Il Libano è un vortice che ci ha travolti prima: generale israeliano all’Economist

Il Libano è un vortice che ci ha travolti prima: generale israeliano all’Economist

Diverse dichiarazioni dei generali israeliani, citate da The Economist, evidenziano la mancanza di progressi e il calo del morale all’interno delle forze israeliane durante i loro scontri con Hezbollah

Un ufficiale di riserva israeliano chiamato a combattere nel Nord contro Hezbollah ha confermato: “Non abbiamo abbastanza uomini o carri armati per portare a termine una grande operazione in Libano “, secondo quanto riportato da The Economist .

Tamir Hayman, ex generale israeliano, ha lanciato un duro avvertimento, affermando che il Libano è “un vortice che ci ha già travolto in passato”, come riportato dalla rivista.

La rivista ha evidenziato le preoccupazioni delle forze armate, osservando che “alcuni si lamentano della mancanza di personale sufficiente da parte delle forze israeliane “, aggiungendo che “per mantenere l’attuale livello di dispiegamento, le IDF hanno dovuto richiamare decine di migliaia di riservisti, molti dei quali hanno prestato servizio per tre lunghi periodi dal 7 ottobre”.

Nello stesso contesto, l’ex comandante del Corpo del Nord dell’esercito israeliano, il maggiore generale Noam Tivon, ha avvertito che Hezbollah “sta continuando la guerra di logoramento”.

Parlando al canale 13 di Israele , Tivon ha riconosciuto che il martirio del leader di Hezbollah “non significa che gli abitanti del nord possano tornare”, segnalando che la minaccia permane anche con la potenziale perdita di figure chiave di Hezbollah.

L’ex primo ministro israeliano Ehud Barak, in un’intervista a Channel 12 , ha riconosciuto che Hezbollah “possiede decine di migliaia di missili, compresi quelli pesanti”. Ha anche osservato che “molti dei combattenti esperti del partito sono attualmente impegnati in battaglie lungo il confine tra Libano e Palestina”.

Combattenti Hezbollah

L’analista politico del canale, Ari Shavit, ha descritto il Libano come una “palude in cui affonda Israele”, sottolineando la necessità di una strategia regionale e di un accordo politico.

I combattenti della resistenza di Hezbollah hanno segnalato numerose operazioni riuscite contro le forze israeliane, infliggendo un duro colpo ai loro ripetuti tentativi di infiltrarsi nel confine meridionale del Libano.

Di
Al Mayadeen Inglese
Fonte: The Economist

Traduzione: Luciano Lago

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10 commenti su “Il Libano è un vortice che ci ha travolti prima: generale israeliano all’Economist

  1. C.V.D. Perfino alcuni ufficiali israeliani brontolano apertamente: il Libano è “una palude in cui affonda Israele”. L’incompetenza politica, economica e militare delle “élite” occidentali anche qui è evidente. Il Sistema dei padroni usurai sta vacillando, non bisogna permettere che si stabilizzi. Le situazioni devono essere destabilizzanti, continuamente.

  2. Finalmente i cani ebraici vengono messi a cuccia sul campo, dimostrando ancora una volta che sono solo capaci di laidi attentati terroristici e bombardamenti indiscriminati, che uccidono si ma pochi guerriglieri o capi e piu che altro tanto civili. La differenza e’ che stavolta non ci saranno missioni unifil Onu per parlargli le chiappe. Buona morte.

  3. A qualcuno potrà anche sembrare strano, troppo guerresco, o addirittura un’ipotesi insidiosa per tutti noi da respingere con forza, ma un attacco ebreo tradizionale in forze, via terra, al Libano – stile ’78, ’82, 2006 – sarebbe auspicabile in questo momento, per demolire sul terreno la soldataglia ebrea genocida in armi e per scatenare le notevoli forze missilistiche (più droni) della Resistenza Araba (si spera ben supportata dall’Iran e dalla Federazione Russa), forze missilistiche che colpirebbero, a quel punto si spera senza tanta correttezza e distinguo fra “civili” e militari, integralmente i covi degli ebrei, inducendone altre centinaia di migliaia alla fuga in usa, gb, australia, canada e purtroppo anche in Europa continentale e occidentale (Italia compresa), ciò implicherebbe gravissime perdite per gli ebrei, distruzioni di strutture anche energetiche – fondamentali per lasciarli senza energia elettrica e acqua – nonché una buona mattanza di armati e mezzi a terra.

    Una sconfitta ebrea in Medio Oriente, sul campo di battaglia libanese, unitamente all’inizio del collasso ukronazi-nato in Europa, insieme avrebbero un impatto devastante sull’impero del male assoluto, alimentandone la crisi, anche se ne aumenterebbe l’aggressività, perché, come sappiamo, “la belva ferita” è la più pericolosa, ma per liberarsi della belva il rischio deve essere corso.

    Cari saluti

    1. Non preoccuparti, ci hanno già pensato gli ipersonici a mettere dei grandi trulli nella zucca degli israeliani. Hanno capito benissimo che con testate diverse (termobariche o nucleari a uranio impoverito) quelli che di loro sopravvivessero alle esplosioni avrebbero il tempo di scappare via mare…a nuoto! Almeno per un pò gli israeliani genocidi sono apposto. Idem per le basi NATO in Europa.

    1. Basta mandare a gratis quei coglioni di cittadini italiani di sesso maschile dasi 18 ai 60 anni di età obbligandoli a combattere a gratis x la Repubblica Italiana Filo-Scafista —Filo-Schiavista —Filo-UE — Filo-Israeliana —Filo-USA —Pro -Bideniana guerrafondaia !
      Almeno 4 milioni di baionette italiche cantando Faccetta Nera potrebbero invadere il Libano per ingrandire l” Impero USA mentre l” Italia va in bancarotta causa guerre USA !

      1. ….. e filo bildelberg, filo soros ( il pd ci perdonerà ) filo oms, filo fecalenski, filo v0n de laid(a)enMagari scrivendo gratis e non ” a ” gratis….
        Un caro saluto

  4. Hezbollah ha soldati esperti che si sono addestrati in Siria contro l’ Isis. Hanno un vasto arsenale di armi moderne ed efficaci come i missili anticarro Kornet o similari e conoscono bene il territorio. Un conto è bombardare con gli aerei un conto combattere sul terreno.

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