Il mondo sta attraversando “una rivolta senza precedenti” contro l’ordine stabilito dall’Occidente

di Infos d’Alahed

L’anno 2022 è stato un anno di “de-occidentalizzazione”, poiché sempre più stati – dalla Cina all’America Latina all’ASEAN – ” rifiutano silenziosamente ma fermamente l’ordine mondiale occidentale “, afferma un finanziere cinese. Secondo lui, nel 2023 questa tendenza non farà che consolidarsi.

Il mondo al di fuori dell’Occidente presenta oggi ” un quadro come mai visto prima “, giudica per il South China Morning Post il professore e preside esecutivo della “Renmin University of China” Wang Wen.

Insieme al ” tentativo radicale della Russia [con l’uso della forza militare] per cercare di rompere l’ordine internazionale dominato dagli Stati Uniti “, si tratta di una ” rivolta senza precedenti da parte di paesi non occidentali “, è convinto lo specialista della finanza.

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Per sostenere la sua posizione, cita alcuni esempi di questa “de-occidentalizzazione” in tutto il pianeta.

La rielezione del presidente brasiliano Lula da Silva significa che l’80% dell’America Latina è attualmente governata da leader di sinistra che prendono le distanze dagli Stati Uniti, afferma il professore cinese.

Idem nel sud-est asiatico, che di recente ha ospitato i vertici dell’Asean, del G20 e dell’Apec.

Secondo Wang Weng, il Medio Oriente è attualmente concentrato sul ” suo sviluppo strategico indipendente “.

Ecco eventi come la Coppa del mondo in Qatar o il vertice del Consiglio di cooperazione tra Cina e Golfo (GCC).

Inoltre, la Cina sta registrando un aumento degli investimenti esteri e si colloca già al primo posto nella produzione manifatturiera e nel commercio di beni.

Verso una “deoccidentalizzazione irreversibile”
L’autore dell’articolo desidera sottolineare che non si tratta di un confronto aperto o di un conflitto, ma del fatto che i paesi non occidentali si concentrano sui propri interessi nazionali e ” rifiutano silenziosamente ma fermamente l’ordine mondiale occidentale “.

“ L’Occidente non può fermare questa tendenza. Gli Stati Uniti hanno guidato il mondo nelle maggiori crisi del secolo scorso, ma la loro leadership è diventata meno convincente in seguito alla pandemia di Covid-19 e alla guerra in Ucraina ”, osserva il professore.

Per lo specialista della finanza, nel 2023, ” il mondo non sarà mite, ma il movimento di de-occidentalizzazione è irreversibile e non potrà che evolversi “.

fonte: Alaed Info

Traduzione: Gerard Trousson

10 Commenti
  • Francesco
    Inserito alle 16:05h, 04 Gennaio Rispondi

    La domanda è:
    “Conviene considerarci parte dell’intero mondo?”
    Non so rispondere. Spero che la risposta non sia delegata “ai posteri”.
    Non risponderanno, prenderanno atto dei cambiamenti già avvenuti

  • luther
    Inserito alle 16:49h, 04 Gennaio Rispondi

    Vero quel che dici tuttavia, penso che un buon punto di partenza sia la rivalutazione della sovranità degli stati, dei popoli e delle loro tradizioni,, dei valori così ferocemente aggrediti dalla globalizzazione. Succederà? Credo che questo processo sia già cominciato. E sarà l’occasione vera per un nuovo inizio. Il giogo era diventato troppo pesante, sempre più pesante. È diventata inevitabile l’insurrezione. Vedremo come andrà.

  • nicholas
    Inserito alle 16:58h, 04 Gennaio Rispondi

    Nella storia gli imperi non durano mai per sempre. Prima o poi crollano.
    L’impero Ottomano, durò 800 anni circa. Alla fine si è dissolto.
    La stessa fine farà l’impero occidentale.
    Ormai un nuovo modello economico/politico e sociale è nato in Asia(Samarcanda il 15 settembre 2022), che si sta estendendo velocemente in tutto il globo.
    L’ultima carta da giocare da parte dell’occidente è isolarsi. Lo stiamo vedendo con la Russia(guerra in ukraina), con la Cina(il virus) ed a presto con il
    Medio Oriente(Quatar gate).

  • antonio
    Inserito alle 20:03h, 04 Gennaio Rispondi

    ho votato Italiia Sovrana Popolare come altri migliaia in TrentinoAltoadiige
    contro virus e sieri obbligati – contro i blocchi dell’ economia – contro le sanzioni alla Russia – contro le armi all’ Ucraina dei golpisti – a favore degli accord di Minsk
    ma tanti voti temo siano stati eliminati
    troppo pochi per entrare in Parlamento – come è possibile ?
    in un mese avevamo visto le foile ai banchetti delle firme per il smbolo !
    in Parlamento avremo bloccato le sanzioni alla Russia e ci saremo salvati economicamente – ora siiamo rovinati se non ci muoviamo – e peggio contribuiamo a sostenere un criiminale regime genocida – askenazzista

    • Franco
      Inserito alle 20:55h, 04 Gennaio Rispondi

      Pienamente d’accordo!

    • enzo russo
      Inserito alle 13:26h, 05 Gennaio Rispondi

      vero è stato un sospetto di tanti , poi del resto dopo che abbiamo visto cosa sono capaci di fare in Usa .scenario piu che probabile….

  • eusebio
    Inserito alle 23:15h, 04 Gennaio Rispondi

    Mentre l’ex segretario generale NATO, il danese Anders Rasmussen, visita Taiwan portandole un appoggio morale che in realtà è un invito a provocare la Madrepatria magari proclamando l’indipendenza per poi essere lasciata da sola ad essere incenerita, il presidente filippino Marcos junior visita Pechino con il cappello in mano alla ricerca di finanziamenti e know-how per la ricostruzione della rete energetica nazionale, ormai insufficiente a sostenere una popolazione di oltre 100 milioni di abitanti in crescita, nel 2022 di oltre il 7% e con una crescita per l’anno iniziato di oltre il 6%.
    La Cina in precedenza aveva appoggiato il presidente Duterte nella repressione della guerriglia islamista di Mindanao, le Filippine sono per oltre il 90% cristiane mentre la minoranza del 3-4% vive nell’isola meridionale di Mindanao, e la guerriglia islamica era sostenuta dalla CIA, come era sostenuta dalla CIA dal mossad la guerriglia islamista delle minoranze islamiche, sempre tra il 2 e il 3%, di Birmania e Thailandia, paesi a grande maggioranza buddista a differenza delle Filippine, e con clasi dirigenti di origine cinese, tra cui in Thailandia pure la casa regnante, mentre nelle Filippine la classe dirigente è costituita da alcuni milioni di meticci spagnoli-malesi residenti a Luzon.
    Ultimamente gli USA avevano tentato di spingere Marcos a ripristinare una alleanza militare tra Filippine ed USA in funzione anti-cinese, magari ripristinando le basi militari americane nel paese, ma i legami economici tra la Cina e l’arcipelago sono troppo forti, come sono ormai inscindibili i legami politici ed economici degli altri paesi del Sud-Est asiatico con la Cina, tranne il Vietnam che però se riceve molti investimenti dagli USA e dai suoi alleati compra armi dalla Russia, per diversificare i suoi legami in politica estera, che comunque con la Cina sono ottimi.

  • antonio
    Inserito alle 01:15h, 05 Gennaio Rispondi

    solo così gl uomni si potranno salvare da un disastro folle e diabolico che distruggerà la vita la verità la giustizia e le coscienze

  • Vitruvio
    Inserito alle 01:41h, 05 Gennaio Rispondi

    Nel frattempo la Russia deve sconfiggere
    Definitivamente l’Ucraina,e fare fallire i piani usa,spero che Putin abbia capito che nessun negoziato è possibile,che deve togliersi i
    Guantini bianchi e usare una buona fetta del
    Potenziale militare che finora ha tenuto in
    Garage

  • Nuccio Viglietti
    Inserito alle 08:03h, 05 Gennaio Rispondi

    Quando ti rendi conto (ci sono voluti più di settant’anni per arrivarci!) che coloro che si presentano come “liberatori” in realtà ti stanno incatenando… beh è solo questione di tempo talvolta anche poco tempo!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

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