Il momento della verità si sta avvicinando nello scontro tra Occidente e Russia

di Luciano Lago
Le provocazioni dell’Impero anglo USA si possono sopportare per un periodo di tempo ma alla fine la pazienza si esaurisce.
Questo è esattamente quanto i massimi responsabili politici e militari della Russia stanno cercando di far capire a Washington con un messaggio molto deciso che non proviene soltanto dal presidente Vladi Putin ma anche dal suo vice ministro degli esteri Sergei Riabkov e da altri personaggi dell’entourage presidenziale.
La situazione ha superato il livello di guardia e l’escalation di violenza da parte del regime di Kiev, istigato e sostenuto dagli USA e dalla NATO, dimostra che esiste una direttiva che proviene da Washington per l’allargamento della guerra ed il coinvolgimento della Russia.
In questo contesto sono raddoppiate le forniture di armi all’Ucraina e tutto dimostra che gli strateghi USA hanno pianificato una guerra per procura contro la Russia in cui il regime di Kiev svolge il ruolo assegnato del provocatore.

L’obiettivo di Washington è quello di far impantanare e logorare la Russia in un conflitto di lunga durata che sarebbe in analogia a quanto avvenne con l’Afghanistan per la vecchia Unione Sovietica.
Questo spiega l’enorme incremento di forniture di armi che il Pentagono sta dirigendo verso l’Ucraina attraverso la Romania e la Bulgaria, paesi già usati come ponte all’epoca dello sforzo statunitense di destabilizzare la Siria, nella guerra per procura per rovesciare il regime di Assad e armare i gruppi terroristi. Anche in quel caso le armi partivano da lì utilizzando i grandi depositi presenti in quei paesi con l’assistenza della CIA. A sostegno dell’esercito ucraino gli anglo statunitesi e canadesi hanno inviato migliaia di militari in Ucraina mascherati da consiglieri militari ed hanno posizionato decine di caccia bombardieri F-15 nelle basi circostanti per disporre di una cintura di sicurezza protettiva.
Probabilmente questo incremento di forze e di preparativi, apparentemente determinato dal massiccio accumulo di truppe russe alla frontiera con l’Ucraina, potrebbe essere scambiato per un piano di difesa ma in realtà non lo è.

Gli Stati Uniti cercano di creare l’occasione, la scintilla per l’incendio di un conflitto fra Ucraina e Russia che sarebbe un piano concepito dagli strateghi USA per forzare la mano della situazione e trascinare la Russia in un conflitto da cui gli USA e la NATO si manterrebbero fuori, salvo fornire armi ed assistenza logistica al loro alleato e partner di Kiev.
L’assistenza USA all’Ucraina è già costata forniture per 2,5 miliardi di dollari e si avvicina ormai a raggiungere e superare i 4 miliardi. Ne vale la pena per cercare di neutralizzare il principale nemico dell’egemone americano sul fianco Est dell’Europa e mantenere il vecchio continente nello status di colonia americana coinvolta nei giochi di guerra dell’Impero, oggi con la Russia, domani con la Cina.
In realtà il conflitto in atto nel Donbass è già una guerra per procura contro la Russia ed è una guerra che non si è mai fermata ma anzi si è intensificata nell’ultimo anno con sconfinamenti e bombardamenti ormai giornalieri su obiettivi civili come case, scuole, infrastrutture e depositi di scorte alimentari delle Repubbliche del Donbass, con le inevitabili vittime civili.
L’Ucraina non rispetta gli accordi di Minsk, quelli stipulati nel 2015 che dovevano porre fine al conflitto e riconoscere una sostanziale autonomia delle repubbliche secessioniste dove risiede la popolazione di etnia russa.
Tuttavia questa guerra locale non basta più ed il piano degli strateghi americani è quello di allargare il conflitto obbligando la Russia ad intervenire.

Washigton fa leva sul fatto che la Russia non potrebbe abbandonare centinaia di migliaia di cittadini con passaporto russo che vivono nel Donbass….Sarebbe costretta ad intervenire e la propaganda occidentale indicherebbe Mosca come aggressore, rovinando i rapporti già tesi della Russia con l’Europa ed i particolare con la Germania. L’obiettivo finale di Washington rimane sempre quello di interrompere qualsiasi collaborazione economica, politica ed energetica della Russia con l’Europa e con la Germania, incluso il gasdotto Nord Stream che gli statunitensi vedono come il” fumo negli occhi”.
Tuttavia i russi non sono stupidi e Putin si trova in una posizione di attesa evitando di cadere nel gioco sporco di Washington ma piuttosto ha ribaltato agli USA la responsabilità di quanto accade ed ha inviato una precisa richiesta di garanzie di sicurezza che include lo stop all’allargamento della NATO verso est e la garanzia che non saranno realizzate basi militari e missilistiche in Ucraina e nei paesi baltici a pochi minuti di volo dalla Russia.

Conflitto Russia USA (Lavrov -Blinken)

Se la risposta sarà negativa da parte occidentale, come si prevede, allora la Russia si riserva di agire in forma tecnico militare alle provocazioni degli USA e della NATO e possiamo indovinare come si svilupperà tale risposta.
Il piano USA NATO deve necessariamente coinvolgere l’Europa che, salvo Polonia e paesi baltici, è decisamente restia a farsi coinvolgere in un conflitto con la Russia che sarebbe distruttivo e contrario agli interessi dei paesi europei. Tuttavia le classi dirigenti europee sono formate e supportate dalla UE e dalla NATO che sono due organismi strettamente collegati fra loro e sostenuti da Washington, in un tale intreccio di interessi che rende molto pericoloso per qualsiasi esponente politico prendere una posizione anti atlantista. Si rischia di persona di essere fatti fuori in senso politico (con scandali prefabbricati ad arte) o anche in modo fisico qualora particolarmente scomodi. Gli esempi non mancano e per questo i politici europei si accomodano sulla campagna martellante della “minaccia russa” e del contenimento di questa.
Putin prepara nel frattempo la sua contromossa e questa, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe essere il riconoscimento delle Repubbliche di Donetsk e di Lugansk con il conseguente invio di una forza russa di dissuasione che bloccherebbe il tentativo di aggressione delle forze ucraine e della NATO e renda definitiva la separazione di quei territori dall’Ucraina. Una mossa che sarebbe acclamata in Russia come altamente patriottica a tutela dei compatrioti russi e che renderebbe frontale la contrapposizione fra l’armata russa e le formazioni della NATO presenti nel paese. In quel caso la minaccia diventerebbe quella di colpire preventivamente qualsiasi installazione missilistica della NATO sul territorio ucraino e gli occidentali dovrebbero seriamente soppesare quali sarebbero le conseguenze di una guerra in Europa. Una riflessione riservata anche ai lacchè italiani degli Stati Uniti, come Salvini, la Meloni, Letta, Berlusconi e compagnia cantante.

Sarebbe quello il “momento della verità” e ciascuno dovrebbe indicare da quale parte stare.

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