Il Neocolonialismo e il risveglio dei popoli

di Luciano Lago

Il tratto distintivo della politica egemonica condotta dagli Stati Uniti d’America e dai suoi satelliti (Regno Unito e Francia) negli ultimi 50 anni si può individuare nella forma del neocolonialismo moderno.
Se si deve definire la natura di questo neocolonialismo si può fare riferimento ad una definizione fatta da alcuni autori che individuano nel Neocolonialismo un sistema di dominazione originariamente imposto sui paesi di recente indipendenza, ovvero mediante una politica neocoloniale realizzata dalle elite di potere occidentali con strumenti politici e tecno finanziari nuovi ed occultati alle masse.


Questa forma di dominazione consente di consolidare il sistema capitalista e liberista, massimizzare lo sfruttamento delle risorse dei paesi e mantenere l’influenza economica, politica e militare sui paesi sottoposti. Questi paesi e gli stati rimangono formalmente indipendenti ma sostanzialmente sono controllati dall’esterno.
L’obiettivo del neocolonialismo non si concretizza soltanto nella necessità di controllare economicamente e politicamente i paesi sottoposti ma considera anche come essenziale esercitare il controllo culturale delle comunità e delle popolazioni dipendenti. Si tratta di un processo che si ottiene mediante il massiccio utilizzo dei media e dei centri di educazione, nonché dell’industria culturale di questi paesi che vengono assoggettati ad un bombardamento di pubblicità, filmografia, musica, canzoni, proposizione di stili di vita consumistici e perfino di abitudini alimentari.
Una volta che questi prodotti si siano impiantati nel mercato, si produce una dipendenza commerciale, tecnologica e culturale da questi beni. Fondamentale nel realizzare la dominazione neocoloniale è il ruolo delle classi politiche al potere in questi paesi, le stesse che devono garantire alla potenza egemone la stabilità economica del paese, l’osservanza delle regole imposte, l’esecuzione delle riforme strutturali favorevoli alla continuità del sistema dominante.

Neocolonialismo USA in America Latina


Nella loro politica neocoloniale, gli Stati Uniti ed i loro satelliti si appoggiano agli organismi finanziari internazionali, come il FMI, la Banca Mondiale, il WTO, la Oms, le agenzie dell’ONU, ecc. che servono da strumenti di penetrazione, dominazione e controllo degli stati sottoposti che vengono subordinati alle direttive emesse da questi organismi in modo da costituire una garanzia degli interessi del grande capitale transnazionale. La struttura dello stato subordinato alla dominazione neocoloniale viene organizzata per assicurare lo sfruttamento delle risorse (minerarie, agricole, immobiliari e fondiarie) alle grandi corporations multinazionali a cui vengono dati in concessione i beni dopo opportune forme di privatizzazione imposte ai governi, a seguito di un sostanziale indebitamento con gli organismi finanziari.
Quando necessario l’elite di potere USA è ricorsa ad interventi militari o alla sobillazione di “rivoluzioni colorate” e “primavere arabe” per ottenere in forma indiretta il controllo politico dei paesi non conformi al suo dominio neocoloniale, ammantandosi di presunte finalità etiche quali “esportazione della democrazia” o “difesa dei diritti umani”.
Questo processo è di fatto quello applicato, nel corso degli ultimi decenni, dagli Stati Uniti ai paesi di tre continenti, dall’Asia al Latino America ed all’Africa per ottenere il controllo degli stati e delle popolazioni, in buona parte ancora in corso, se pure contrastato dall’emergere di altre potenze emergenti, la Cina in primis che, con la sua penetrazione economica, presenta un forte fattore di disturbo concorrenziale rispetto al neocolonialismo di marca USA.
La Cina rappresenta un forte concorrente rispetto agli USA in quanto offre non solo prodotti ma anche finanziamento di infrastrutture senza pretendere di imporre il proprio sistema politico.

Zio Sam espande il dominio USA


Il fattore nuovo in questi ultimi anni è stato quello di una serie di paesi che hanno fiutato l’inganno ed hanno avanzato richieste di indipendenza non solo politica ed economica ma che hanno rivendicato anche la difesa delle proprie culture originarie, delle proprie forme religiose e tradizioni storiche. Questo è accaduto sia nel mondo arabo, con la resistenza della Siria, del Libano, come in Asia, dall’Iran all’Indonesia, all’America Latina, dalla Bolivia e Cuba e al Venezuela con uno scatto di orgoglio nazionale che sta investendo anche le minoranze culturali e politiche di altri paesi.
Il grande gioco dell’Imperialismo globalista, che ha spostato capitali e produzione in tutto il mondo dove maggiore è stata la sua convenienza, è quello di mettere a tacere e soffocare le culture e le comunità per assimilare ed omologare questi paesi alla sua dominazione, utilizzando tutti gli strumenti di cui detiene il controllo.

Il risveglio dei istanze nazionalistiche ed identitarie dei popoli rappresenta il pericolo e una grande sfida alla dominazione globalista e neo coloniale che le elite di potere cercano in ogni modo di soffocare prima che questo risveglio possa mettere in questione il loro sistema di potere globale.
Questo che si presenta come uno scontro epico della nostra epoca investe anche l’Europa che, in alcuni settori, potrebbe giocare un ruolo di primaria importanza nel facilitare questo risveglio delle culture e trainare verso una nuova prospettiva di civilizzazione che potrebbe rompere quella cappa di dominazione culturale e mercantilistica che oggi opprime i popoli.

2 Commenti

  • Teoclimeno
    8 Luglio 2020

    L’obiettivo del Neocolonialismo è anche quello di indurre i paesi sottoposti a votare nelle grandi organizzazioni internazionali, (ONU, FMI, OMS, etc.) secondo i desiderata del paese egemone. Allo stato attuale delle cose non credo, che ci siano le condizioni per porre fine alla dominazione pervasiva dell’Europa, e soprattutto dell‘Italia, da parte delle oligarchie anglo-sioniste. Penso che questo potrà avvenire solo come conseguenza di un rovescio militare del loro braccio armato NATO su alcuni fronti caldi: il Medio Oriente, il Mar Cinese Meridionale, il Mar delle Antille. Oppure il Mar Nero, il Mare di Barents, ma anche lungo i confini della Russia. I tempi per raggiungere la nostra indipendenza sono molto stretti, in quanto il paese egemone ha occupato tutti i posti di potere imponendo la sua agenda. Hanno persino infiltrato con i loro galoppini a libro paga questo sito, seminando continuamente dubbi e discordia fra i lettori.

    • atlas
      9 Luglio 2020

      o tuoi sono affari italiani. Mi auguro presto che nel Regno delle Due Sicilie tornino a governare i Borbone, la vostra colonizzazione sta finendo

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