Il ministro ucraino delle politiche sociali definisce gli abitanti del Donbass “feccia umana”


Il tribunale di Kiev ha ricevuto due procedimenti giudiziari contro il ministro della politica sociale dell’Ucraina, Andrew Reva (nella foto sopra), il quale, per aver definito “feccia umana” i residenti di etnia russa della regione del Donbass, aveva suscitato proteste e denunce. Questo è stato riportato dalla UNIAN con riferimento al servizio stampa del Tribunale amministrativo distrettuale della città di Kiev.

Il ministro Reva è accusato di “discriminare e umiliare la dignità umana” degli abitanti della autoproclamata Repubblica di Lugansk (LC ) e della DPR (Repubblica di Donetsk) su base territoriale.

Reva deve essere obbligato ad astenersi da tali dichiarazioni, ha riferito la pubblicazione.

Attualmente, la questione dell’apertura di un procedimento contro Reva è stata risolta.

Vale la pena notare che durante l’intervista Reva ha chiamato in questo modo dispregiativo gli abitanti del DNR e della LC autoproclamate. Secondo lui, la conversazione con il giornalista è durata più di mezz’ora, ma solo una frase è entrata nella versione finale. In risposta, Reva ha detto che aveva in mente qualcos’altro e ha migliorato l’espressione, chiamando i residenti del Donbass già come “cattivi”.

Repubblica di Donetsk

Nota: L’atteggiamento del ministro ucraino fa capire quale sia il livello di disprezzo e di odio che le autorità del Governo golpista ucraino manifestano nei confronti della popolazione delle province orientali dell’Ucraina, conosciute come Donbass. Il fatto che queste popolazioni si siano ribellate a dover sottostare alla autorità del governo centrale di Kiev, dopo l’avvenuto Golpe pilotato dagli USA nel 2014, rende l’idea di come la frattura fra la popolazione di etnia russa e le autorità centrali del governo ucraino sia divenuta insanabile.

Nel 2014 il governo instalaltosi a Kiev ,con il supporto degli USA, ha condotto una violenta campagna di repressione e di conflitto contro le popolazioni del Donbass che a loro volta si sono organizzate ed hanno preso le armi per difendere la propria identità e la propria autonomia di fronte ad un governo, di tendenza dichiaratamente nazionalista e neo nazista, che voleva schiacciare le province orientali e condurre una pulizia etnica degli elementi di etnia russa.

Il conflitto ha causato oltre 13.000 vittime (in un calcolo per difetto) , fra cui molti civili, e si è concluso con un cessate il fuoco a seguito degli accordi di Minsk che non sono però stati rispettati e mantengono le due parti in conflitto latente, con scambi di artiglieria e incursioni frequenti.

L’Europa non ha fatto nulla per fermare il conflitto ma anzi ha svolto una campagna di ostilità e di accuse contro la Russia che hanno portato a decretare sanzioni contro Mosca per l’avvenuta acquisizione della Crimea, a seguito di un referendum popolare. Il piano degli USA era quello di sottrarre l’Ucraina e la Crimea all’influenza russa con il rovesciamento violento del governo filo russo di Kiev, mediante sollevazioni di piazza e violenze istigate da agenti provocatori dei servizi di intelligence di USA e Regno Unito.

La mossa del presidente Vladimir Putin di acquisire la Crimea al territorio della Federazione Russa e la sollevazioni delle popolazioni del Donbass, ha sconvolto il piano degli USA e questo non è stato perdonato alla Russia che da allora subisce sanzioni e campagne di provocazioni ai suoi confini dalla NATO che ha installato prorpie basi, dai paesi Baltici alla Polonia, oltre a fornire armamenti ed assistenza militare all’Ucraina ed alla Georgia.

Fonte: Gazeta.ru

Traduzione e nota: Sergei Leonov


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