Il Grande “Bluff” del ritiro delle FORZE AMERICANE dalla Siria inizia a scoprirsi


GLI USA RIMARRANNO INDEFINITAMENTE

di Luciano Lago

Come era facile prevedere, l’annuncio del presidente Trump del ritiro delle forze statunitensi era soltanto una mossa propagandistica ad uso interno, oltre al tentativo di distrarre dal cambio di strategia di Washington in Siria. Si viene a sapere adesso, per bocca di Mike Pompeo, che le forze USA rimarranno indefinitamente – con il pretesto fasullo di combattere il flagello dell’ISIS, in realtà creato e sostenuto da Washington (amministrazione Obama) , insieme alla protezione dei curdi nelle regioni settentrionali del paese ai quali gli Stati Uniti non danno troppa importanza sulla base del criterio di “usa e getta”.
Pompeo afferma che “l’America non si ritirerà fino a quando la lotta al terrore sarà finita” e si capisce che questo è un linguaggio in codice che si traduce nell’occupazione permanente delle aree in cui vengono schierate le forze statunitensi, in particolare in Medio Oriente.

Venerdì, il ministro della Difesa turco Hulusi Akar aveva detto che i preparativi continuano “intensamente” per attaccare i combattenti YPG curdi nel nord della Siria, aggiungendo:
“Ankara è determinata a combatterli ovunque si trovino, mentre questi fingono di essere opposizione ai jihadisti in Siria, che il regime di Erdogan non sostiene”.
La scorsa settimana, il turco Erdogan aveva detto che ordinerà un’incursione transfrontaliera in Siria “molto presto” per combattere i combattenti delle YPG e l’ISIS che prima Ankara sosteneva e che probabilmente ancora sostiene occultamente per i suoi fini.

Pompeo ha promesso solennemente di ” voler espellere fino all’ ultimo stivale iraniano” dalla Siria, indicando che l’aggressione americana nel paese continuerà all’infinito, compresi i bombardamenti terroristici alle infrastrutture vitali, continuando a massacrare i civili con il finto pretesto di combattere l’ISIS.

Non è del tutto chiaro quante truppe statunitensi siano in Iraq e in Siria. Il Pentagono è molto riservato. Praticamente tutte le sue dichiarazioni pubbliche mancano di credibilità.

Secondo il sito di notizie in lingua araba al-Maaloumeh, oltre 20.000 soldati americani hanno sede ad al-Anbar, Erbil e Kirkuk, nell’Iraq. Il Pentagono in precedenza ha richiesto 5.200, altri 2.000 in Siria, i numeri veri probabilmente bisogna moltiplicarli in più.

La persistenza dichiarata delle truppe USA all’estero, nei paesi dove operano, è altamente sospetta. Il camuffamento dei dati precedentemente riportati non ha nulla a che fare con la protezione del personale militare di sicurezza in alcuni paesi, come sostenuto dal Pentagono – tutto quello che viene comunicato si riferisce al segreto e alla mancanza di trasparenza. Il Pentagono e la CIA dispongono di forze speciali per operazioni “top secret” e parallelamente si sa che operano nell’area delle milizie mercenarie (Academy, ex Black Water), contractors assoldati dal Pentagono per “compiti speciali” dove è preferibile non utilizzare i soldati USA. Questo ad esempio avviene per l’affiancamento e l’addestramento dei terroristi, le nuove reclute del gruppo Jabath Fatah al Sham (ex Al Nusra) che sono ormai entrati nell’organico delle forze che operano sotto il comando della US. Force, con armi e salari forniti dall’Intelligence USA.

Contractors USA in Siria

Un contingente di forza di 20.000 uomini in Iraq avrebbe indicato che il paese è la principale piattaforma del Pentagono per le guerre regionali. Essere posizionati al confine con la Siria significa che le truppe statunitensi possono spostarsi oltre confine tra i due paesi, a seconda di quali siano le missioni ordinate.

Mike Pompeo è volato in Iraq su un aereo militare, la sua visita e le indiscrezioni filtrate indicano che il paese è territorio occupato dagli Stati Uniti, a prescindere dal numero di truppe statunitensi presenti.

Secondo quanto riferito, il Pentagono sta rafforzando le sue basi militari nel nord-est della Siria, nelle province di Aleppo e Raqqa – ulteriori prove dell’intenzione di Washington di rimanere nel paese.

Le affermazioni altrimenti sembrano essere un falso inganno. Gli Stati Uniti non fanno guerre per dimettersi o schierare truppe all’estero per poi ritirarsi. Per andarsene le forze USA debbono essere cacciate, come insegna la Storia.

Centinaia di camion americani di armi, munizioni e attrezzature sono stati inviati nelle basi del Pentagono a Deir Ezzor, in Siria e le armi continuano ad arrivare. Un segnale preciso che la strategia del caos diretta dal Pentagono e dalla CIA deve continuare comunque.

I capi congiunti dell’Amministrazione di Washington, John Bolton, Mike Pompeo e il Pentagono si oppongono all’annuncio di ritiro di Trump. Le forze americane sono in Siria, in Iraq e altrove devono rimanere indefinitamente, non sono lì per andarsene. D’altra parte Netanyahu lo ha detto chiaramente e Jared Kushner, il genero di Trump che fa da tramite, ha fornito i suoi consigli. Che facciano pure la “sceneggiata” del ritiro, non si sa mai che qualcuno ci creda pure.
I media occidentali filoatlantisti, dal New York Times alla CNN, alla BBC alla NBC, a Le Monde, a Repubblica e La Stampa, hanno già pubblicato le notizie del ritiro in corso e l’opinione pubblica ne è convinta.
Nel frattempo al Pentagono John Bolton ha dato disposizione per studiare un piano di opzioni per attacchi militari contro l’Iran e Pompeo si prepara ad organizzare un summit a Varsavia di tutti i paesi per creare una alleanza internazionale contro l’Iran, per ” mettere fine alle attività maligne dell’Iran”, ha detto testualmente.
La pianificazine dell’attacco USA contro l’Iran è già iniziata, Netanyahu ne è entusiasta e le forze USA, dislocate fra Iraq e Siria, avranno presto il loro compito assegnato, la basi USA nei paesi del Golfo sono in preallarme. Il conto alla rovescia è iniziato.
Ritiro? Chi lo ha mai detto, inziano a rispondere gli addetti alle PR della Casa Bianca. Ritiro ? Ma de che……rispondono a Roma gli incaricati di Washington.

2 Commenti

  • Bruno
    14 Gennaio 2019

    …per andarsene, le forze USA debbono essere cacciate, come insegna la storia.
    Perché, qualcuno pensa veramente (per es.)
    che gli ammericani siano stati sconfitti in Vietnam?
    È una narrativa completamente falsa che ci ripetono sia i giornaloni che i loro detrattori.
    In Vietnam, gli USA ci sono eccome e hanno trasformato questo stato asiatico in una loro colonia con un governo servo al pari dell’Italia.

  • piero deola
    15 Gennaio 2019

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