"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il Libano inizia le esplorazioni energetiche offshore sfidando Israele

Il Libano ha iniziato le esplorazioni di petrolio e gas nelle sue riserve energetiche offshore nelle acque del Mediterraneo contestate dal regime israeliano.

Il ministro dell’Energia e dell’acqua del Libano, Cesar Abi Khalil, ha dichiarato in una interlocuzione televisiva che il progetto esplorativo per le prime riserve petrolifere e di gas del paese è iniziato martedì dopo che i funzionari libanesi hanno approvato un piano presentato da un consorzio della  Total francese, della Eni italiana e Novatek russa.

Khalil ha espresso la speranza che il Libano lanci la seconda fase delle licenze offshore entro la fine del 2018 o all’inizio del 2019.

L’annuncio è arrivato dopo mesi di tensioni tra Libano e Israele sulle riserve energetiche in mare contestate.

Nessuna reazione immediata è stata osservata da parte di funzionari israeliani.

Nel dicembre 2017, il governo libanese ha concesso licenze a un consorzio di tre compagnie internazionali per effettuare trivellazioni esplorative nelle acque territoriali del Libano 4 e del Blocco 9 e determinare se contengono riserve di petrolio e gas.

Israele si è scagliato contro le tre società internazionali per aver commesso “un grave errore” accettando l’offerta. Il ministro degli affari militari israeliano Avigdor Lieberman ha minacciato che il Libano avrebbe “pagato l’intero prezzo” se dovesse scoppiare un’altra guerra tra le due parti.

Il ministro israeliano degli affari militari ha ripetuto ultimamente minacce di guerra contro il Libano, dicendo che Beirut avrebbe pagato il prezzo per i suoi legami con l’Iran.
Il Libano, tuttavia, è stato pronto a rispondere alla sfacciata minaccia di Israele, con il ministro dell’Energia Abi Khalil che ha promesso che Beirut avrebbe portato avanti i suoi piani di esplorazione in ogni caso.

Il presidente libanese Michel Aoun ha anche promesso di utilizzare tutti i poteri diplomatici a suo carico per risolvere la disputa, dicendo che il paese ha il diritto di “difendere la sua sovranità e integrità territoriale con tutti i mezzi disponibili”.

La disputa territoriale tra Israele e Libano si estende per oltre 776 chilometri quadrati (300 miglia quadrate) di acque rivendicate da entrambe le parti. Israele occupa illegalmente ancora dei territori del Libano che non ha mai restituito.

Funzionari israeliani e libanesi non si stanno frenando in un’escalation di accuse circa i campi energetici contesi nel Mediterraneo.
È stato dimostrato che il sottostante bacino del Levante del Mediterraneo orientale contiene grandi riserve di gas naturale e forse anche petrolio greggio.

Lo stesso Israele sta sviluppando da tempo un certo numero di giacimenti di gas offshore nel Mar Mediterraneo, con il giacimento di gas Tamar, con riserve comprovate di 200 miliardi di metri cubi, già produttori di gas, mentre il più ampio giacimento Leviathan dovrebbe andare online nei prossimi mesi .

Una fonte vicina al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto nel 2012 che le riserve di gas naturale di Israele valevano circa 130 miliardi di dollari. Una stima BusinessWeek più tardi quell’anno ha portato il valore delle riserve a $ 240 miliardi.

Israele dipende molto dal gas. Secondo le stime delle Israel Natural Gas Lines, i territori palestinesi occupati da Israele hanno consumato circa 9,5 miliardi di metri cubi (BCM) nel 2016. Il numero dovrebbe raggiungere 10,1 miliardi di metri cubi nel 2018.

Nota: Le autorità israeliane pretendono che tutte le riserve ubicate nella parte del Mediterraneo antistante le coste della Palestina, di Gaza, del Libano ed oltre, siano di propria pertinenza e minacciano i paesi vicini. Dopo aver espropriato i territori palestinesi della Cisgiordania, del Libano e della Siria (alture del  Golan) Tel Aviv pretende di annettersi anche le fonti energetiche in mare, contando sulla legge della forze e sulla protezione del suo possente alleato, gli USA.

D’altra parte tutti sanno che sarebbe perfettamente inutile per il Libano appellarsi a mediatori internazionali come l’ONU, in quanto non esistono accordi internazionali o risoluzioni dell’ONU che vengano rispettate da Israele. La stessa mentalità è stata acquisita dall’Amministrazione Trump che ha violato sistematicamente tutti gli accordi sottoscritti in precedenza.

Questo ha spinto le autorità libanesi ad appellarsi alla Russia ed all’Iran per ottenere protezione dai fuorilegge internazionali che pretendono di applicare la legge delle forza.

Fonte: Press Tv

Traduzione e nota: Luciano Lago

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