"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il ministro degli Esteri tedesco Gabriel non “si discolperà” per aver paragonato Israele al Sud Africa dell’apartheid

Le autorità israeliane sono furibonde contro il ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel il quale  aveva definito Israele uno stato che pratica l’apartheid nei territori palestinesi occupati, paragonando le politiche di Israele a quelle praticate in Sud Africa.
Il 14 dicembre scorso, il giornale Berliner Zeitung aveva informato che Gabriel aveva fatto questo paragone in un discorso fatto nella ” Iniziativa Kreuzberger” contro l’ Antisemitismo.

Gabriel aveva dichiarato in presenza di migranti mussulmani, durante un incontro dopo lo scoppio delle proteste relative alle dichiarazioni di Trump su Gerusalemme, che lui stesso aveva fatto una visita ad Hebron, nella Cisgiordania occupata e che le scene che aveva visto gli ricordavano quelle del Sud Africa durante l’Apartheid.
In realtà in Israele l’apartheid era peggiore di quella del SudAfrica visto che in quel paese la popolazione di colore non era mai arrivata a subire la costruzione di colonie nei suoi territori, la limitazione estrema dei movimenti (posti di blocco, muri di cemento, eccc..), la proibizione di circolare in determinate strade, la distruzione delle loro coltivazioni, ecc..

Scuole palestinesi abbattute in Cisgiordania

Da parte sua il ministro israeliano per la Sicurezza pubblica, Guilad Erdan, ha duramente criticato il ministro degli Esteri tedesco per aver voluto fare questo paragone.
“La dichiarazione che Israle ricordi il Sud Africa dell’Apartheid delegittima e demonizza lo stato di Israele”, ha riferito Erdan al Jerusalem Post.

Nonostante le reazioni negative pervenute da Israele, oltre che da esponenti della “potente lobby”, il ministro Gabriel ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di discolparsi o di smentire le sue dichiarazioni per aver detto quello che corrisponde alla verità che tutti possono verificare.

Fonti:  Jewishlife news    Al Manar

Traduzione e sintesi: L.Lago

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  1. ERNESTO PESCE 6 mesi fa

    in poche parole, israele e’ peggio del nazismo.

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    1. claudio 6 mesi fa

      Paragone sbagliato ernesto, che dimostra superficialità e ignoranza in materia. il nazionalsocialismo tedesco non ha mai fatto ciò che sta facendo israele e se ti riferisci ai campi di lavoro il mio consiglio è quello di spegnere la tv e di informarti meglio.

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      1. atlas 6 mesi fa

        io la chiamo sempre Palestina occupata

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  2. giannetto 6 mesi fa

    E’ uno stato inqualificabile.- C’è però da scandalizzarsi che l’opinione pubblica (si fa per dire) internazionale faccia finta di sorprendersi su quanto espresso dal ministro tedesco (un pallido e sbiadito j’accuse) e non sulle quotidiane infamie che i sionisti compiono su gente cui hanno RUBATO TUTTO, anche il diritto di sopravvivere..

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  3. frate indovino 6 mesi fa

    Caro Sigmar,
    fossi in te incomincerei a guardarmi alle spalle, e non sottovaluterei una controllata quotidiana al sistema frenante della tua autovettura.

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  4. Backward 6 mesi fa

    D’altra parte, visto che sia il ministro tedesco che gli ebrei che protestano amano tanto l’attuale Sudafrica senza Apartheid, perché non si trasferiscono laggiù? Potrebbero sperimentare le gioie del nuovo stato nero, dove i contadini bianchi vengono massacrati a colpi di machete.

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    1. giannetto 6 mesi fa

      ma cosa vuol dire? Che siccome è un’infamia il pogrom quotidiano dei palestinesi ad opera dei sionisti, allora chi lo denuncia deve trasferirsi in Sudafrica per provate le gioie della convivenza con gli zulù? Ma che modo di ragionare è?
      Quel che avviene in Sudafrica è pure raccapricciante (90.000 bianchi ammazzati in poco più di 20 anni). Ma le ragioni del silenzio mainstream sono in fondo le stesse. Si tace sulle infamie sioniste perché non si può mettere in questione il mito del “popolo eletto”… e si tace sulle infamie degli zulù perché neppure si può metter in questione il mito del “povero negro”. Questi due miti sono le narrazioni di due complessi di colpa della cultura occidentale, che la stimolano soltanto a farsi harakiri: 1. il complesso di colpa di nome Auschwitz; 2. il complesso di colpa di nome schiavismo…. E pensiamo più o meno inconsciamente che se le antiche vittime fanno ora i carnefici, questa sia giustificabile nemesi storica. Allegria!! Quando lo psichismo apre la strada ai ragionamenti “di pancia” non c’è più salvezza.

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      1. atlas 6 mesi fa

        cmq io sono sempre perché la casa come la Famiglia sia S A C R A. E il Sud Africa non era dei Boemi. Ed errori in politica estera li fece anche Mussolini. Sennò si fa uscire l’imperialismo dalla porta e lo si fa rientrare dalla finestra. Un sano Nazionalismo è la politica migliore per tutti, per neri, bianchi, rossi e gialli, con razzialismo, ma senza suprematismi

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      2. Backward 6 mesi fa

        @Giannetto
        Ha frainteso completamente il senso del mio commento. Il quale è semplicemente: basta con i complessi di colpa dei bianchi. Se si vuole criticare Israele, lo si faccia senza tirare in ballo situazioni che non c’entrano nulla con la Palestina. Quello sarebbe protestare da uomini; non coprirsi le spalle con il mito del povero nero discriminato. Inoltre, prima di fare le anime belle ci si cali nell”esperienza reale.
        La prossima volta la invito a non commentare a caldo. Ma per questa volta le ho risposto.

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        1. Backward 6 mesi fa

          Concordo sul nazionalismo, ma il Sud Africa ERA dei Boeri. I territori da loro colonizzati e coltivati con fatica erano vergini.

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          1. atlas 6 mesi fa

            si certo, anche la Libia, l’Etiopia e la Somalia non erano di quelle genti, nemmeno Marocco, Algeria e Tunisia, nemmeno l’Egitto. La sua visione politica nei confronti delle altre Nazioni è ‘gassosa’ …

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        2. giannetto 6 mesi fa

          @Backward. – Accetto senz’altro la Sua replica nell’ipotesi che sia vero che: “sia il ministro tedesco che gli ebrei che protestano amano tanto l’attuale Sudafrica senza Apartheid”. – A quali dichiarazioni specifiche d’amore per il Sudafrica (me le ricordi, perché a me non viene in mente nulla di eclatante) faceva Lei riferimento a proposito del ministro tedesco e di non meglio specificati “ebrei che protestano” (quali? dove? e su cosa?).
          La prossima volta La invito ad argomentare le sue frasi in modo un po’ più circostanziato, sicché io non cada in equivoco…e il Suo ‘invito al trasferimento di infelici fra gli zulù abbia un po’ più di fondamento.
          Saluti.

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  5. Vincent 6 mesi fa

    Un politico tedesco che faccia un mea culpa su quanto fa la Germania nella Unione Europea, distruggendo intere economie e persone di riflesso, neanche l’ombra

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  6. Backward 6 mesi fa

    @Atlas
    La sua visione della storia invece è falsa. Quando i boeri arrivarono in Sudafrica, i territori dell’entroterra erano praticamente disabitati. Ma che lo dico a fare, come scrisse Gianni Rodari:
    “nel paese della bugia, la verità è una malattia.

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  7. Mardunolbo 6 mesi fa

    Ciascuno vada a guardarsi questi due video, poi apra bocca ! … e si svegli diffondendo…
    https://www.youtube.com/watch?v=Iox5vXrZ3bY

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