Il ministro degli Esteri uruguaiano ha affermato che il suo paese riconosce solo “i presidenti derivanti dalle elezioni”

Il ministro degli Esteri uruguaiano Rodolfo Nin Novoa ha dichiarato mercoledì che il suo paese riconosce solo i ” presidenti derivanti dalle elezioni “, in merito all’auto proclamazione della senatrice dell’opposizione della Bolivia Jeanine Áñez come “presidente ad interim” del paese andino.

Parlando con l’agenzia EFE, il capo della diplomazia uruguaiana ha sottolineato: “L’Uruguay riconosce solo i presidenti delle elezioni”, nessun riconoscimento per gli “autoproclamati “, come accaduto in Bolivia e Venezuela.

Lo scorso 11 novembre il ministero degli Esteri uruguaiano ha rilasciato una dichiarazione in cui esprimeva costernazione “per la rottura dello stato di diritto ” in Bolivia, dopo le dimissioni forzate del presidente Evo Morales .

“L’Uruguay ritiene che non vi siano argomenti che possano giustificare questi atti, in particolare, avendo annunciato alcune ore prima del presidente Morales la sua intenzione di convocare nuove elezioni, sulla base del rapporto prodotto dalla missione elettorale dell’Organizzazione degli Stati americani”, come si legge nella comunicazione.

Allo stesso modo, il governo uruguaiano ha lanciato un appello urgente ai boliviani affinché cessino gli “atti di violenza”, oltre a reindirizzare il processo elettorale in conformità con la Costituzione e le leggi della Bolivia.Le dimissioni di Morales, definite dallo stesso un “colpo di stato” hanno diviso i leader politici mondiali. I governi di Venezuela, Cuba, Russia e Siria hanno espresso il loro sostegno a Morales denunciando un colpo di stato orchestrato in Bolivia. Gli Stati Uniti ed il Brasile di Bolsonaro hanno già dichiarato il riconoscimento del nuovo presidente ad interim.

Proteste della popolazione boliviana

“È un colpo di stato, senza girarci troppo intorno, perché c’è stato un ultimatum dell’esercito e la polizia si è sollevata”, l’opinione dell’ex presidente uruguayano, José Mujica. “Anche quando sono state annunciate nuove elezioni, la macchina del colpo di stato non si è fermata”.

“Abbiamo visto leader politici mondiali, non solo sudamericani, riconoscere un colpo di stato in Bolivia”, ha detto a Euronews Marcelo Arequipa, esperto boliviano di scienze politiche. Tra i politici europei troviamo quello laburista britannico Jeremy Corbyn o il leader spagnolo dei Podemos Pablo Iglesias.

Arequipa sostiene che, da un punto di vista accademico, quello che è successo in Bolivia è un colpo di stato. “Chi è in possesso di carri armati e armi non può, secondo la legge, imporre a un civile di dimettersi”.

Fonti: RT Actualidad Euronews

2 Commenti

  • eusebio
    14 Novembre 2019

    La presidente legale del senato boliviano Adriana Salvatierra, le cui dimissioni non sono state ratificate, è stata malmenata e quasi stuprata dalla polizia golpista aizzata dai neocons sionisti.
    In tutto il Sud America le masse si dovrebbero sollevare contro l’oppressore che li sfrutta e massacra.

  • Mardunolbo
    15 Novembre 2019

    …un ministro degli esteri con le “palle” Uruguay-Italia : 10-0

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