"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il mondo si trova immerso in quello che definiscono lo “SCONTRO DI CIVILTA'” (o si tratta di altro) ?

Si è svolto a Modena, presso il Circolo “La Terra dei Padri” un convegno che aveva per titolo: “Islam Europa USA quale è il vero scontro di civiltà”

Relatori: Enrico Galoppini e Luciano Lago

La teoria dello “Scontro di Civiltà” fu elaborata per la prima volta nel 1996 nella celebre opera di Samuel Phillips Huntington, un politologo statunitense, uno dei massimi esperti di politica estera, consigliere dell’amministrazione americana ai tempi di Jimmy Carter, direttore degli Studi strategici e internazionali di Harvard, fondatore di Foreign Policy.

Huntington era un affiliato alle nuove correnti politiche neocons degli USA  ed era anche un sodale del guru neoconservatore Bernard Lewis, un ideologo di queste correnti e fondatore dell’American Enterprise Institute (Istituto per le Imprese Americane). La stessa origine dell’uso recente del termine dovrebbe far sospettare delle reali motivazioni che hanno fatto diffondere l’idea propagandata  dello “scontro delle civiltà”.

Nella sua opera del 1996, Lo scontro delle Civiltà, Huntington sosteneva con forza il concetto che la civiltà cristiana occidentale fosse destinata ad entrare in conflitto con il mondo musulmano medio – orientale. Tuttavia la pubblicazione di questo libro avvenne quasi contemporaneamente, quando nel 1997, le correnti politiche dei neocons presero piede negli USA e resero noto il loro piano “Per un nuovo secolo americano”.

Con la scomparsa dell’URSS, avvenuta nel 2011, si era dissolto quello che era l’antagonista degli USA e del “mondo occidentale”. L’elite di potere USA avvertiva la necessità di crearsi un “nuovo nemico” per focalizzare la tensione su di quello e crearsi l’alibi per giustificare le nuove guerre in previsione nel Medio Oriente ed in Asia centrale.
L’elaborazione delle tesi di Huntingon hanno avuto origine nel contesto dell’ascesa politica dei gruppi neocons statunitensi che si riunirono in quegli anni all’interno di alcuni prestigiosi Think Tank, accademie e organismi ufficiali, dove si dedicarono a teorizzare quali strategie e quali azioni sarebbero state le più idonee per consentire agli USA di stabilire definitivamente la loro egemonia unipolare a livello planetario.

Convegni sulla scontro di Civiltà

La visione di fondo dei neocons era quella secondo cui agli Stati Uniti era stata assegnata la “missione” di traghettare il mondo verso un nuovo ordine mondiale dove Washington avrebbe imposto a tutti gli altri paesi il suo sistema politico e sociale, il suo modello economico ed il suo dominio unipolare. Questo era in sintesi l’idea dell'”eccezionalismo americano”.

Da questo gruppo si strateghi e di esperti, alcuni dei quali finirono poi a far parte dell’Amministrazione Bush, fu elaborato Il documento, intitolato “Rebuilding America’s Defences: Strategies, Forces And Resources for a New Century”, che fu scritto nel settembre del 2000 – quando Bush non era ancora presidente – dal Project for the New American Century (PNAC), uno dei numerosi think-tank della destra statunitense. Il testo fu redatto per un gruppo specifico di persone, che andarono poi a ricoprire incarichi non indifferenti: Dick Cheney, che divenne vicepresidente degli Stati Uniti; Donald Rumsfeld, segretario alla difesa con Amm. Bush; Paul Wolfowitz, vicesegretario alla difesa; Jeb Bush, fratello del presidente; e Lewis Libby, capo dello staff di Cheney.

Le tesi del Conflitto di Civiltà, scritte nel libro di Huntington, contribuirono a fornire la copertura ideologica e filosofica alle guerre che gli USA intrapresero in Afghanistan e nel Medio Oriente e si rivelarono particolarmente utili ai necocons dopo l’11 settembre: servìrono infatti a distogliere l’attenzione da qualsiasi considerazione che le guerre degli Stati Uniti fossere motivate dalla esigenza di stabilire il dominio di Washington sulle aree strategiche del Medio Oriente e che fossero una ripercussione per la propria politica.

Gli USA, nella visione dei neocons, seguaci delle teorie di Lewis e di Huntington, entravano in guerra per “portare la democrazia” in quei paesi.
I propagandisti USA per la guerra e per l’egemonia unipolare statunitense, assieme ai media controllati, hanno lavorato diligentemente per attribuire la responsabilità della violenza in Medio Oriente proprio all’Islam col quale, oggi, raccontano di ” essere in guerra”. Qualsiasi altra ipotesi viene oggi considerata “blasfemia” nei confronti del concetto di “eccezionalismo americano”.

La tesi centrale di Huntington è quella che, in un mondo che si avvia verso il nuovo secolo, le ideologie e le condizioni economiche non sono più i fattori determinanti per i conflitti e nel libro l’autore proclamava la fine di quella quell’epoca . Secondo Huntington, le religioni diventano il fattore fondamentale e il mondo si avviava a tornare verso uno stato di conflitti culturali e religiosi, allontanandosi invece dal concetto convenzionale di guerre tra stati.

In realtà, questa tesi era perfettamente funzionale alla visione dei neocons americani ed alla loro idea del nuovo orrdine mondiale che doveva prescindere dagli Stati nazionali. Secondo Huntigton, diminuire l’importanza dello stato ed attribuire il potere a grandi organismi internazionali avrebbe dovuto essere lo sbocco naturale e utile, dato che ne deriverebbero meno grandi guerre e grandi poteri centrali, in conformità al loro piano: i neocon ed il grande capitale dominante vogliono il governo mondiale e la scomparsa dei singoli stati.

La credenza popolare, alimentata dai propagandisti dei media, che un gigantesco conflitto di civiltà possa spiegare gli attuali conflitti e la diffusione del terrorismo, ben si innesta con gli sforzi propagandistici dell’Impero Americano di ispirazione neo-conservatrice (“neocon” nel testo). Non si può negare che esista un pericolo da parte di gruppi che vantano una propria associazione all’Islam e che predicano la violenza assieme a concezioni religiose radicali ed estremiste. Al Qaeda e l’ISIS indubbiamente esistono, si sa da chi sono sostenute ed utilizzate e delle complicità di cui hanno goduto e tuttora godono (principalmente da USA ed Arabia Saudita) ma voler affermare che solo queste organizzazioni siano responsabili di un grande “scontro” è volutamente fuorviante.

Questa interpretazione fuorviante e la grande mistificazione dello “scontro di civiltà” erano necessarie alla propaganda occidentale per guadagnare il consenso pubblico alle proprie guerre in Medio Oriente e per consolidare l’espansione dell’egemonia statunitense. Tuttavia, fino ad oggi, questa strategia non ha funzionato come l’elite di potere di Washington prevedeva.
Nel libro di Huntigton non si considera la profonda contraddizione data dal fatto dell’alleanza di vecchia data degli Stati Uniti e della Gran Bretagna con i regimi islamici più assolutistici, oscurantisti ed intolleranti, come l’Arabia Saudita, il Qatar e le Monarchie del Golfo.
Tanto meno si può riuscire a spiegare come e perchè avviene che, sul terreno di battaglia, in Siria come altrove, mussulmani e cristiani combattano fianco a fianco lo stesso nemico: il terrorismo takfiro armato e sostenuto da USA ed Arabia Saudita.

Il timore è quello che lo strumento utilizzato (il terrorismo islamico ) per galvanizzare e fuorviare l’opinione pubblica occidentale affinché sostenga le guerre, anche a costo di sacrificare la propria libertà, si possa poi ritorcere contro come un boomerang. Le deformazioni propagandistiche e l’appoggio fornito a gruppi che falsamente pretendono di rappresentare il 99% dei musulmani, servono soltanto gli interessi di coloro i quali, in Occidente, desiderano ardentemente questo scontro di civiltà per favorire i propri interessi.

Il vero scopo dell’attuale azione degli Stati Uniti e dei paesi occidentali contro l’ISIS in Siria ed in Iraq, anche se negato a parole, è soltanto quello di far cadere Assad e di smembrare entrmbi i paesi: la Siria e l’Iraq. Rientra nel vecchio obiettivo del piano di balcanizzazione del Medio Oriente elaborato dagli strateghi neocons. È il risultato di una politica che prosegue lunghe tradizionali linee della politica estera USA dell’ultimo mezzo secolo. Il coinvolgimento dei servizi USA nella creazione di Hamas e dei mujaheddin (Talebani), nel finanziamento dei Fratelli Mussulmani, è ben documentato.

L’enfasi sullo scontro delle civiltà ha più a che fare con uno spregiudicato pragmatismo che con un vero grande conflitto tra due civiltà. I sostenitori della guerra dovevano prima trovare o creare un nemico da demonizzare, per guadagnarsi il sostegno dell’opinione pubblica alle proprie stupide ed illegittime guerre “preventive”. La guerra in Iraq è stata costruita sulle bugie (le armi di distruzione di massa) per scatenare il timore ed ha favorito l’insorgenza del terrorismo. I leader americani, incitati dai neocon, continuano a propagandare una “crociata” contro l’Islam per giustificare la propria volontà di riorganizzare il Medio Oriente secondo i propri desideri ed interessi . La politica estera USA e il grande apparato dei mega media insistono nello sforzo di coprire e far dimenticare tutti i precedenti fallimenti ed i disastri che hanno provocato, questo per convincere la gente che il nemico è una grave minaccia alla sicurezza nazionale, che vuole cambiare il nostro modo di vivere e che la guerra è necessaria.

Luciano Lago

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  1. Mardunolbo 4 mesi fa

    Le Filippine, con Duterte, conoscono un risveglio di dignità ! Duterte , ragionando in modo molto semplice, dice:
    “non ho nulla contro Washington, ma loro vogliono che siamo alleati loro anche in caso di conflitto con la Cina…e poi ? cosa facciamo senza una difesa missilistica come la loro ? Preferisco che la mia nazione sia indipendente e fare una politica di buone relazioni con la vicina Cina e Russia. Gli europei ed americani ci trattano come fossimo ancora colonie. E’ ora di finirla !”
    https://www.rt.com/news/389105-duterte-west-russia-visit/?utm_source=spotim&utm_medium=spotim_recirculation&spotim_referrer=recirculation
    Non ho ancora sentito nè Berlusconi dei tempi andati, nè Renzi, nè Gentiloni dire frasi analoghe !

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    1. Silvia 4 mesi fa

      Vero, pero’ forse nelle Filippine ci sono meno basi USA-NATO che da noi, e la Cina e’ piu’ vicina.

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  2. Silvia 4 mesi fa

    Io ammetterei anche l’esistenza di uno scontro di civilta’. Quello che non capisco e’ che cosa abbiano fatto finora gli USA in pratica contro l’estremismo e il terrorismo islamico.

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    1. PieroValleregia 4 mesi fa

      Quello che non capisco e’ che cosa abbiano fatto finora gli USA in pratica contro l’estremismo e il terrorismo islamico.
      cit. Silvia
      semplice, lo foraggiano …
      saluti
      Piero e famiglia

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      1. Mardunolbo 4 mesi fa

        semplici osservazioni da “filosofo” che ha il coraggio di spiegare cose lapalissiane…ma su cui meditare bene !

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  3. Renè 4 mesi fa

    In parte sonod’accordo, ma in parte no: l’islam è sempre stato il nostro nemico, questo dalla sua nascita fin alla metà dell’ottocento quando le così dette guerre coloniali, ma in realtà allora erano chiamate le guerre contro i pirati e gli stati barbareschi, contro gli schiavisti islamici che rendevano non navigabile il Mediterraneo ed a rischio di saccheggio le coste anche italiane.
    Nel 1830 quando i francesi, che non ne potevano più di subire le scorrerie dei barbari islamici, conquistarono Tunisi vi trovarono un centinaio di schiavi europei in attesa di essere venduti ed il 1830 storicamente è l’altro ieri, le guerre contro i pirati maomettani furono necessarie per rendere navigabile in Mediterraneo e sicura la vita sulle sue coste.
    Dunque “Lo scontro di civiltà” c’è sempre stato da quando è nato l’islam, che altro non è che la divinizzazione del male, dell’omicidio, dello schiavismo, della rapina… maometto (ammesso che sia mai esistito un delinquente simile) codificò perfino la spartizione del bottino delle razzie.. l’islam è il naturale nemico di ogni civiltà.
    Che ci sia un “islam” umano è soltanto perchè esistono persone buone di cuore che nascono in un ambiente islamico e tentano di giustificare “il manuale del delinquente” (il corano) leggendo soltanto le prime sure, quando il predone assassino maometto non contava niente e subdolamente cercava di apparire un “buono” poi quando il potere del pazzo che sentiva le voci aumentò, allora la sua vera natura si palesò: fece lapidare, uccidere, sgozzare, rapire, rubare…
    l’islam è la religione dei delinquenti che ha come profeta un delinquente… è chiaro che una simile “religione” può andar bene per una tenia o una sanguisuga, ma per gl’esseri umani, non porta da nessuna parte, infatti terminata la spinta culturale dei dhimmi ovvero degl’ingegneri, degl’architetti che avevano ancora il sapere greco romano, terminò anche la “civiltà” attribuita agl’arabi, che in realtà non poteva essere araba, i quali erano solo banditi bevitori di piscio di cammello, analfabeti, la “civiltà” che degli storici in malafede attribuiscono agl’arabi era solo ciò che restava di quella greco romana.
    L’islam è sempre stato nemico della nostra civiltà… ma non l’unico nemico, ciò che capita oggi è che i nemici della civiltà occidentale, europea, usano la barbarie islamica per distruggerci…
    La storia si ripete, successe la stessa cosa quando gl’arabi conquistarono la Spagna: da dentro le città “amministratori” ed “usurai” aprirono le porte agl’arabi.

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    1. Mardunolbo 4 mesi fa

      D’accordo con Renè ! Analisi esatta, anche su “esistono persone buone di cuore che nascono in un ambiente islamico e tentano di giustificare “il manuale del delinquente” (il corano) leggendo soltanto le prime sure,…”

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  4. Fabrice McFab 4 mesi fa

    Di seguito qualche altro spunto interessante di riflessione, eccolo arriva!!

    Generale Leonid Ivashov : «Il terrorismo internazionale non esiste»
    di Leonid Ivashov

    Il generale Leonid Ivashov era capo di Stato Maggiore dell’esercito russo al momento degli attentati dell’11 settembre 2001. Avendo vissuto gli avvenimenti dall’interno, egli ce ne fornisce un’analisi molto diversa da quella dei suoi omologhi statunitensi. Come durante il suo intervento alla conferenza Axis for Peace 2005, in questa intervista egli spiega che il terrorismo internazionale non esiste e che gli attentati dell’11 settembre sono una messa in scena. Quello che vediamo è solo un terrorismo strumentalizzato dalle grandi potenze e che non esisterebbe senza di esse. Invece di fingere una “guerra mondiale al terrorismo”, egli sostiene che il modo migliore di ridurre gli attentati consiste nel ripristino del diritto internazionale e della pacifica cooperazione sia tra gli Stati che tra i loro cittadini….

    http://www.voltairenet.org/article133655.html

    Cordiali saluti.

    Fabrice

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