di Melvin A. Goodman
“I cittadini di Gaza sono intrappolati in una prigione che è stata creata in decenni”,
– Mark Landler, New York Times, 8 ottobre 2024.
Gaza è una “grande prigione all’aperto”.
– Il primo ministro britannico David Cameron, 28 luglio 2010.
Quattordici anni dopo che il Primo Ministro britannico David Cameron aveva accusato Israele di aver creato una “grande prigione all’aperto” a Gaza, il New York Times ha finalmente riconosciuto che i palestinesi di Gaza sono stati “effettivamente imprigionati… in una striscia di terra di 141 miglia quadrate tra Egitto e Israele che è diventata una zona di morte”.
Lo stesso giorno, il Washington Post ha finalmente riconosciuto che ci vorrebbero “80 anni per ricostruire tutte le case distrutte di Gaza” se il ritmo della costruzione “rispecchia i conflitti precedenti”. Israele ha bombardato Gaza in diverse occasioni precedenti, ma l’anno scorso ha visto “una scala di distruzione senza precedenti”, secondo le Nazioni Unite”
Una valutazione satellitare delle Nazioni Unite ha registrato che i bombardamenti e gli attacchi aerei israeliani hanno “danneggiato oltre il 65 percento delle strutture a Gaza, tra cui 230.000 case. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ci siano almeno 10.000 corpi sepolti sotto questi edifici. Sgomberare le macerie e raggiungere questi corpi sarà particolarmente difficile perché circa il 70 percento della rete stradale di Gaza è stata danneggiata. La polvere tossica e i detriti dei bombardamenti israeliani nel corso degli anni hanno causato problemi di salute a lungo termine, secondo Natasha Hall, ricercatrice senior presso il Center for Strategic and International Studies. I sottoprodotti tossici dell’attuale guerra probabilmente inquineranno la già limitata riserva idrica di Gaza, secondo il Washington Post, e causeranno senza dubbio molti altri gravi problemi di salute.

I media mainstream sono stati molto lenti a riconoscere la collaborazione israelo-egiziana che ha imprigionato Gaza sin dalla vittoria elettorale di Hamas nel 2005, che ha sostenuto Hamas per la sua opposizione a Israele e per aver fornito assistenza sociale, scuole e asili nido ai residenti impoveriti del territorio. Hamas ha vinto 75 seggi su 118, lasciando Fatah con 39.
Oltre due milioni di palestinesi sono stati in questo lockdown negli ultimi 17 anni. Dal 2007, Israele ha vietato ai palestinesi di lasciare Erez, il valico passeggeri da Gaza a Israele; è attraverso Erez che possono raggiungere la Cisgiordania e viaggiare all’estero attraverso la Giordania. Ai palestinesi non è consentito gestire un aeroporto o un porto marittimo a Gaza e le autorità israeliane limitano severamente l’ingresso e l’uscita delle merci. Di conseguenza, la ricostruzione di Gaza richiederà decenni, se sarà possibile creare una Gaza postbellica.
Israele ha anche reso impossibile per i palestinesi di Gaza trasferirsi in Cisgiordania. A causa delle restrizioni israeliane, migliaia di residenti di Gaza che sono arrivati con permessi temporanei e ora vivono in Cisgiordania non sono in grado di ottenere la residenza legale. Sebbene Israele affermi che queste restrizioni sono legate al mantenimento della sicurezza, ci sono ampie prove che la motivazione principale è quella di limitare la demografia palestinese in Cisgiordania, la cui terra Israele cerca di mantenere, in contrasto con la Striscia di Gaza.
L’Egitto non è migliore di Israele quando si tratta dell’umiliazione dei palestinesi che cercano di lasciare Gaza per legittime ragioni mediche. I genitori di un bambino di 7 anni con autismo e una rara malattia cerebrale hanno affermato di aver cercato di viaggiare per cure mediche per lui nell’agosto 2021; le autorità egiziane hanno permesso l’ingresso solo al bambino e a sua madre. La madre ha affermato che il loro viaggio di ritorno a Gaza è durato quattro giorni, principalmente a causa della chiusura di Rafah. Durante questo periodo, ha affermato, hanno trascorso ore ad aspettare ai posti di blocco, in un caldo estremo, con suo figlio che piangeva senza sosta. Ha affermato di essersi sentita “umiliata” e trattata come “un animale”, osservando che “preferirebbe morire piuttosto che viaggiare di nuovo attraverso Rafah”.

Gente in fuga da Rafah
Le leggi di occupazione consentono alle potenze occupanti di imporre restrizioni di sicurezza ai civili, ma richiedono anche loro di ripristinare la vita pubblica per la popolazione occupata, cosa che Israele non ha mai fatto e che la comunità internazionale ha ignorato.
Un’occupazione prolungata, come quella di Gaza, richiede che l’occupante sviluppi risposte strettamente mirate alle minacce alla sicurezza; queste devono ridurre al minimo le restrizioni sui diritti. Israele non l’ha mai fatto e i media mainstream non hanno mai prestato attenzione all’effetto debilitante della riluttanza israeliana a rispettare i diritti umani dei palestinesi.
Per anni, Human Rights Watch ha documentato i casi di palestinesi a Gaza a cui è stato negato il permesso di raggiungere la Cisgiordania o Gerusalemme Est per opportunità professionali e formative. Nel 2019, una squadra di calcio di Gaza aveva programmato una partita in Cisgiordania con una rivale in una partita che avrebbe determinato il rappresentante palestinese nella Coppa d’Asia. La squadra di Gaza ha richiesto permessi per l’intera squadra di 22 persone e per i 13 membri dello staff, ma Israele ha concesso i permessi solo a quattro persone, di cui solo una era un giocatore.
Negli ultimi 17 anni, Israele ha limitato l’uso dell’elettricità a Gaza, ha costretto a scaricare le acque reflue in mare, si è assicurato che l’acqua rimanesse imbevibile e ha sopportato carenze di carburante che hanno causato la chiusura dei piani di bonifica. Le azioni di Netanyahu assicurano il perpetuarsi della disperazione tra coloro che sono costretti a vivere in queste condizioni. Tale disperazione porterebbe qualsiasi essere umano a credere che la resistenza violenta sia l’unica risorsa. C’è un paragone qui con il ghetto di Varsavia del 1943?
Nessuno potrà mai giustificare la brutalità dell’invasione di Israele da parte di Hamas il 7 ottobre, ma le condizioni brutali che Israele ed Egitto hanno imposto ai cittadini di Gaza aiutano a spiegare le motivazioni di quell’invasione.
Ci sono due fattori convincenti che spiccano in qualsiasi esame della crisi a Gaza: la persistente intransigenza del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e la riluttanza israeliana a perseguire una soluzione diplomatica e politica alla tragedia palestinese. Come una lunga serie di politici israeliani, Netanyahu è favorevole all’umiliazione totale del popolo palestinese. L’invasione di Hamas del 7 ottobre era inevitabile.
Melvin A. Goodman è un ricercatore senior presso il Center for International Policy e professore di governo presso la Johns Hopkins University. Ex analista della CIA, Goodman è autore di Failure of Intelligence: The Decline and Fall of the CIA e National Insecurity: The Cost of American Militarism . e A Whistleblower at the CIA . I suoi libri più recenti sono “American Carnage: The Wars of Donald Trump” (Opus Publishing, 2019) e “Containing the National Security State” (Opus Publishing, 2021). Goodman è editorialista di sicurezza nazionale per counterpunch.org .
Fonte: Counter Punch
Traduzione: Luciano Lago

9 commenti su “Il New York Times ammette finalmente che Gaza è una prigione all’aperto”
Il New York Times scopre l’acqua calda ! Cioè che Gaza è un immenso lager a cielo aperto ! In effetti i sionisti hanno fatto un salto di qualità rispetto ai tanto deprecati lager nazisti ! Appunto i nazisti realizzarono numerosi lager (Auschwitz, Dachau, Treblinka, Birkenau e tanti altri) mentre i sionisti (da bravi usurai) hanno realizzato che non era conveniente realizzarne cosi tanti e hanno pensato “bene” di costruirne uno solo, ma gigantesco, rinchiudendo con un enorme muro, l’intera Gaza, cioè un solo lager per 2 milioni e mezzo di persone ! Poi diciamo che la razza umana non si evolve mai, mentre invece i sionisti sono all’avanguardia mondiale in fatto di tecniche di sterminio !
Tutti ricordano che erano lager di sterminio!?… ma nessuno dice che erano poli industriali. Si andava a lavorare ad Auswitz.
Eureka!… ci son voluti soli quarant’anni ma ci sono arrivati anche loro!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
E’ dal 2006 che Gaza è circondata da mura alte 6 metri + reticolato + videosorveglianza h/24. 2.200.000 persone rinchiuse e vessate in ogni modo. OGGI da un anno BOMBARDATE! Dove sono stati finora i giornalisti NYT? Onestamente a me fanno schifo!
Quindi??? Una nazione di tale inumanita’, immoralita’, e disprezzo delle norme internazionali, che blatera l’ipocrita ritornello che deve difendersi, va spazzata via dalla terra!!!
L’ aspetto più vergognoso della storia, ovviamente senza considerare quello del terrore ebraico, e’ che sia la missione Unifil che i capi del cosiddetto occidente in carica o meno sanno tutto dal 2006. Ed anche l’ Onu che opera in Palestina da quasi trent’anni. Non una parola ufficiale proferita sulle condizione disumane del lager di Gaza. Uno schifo che deve cessare assieme alla cosiddetta egemonia Nato.
Stavo meditando su alcune questioni relative al 7 ottobre e vorrei conoscere il suo parere, Luciano.
Siamo tutti giustamente concentrati ad analizzare il comportamento anomalo del governo di Israele in merito alla strategia di difesa del proprio territorio.
La mia domanda, però, è:
per quale motivo Hamas il 7 ottobre decide di tentare la penetrazione in territorio controllato da Israele pur sapendo che realizzare lo sfondamento è cosa matematicamente impossibile?
Sappiamo che Netanyahu finanziava Hamas e che la penetrazione è stata possibile solo perché “Bibi” non l’ha ostacolata.
Forse i leader di Hamas sono d’accordo con Netanyahu?
Quali sono i tratti che oggi delineano i rapporti tra Netanyahu e Hamas?
La resistenza araba è vittima di accordi stipulati ai piani alti?
Perché a nessuno con un po’ di cervello verrebbe in mente di affrontare una simile impresa se non già consapevole della sua riuscita.
E questi eventuali accordi come influenzeranno il post genocidio?
Grazie Francesca per la sua domanda.
Le rispondo.
Fin dal primo momento, in una serie di articoli e in conferenze a cui ho partecipato, il sottoscritto ha messo in evidenza l’anomalia dell’episodio del 7 ottobre, ovvero l’uscita improvvisa di un folto gruppo organizzato di miliziani di Hamas, con tanto di trattori, moto, mezzi motorizzati e altro, senza che questo fosse rilevato dagli sbarramenti poderosi muniti di sensori elettronici che circondano il lager di Gaza. A questo sistema di allerta elettronico, di solito non sfugge neanche un piccione che voglia uscire da Gaza. Tanto più anomalo il ritardo di alcune ore con cui sono intervenuti gli elicotteri e le forze dell’IDF a reprimere il gruppo che ha avuto tutto il tempo di massacrare gli israeliani e rapire gli ostaggi. Alla luce di quanto avvenuto dopo, si può pensare che il governo di Netanyahu ed il Mossad abbiano voluto favorire l’incursione di Hamas per avere poi il pretesto di partire con la guerra di annientamento a Gaza e poi in Libano. Non si può escludere che il Mossad abbia infiltrato propri elementi in Hamas e questi abbiano informato il governo di quanto si stava preparando. Quello che sembra sicuro è il fatto che l’operazione di sterminio su Gaza ed il piano di pulizia etnica dei palestinesi era stato pianificato da tempo e si aspettava l’occasione per dargli inizio e presentarlo come una risposta all’aggressione terrorista di Hamas. Siamo in questo sviluppo accelerato ed è probabile chi siano coinvolti anche i servizi di intelligence degli USA. Niente in Medio Oriente avviene per caso e meno che mai in Israele. Mi riprometto poi di approfondire la questione a breve con un mio articolo.
Un saluto
Luciano Lago
Concordo con Luciano. Probabilmente, ma possiamo solo fare ipotesi senza prove tangibili e documentabili, il Mossad ha saputo dell’ attacco della guerriglia Palestinese. Per qualche arcano motivo o semplicemente perché tale azione confaceva ai loro progetti d’ espansione violenta e genocida, inizialmente non hanno fatto nulla per fermarla. O forse gl’ incursori arabi avevano dispositivi di disturbo elettronico emp, che hanno accecato le potenti difese elettroniche ebraiche. Causa la censura e la propaganda ebrea e’ quasi impossibile stabilirlo con certezza. Saluti.