccontate dai politici e dai giornalisti del pensiero unico corretto, quello che predica, fra le altre cose, la società multiculturale come” fattore di progresso”, una predica abituale dei burattini politici, complici dei potentati finanziari e dei centri di potere globalisti e sovranazionali. Un risveglio ed una presa di coscienza dei cittadini che ci sembrano auspicabili e necessarie, di fronte all’annientamento sociale che stanno realizzando le politiche antinazionali ed antipopolari imposte al governo italiano, teleguidato dell’oligarchia di Bruxelles e di Francoforte.

Una massa organizzata di cittadini che si risveglia dal torpore, prende coscienza del proprio stato, si organizza e presidia pacificamente ma risolutamente  i centri nevralgici utilizzati dai governanti , dove vengono attuate le sopraffazioni ai danni del popolo, potrebbe non essere facilmente ridotta all’impotenza neppure dalla più dura repressione del potere.

L’elite di potere che dietro i burattini di facciata (i governanti italiani) tiene le fila ed ha il suo piano per omologare il paese ed appropriarsi delle sue ricchezze e del suo patrimonio, aveva già previsto l’immigrazione di massa come uno dei fattori risolutivi per annientare la cultura, l’identità e la capacità di reazione della popolazione italiana, già sottoposta al salasso dei mercati finanziari grazie all’euro ed all’Unione europea.

Se i cittadini reagissero ribellandosi, come sta accadendo nelle periferie romane ed in altre parti d’Italia, allora si verrebbe  a neutralizzare uno degli elementi chiave nella strategia di annientamento del paese, l’immigrazione che permette l’entrata di una massa di manodopera di riserva per le mafie e per le imprese multinazionali. Gli altri elementi della strategia sono da ricercare nelle privatizzazioni dei servizi pubblici e nelle politiche di spoliazione economica attuati dai governi fantoccio della Troika europea e sovranazionale.

Basterebbe un inizio ed il piano di spoliazione potrebbe essere fermato, prima che sia troppo tardi. Vedi:  l’elite  globalista e rischi di rivolta.

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