"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il mito democratico

di  Francesco Stefano Girasoli

Abbiamo un grosso problema. Si chiama “mito democratico”. Cosa sia questa democrazia, in realtà, è una delle domande più difficili da porre alla modernità. “Democrazia”, come tutte le forme di governo di matrice aristotelica, è una parola che dinnanzi la crescente complessità dello scenario storico attuale risulta asfittica e finanche incomprensibile; o meglio, non riesce a esaurire sinteticamente la realtà.

La si declama impropriamente come terminologicamente sufficiente, ed è un errore. Altro conto è se si tratta della moderna democrazia rappresentativa. In tal caso le coordinate sono più precise e definitorie: è moderna, perché con buona pace di coloro che la pensano esistente già nell’antichità, è il frutto della filosofia politica contrattualista e giusnaturalista del XVII sec.; è rappresentativa perché si basa su una finzione politica estremamente raffinata chiamata “rappresentanza della volontà generale”.

La democrazia rappresentativa è teoricamente il sistema di governo intellettualmente più complesso, raffinato e delicato che sia mai stato partorito dalla razionalità umana. Questo perché pone le condizioni della sua esistenza esternamente alla sua pratica politica (che è la tecnica parlamentare): ossia sulla sussitenza di condizioni sociali successive alla sua instaurazione, e quindi ideologicamente poste e praticamente perseguite, quali la libertà e l’uguaglianza. Mettendo da parte la drammaticità del fatto di non sapere, a sua volta, cosa queste ultime due parole significhino esattamente, la moderna democrazia rappresentativa è tanto più sofisticata e meritoria di simili aggettivazioni perché è l’unica forma di governo che accetta la dialettica fra le forze, l’attitudine a generare conflitti.

La moderna democrazia rappresentativa ha catalizzato le contrapposizioni e le ha riconvertite in energia propulsiva per la macchina dello Stato moderno. E’ interpretabile alla stregua di un’azione razionalizzante della conflittualità effettuata da quel processo, identificato da Max Weber, di “razionalizzazione crescente” della società umana. Liste di proscrizione, notti di San Bartolomeo, purghe ed epurazioni cedono il posto al ricambio pacifico e ordinato dei vertici politici tramite lo strumento delle elezioni e la garanzia legittimante della legalità formale offerta dal diritto positivo. Si tratta, nientemeno, del passaggio dallo stato polemico allo stato agonale (Julien Freund).

Questo è certamente il dato pratico reale e apprezzabile. Ma qui inizia il problema del mito. Ossia quello secondo cui la moderna democrazia rappresentativa avrebbe fondato, lei sola, la degnità dello scontro dialettico tra le forze politiche e sociali e, sempre e solo lei, l’etica politica del rispetto dell’altrui opinione. Questo mito genera un’ombra mostruosa che inghiotte famelicamente tutta la storia del mondo fino al 1789 per etichettarlo come non etico, e non etico solo in quanto pretestuosamente “non libero”.

L’inganno è mefistofelico, poiché, perfettamente inquadrata nell’idea sacerdotale di “progresso” illuministico, la moderna democrazia rappresentativa risulterebbe l’esperienza politica apicale e dignificante massimamente tutto l’esistente. Tale mito asserve uno scopo e serve a dogmatizzare l’irrefutabilità ideologica di questa democrazia come insuperabile e sacra. Ma questa narrazione è dogmatica e formale tanto quanto viene denunciato esserlo stato il diritto divino. La moderna democrazia rappresentativa non è stata l’istitutrice di alcuna degnità dello scontro dialettico, è semmai stata la scaltra ideatrice di una metodologia razionale dello scontro, come lo fu il diritto internazionale dopo interminabili spargimenti di sangue all’alba del 1648.

Ad essere vero e misurabile non è il mito democratico, ma il weberiano processo di razionalizzazione, per cui le forze umane di ogni epoca e ogni esperienza politica hanno trovato sempre più il dove e il come per effettuare il processo decisionale. Si ritorni a leggere di cosa parlava Schumpeter quando scriveva di “democrazia procedurale”, ci si accorgerà che la storia continua inesorabile la sua corsa.

Fonte: Il Pensiero Forte

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  1. atlas 2 mesi fa

    Partito unico, che faccia gl’interessi Nazionali, senza chiacchere e scimmiottamenti anglo giudei

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    1. atlas 2 mesi fa

      Non serve che vi sia l’opposizione giudea che quando il sole esce ad est necessita che qualcuno sostenga per forza che esca da ovest per i loro interessi internazionali insinuandosi tramite i loro agenti in tutti i partiti e la Pubblica Amministrazione con la massoneria stando bene attenti a che nessuno abbia mai più del 50%

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  2. Eugenio Orso 2 mesi fa

    Quelli che sono nati nel “mito democratico”, fuorviante al punto che non consente di vedere la realtà sociopolitica, sono come quelli nati nella profondità della caverna di Platone, ricordando il suo Mito della Caverna in Repubblica.
    La realtà sociopolitica, dopo le ombre della manipolazione e dell’inganno che si agitano in questa “splendida” democrazia, è come il sole che abbaglia e causa sofferenza a coloro che sono sempre vissuti in catene nelle profondità della Caverna evocata da Platone …
    Abbiamo poche speranze di vedere la luce e comprendere, finalmente, l’inganno della democrazia-caverna …

    Cari saluti

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  3. Eugenio Orso 2 mesi fa

    Noto che questo articolo, a differenza di altri pubblicati di recente, è poco commentato e, forse, anche poco letto …
    E’ un vero peccato, perché il tema che tratta è di fondamentale importanza: il sistema di governo elitista che ci opprime, il voto ridotto a mero rito, la cosiddetta volontà popolare sistematicamente calpestata, il controllo delle masse sul piano politico, eccetera.
    Ci riguarda direttamente come nazione, perché anche il risultato delle elezioni politiche democratiche del 4 di marzo sarà stravolto , con l’inciucio di governo 5s e piddì, oppure un presdelcons “tecnico” che nessuno ha votato e vuole, come ad esempio Cottarelli(FMI!).

    Cari saluti

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    1. atlas 2 mesi fa

      nessuno commenta perché non sopportano la democrazia, probabile…probabile…

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  4. STREICHER 2 mesi fa

    Ma vede Orso questi sono argomenti triti e ritriti ,l’uomo Della strada nella sua egolatria vuole qualcosa di piu, uno stimolante o qualcosa che lo spiazzi il Sesso e e IL randello possibilmente sulla testa degli altri ,anche io non vede cambio Nome come mutande e’l’animo di ognuno vuole novita Entusiasmo qualcosa che non to lasci stravaccato abulico ,le guerre ecco Un buon argomento Per destare Interesse per tenere Ipnotizzato il Gregge di coglioni da tastiera ,le guerre Non servon ad altro dicevan I Futuristi I’ll popolino deve pur blaterare a vanvera un po

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