Il nuovo accordo tra Iran e Cina scombina i piani degli USA in Medio Oriente?

L’accordo strategico sino-iraniano cambierà il volto del Medio Oriente. Questo accordo va oltre la Via della Seta e potrebbe avere un impatto negativo sul dominio del dollaro in una regione in cui scorre il petrolio. Il governo iraniano ha discusso e approvato la bozza finale di una tabella di marcia di 25 anni per le relazioni strategiche Iran-Cina in una riunione regolare di lunedì 22 giugno.

“Il ministero degli Esteri iraniano è stato incaricato di svolgere gli ultimi round di negoziati con la parte cinese e di organizzare la firma del documento da parte dei due paesi sulla base di interessi reciproci a lungo termine”, ha affermato il presidente iraniano, Hassan Rohani, che ritiene che l’obiettivo principale di questo piano sia quello di promuovere la cooperazione strategica bilaterale a livello regionale e internazionale utilizzando un approccio reciprocamente vantaggioso. “

Il quotidiano libanese Al Akhbar sottolinea al riguardo: “Le leggi della fisica dicono che la pressione genera un’esplosione, ma in politica c’è chi cerca di sfruttare la pressione ostile per diversificare le proprie opzioni, al fine di” aprire nuove porte alle economie nel quadro della politica delle sanzioni. E l’Iran è uno di questi e non smette di moltiplicare le opportunità a causa della politica di massima pressione subita da parte degli Stati Uniti. Pechino e Teheran hanno recentemente firmato un accordo di cooperazione strategica di 25 anni, che secondo gli esperti iraniani renderà il loro paese il primo alleato della Cina in Medio Oriente.

In altre parole, proprio come ha fatto con la Russia, l’Iran sta per rompere unilateralismo americano e portare la Cina in Medio Oriente “.

Il cancelliere iraniano Zarif a Pecino in riunione con la dirigenza cinese

“Teheran non ha rivelato i dettagli di questa cooperazione, ma ha iniziato a parlarne seriamente all’inizio dell’anno scorso, quando una delegazione iraniana senior ha visitato la Cina. Al momento, si discute dell’aspetto economico. All’inizio di settembre, dopo i colloqui di Zarif a Pechino a fine agosto, la rivista “Petroleum Economist” ha annunciato che la Cina intendeva investire 280 miliardi di dollari nei settori del petrolio iraniano, del gas e dei prodotti petrolchimici. La rivista, specializzata in questioni energetiche, ha citato una fonte di alto livello del ministero del petrolio iraniano affermando che questo accordo era stato confermato durante la visita di Zarif. La rivista ha anche riferito che la Cina si è impegnata a investire altri 120 miliardi di dollari in infrastrutture petrolifere e industriali in Iran.

“Il frutto minore di questo accordo è che una volta che sarà attuato, la Cina acquisterà più petrolio iraniano e pagherà i due terzi del prezzo in contanti e l’altro terzo sotto forma di beni e servizi. La Cina inizierà a realizzare progetti economici e investirà in progetti infrastrutturali che apriranno la strada a milioni di iraniani per trovare lavoro e l’Iran diventerà un hub per le principali fabbriche cinesi, che distribuiranno i loro prodotti da lì al Medio Oriente e all’Asia occidentale e Nord-ovest, invece di spedire prodotti dalla Cina. Una fonte iraniana ben informata spiega ad Al Akhbar che l’obiettivo dell’accordo è “assicurare ai cinesi che l’Iran continuerà a cooperare con loro anche se le loro controversie con i paesi occidentali saranno risolte e che possano contare sull’Iran come alleato strategico.


Fonte: Al Akhbar
https://seenthis.net/people/al-akhbar

Traduzione: Luciano Lago

7 Commenti

  • Aureliano71
    1 Luglio 2020

    Avanti così, solo uniti si può sconfiggere il comune nemico

  • Ivan
    1 Luglio 2020

    Ok. Ma,il.dollaro non doveva essere abbandonato???

  • eusebio
    1 Luglio 2020

    Non bisogna fare confusione sulla situazione in medio oriente, non è che gli USA siano lì perchè ci vogliono stare di loro volontà ma perchè la minoranza giudaica risibile (4 o 5 milioni di ebrei magari solo con un genitore o nonno ebreo) essendo molto ricca e molto potente ce li tiene per proteggere la criminale entità sionista.
    In realtà la popolazione non ebrea americana si è stufata di combattere le guerre del piccolo popolo speculatore e di spendere 700 miliardi di dollari l’anno in inutili spese militari, i folli megalomani che governano Tel Aviv credono di essere i padroni del mondo e di poter sfidare impunemente colossi come Cina, Russia e Iran, i quali invece intrecciano sempre più i loro legami politici, economici e militari, aspettando fiduciosi il crollo del dollaro come valuta centrale del trading mondiale, nonchè l’esplosione del debito pubblico USA ormai imminente, prima di regolare i conti con la piccola tribù.

    • Teoclimeno
      1 Luglio 2020

      Egregio Signor EUSEBIO, il suo esauriente commento mi ha evitato il lavoro di Sisifo di commentare a mia volta. Molti cordiali saluti. TEOCLIMENO

  • Giorgio
    1 Luglio 2020

    Mi associo a Teoclimeno ed Eusebio…. Analisi perfetta…..

  • Mardunolbo
    2 Luglio 2020

    Il commento elogiato di Eusebio trascura il semplice ed accertato fatto che “la piccola tribù” sta spostando “armi e bagagli” in Cina dopo aver devastato e succhiato a sufficienza gli Usa.
    In Cina buona parte del lavoro è già stata fatta: stato poliziesco/militare, abitudine all’obbedienza piena allo stato con la filosofia confuciana , capacità reattiva cinese come massa non come individuo, presenza di super-ricchi , ateismo di stato e persecuzione antireligiosa, presenza di appositi campi di rieducazione (laogai) ben funzionanti e riempiti da schiavi . Il quadro è perfetto e meraviglia che non lo si voglia vedere, ma ognuno plaude a quel che vuol vedere di positivo !

    • Teoclimeno
      2 Luglio 2020

      Egregio Signor MARDUNOLBO, ho viaggiato in lungo e in largo in Cina, e quanto esposto da Lei mi è noto. Tuttavia ci tengo a sottolineare che la politica che il Governo cinese pratica nei confronti dei suoi cittadini mi interessa relativamente poco, in quanto io valuto tutte le politiche dei singoli stati, solo ed esclusivamente in funzione delle ricadute che possono avere sul nostro Paese. Insomma, facciano tutti quello che vogliono, ma l’importante che le loro politiche non coinvolgano l’Italia. D’altronde bisogna che ci rendiamo conto che i cinesi sono 1 miliardo e 400 milioni, e solo quelli di etnia Han sono cinesi. Gli altri appartengono a minoranze, a volte anche rumorose come nel Sinkiang, ma anche in Tibet. Inoltre hanno anche problemi “primaverili”come ad Hong Kong o Formosa. Anche la persecuzione religiosa è vera, vedere a tal proposito il trattamento riservato agli adepti del Falun Gong, ma anche l’ostilità verso il Cattolicesimo. È in ogni caso risaputo, che le religioni vengono spesso usate come Cavallo di Troia per scardinare il sistema politico. A tal proposito conviene chiedere ai nicaraguensi quale comportamento abbia tenuto la Chiesa Cattolica, prona alle richieste USA, che osteggiava attivamente la costruzione del Canale del Nicaragua, finanziato proprio dalla Cina. Spero stia bene. Molti cordiali saluti. TEOCLIMENO

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