"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il Governo “ombra” che non appare

Michael J. Glennon

I cittadini che votarono nel 2008 per mandare Barack Obama alla presidenza USA si aspettavano grandi cambiamenti. Dagli ascolti telefonici senza garanzie della NSA, passando per Guantanamo, fino al “Patrioct Act”, il candidato Obama nel corso della sua campagna elettorale, si mostrò come difensore delle libertà civili e della difesa della privacy, promettendo una impostazione radicalmente diversa rispetto al quella del suo predecessore George W.Bush.

Tuttavia…sei anni dopo della sua amministrazione, la versione di Obama delle Sicurezza Nazionale sembra quasi indistinguibile da quella che aveva ereditato. La prigione della Bahia di Guantanamo rimane aperta. La NSA, in ogni caso, è ritornata ancora più aggressiva nella vigilanza e nello spionaggio degli stessi cittadini USA. Gli attacchi con i droni (veicoli senza pilota) sono aumentati esponenzialmente. Di recente si è informato che lo stesso presidente che ha ottenuto un premio Nobel per promuovere il disarmo nucleare, in realtà ha speso fino ad un bilione di dollari nel modernizzare e rivitalizzare le armi nucleari negli Stati Uniti.

Ci si domanda perchè è cambiata la faccia dell’Ufficio Ovale ma le politiche continuano ad essere le stesse? Le critiche semplicistiche tendono ad accentrarsi sullo stesso Obama, un leader che spesso ha cambiato la sua politica per assumere una linea più dura. Tuttavia il ricercatore scientifico, Michael J. Glennon, dell’Università di Tufts ha una risposta più pessimista: Obama non avrebbe potuto cambiare molto le politiche, nonostante avesse provato. E lo ha fatto.

Per quanto esista  il principio basilare che i cittadini possono indirizzare il proprio governo eleggendo nuovi funzionari, Glennon suggerisce che in pratica, la gran parte dei nostri governi non funziona in questo modo. In un nuovo libro,  “National Security and Double Government ” (Sicurezza Nazionale e Doppio Governo), cataloga le forme in cui l’apparato di difesa e sicurezza nazionale è effettivamente autonomo, in pratica senza dover rendere conto, senza trasparenza o contrappeso di alcun tipo. Egli usa il termine “doppio governo“: Esiste uno che eleggiamo, e poi quelli che si trovano dietro di lui, dirigendo enormi settori della politica quasi senza controllo. I funzionari eletti finiscono per servire come mera copertura per le decisioni reali prese dalla burocrazia. Loro smettono di essere poolitici in campagna, per trasformarsi in pure facce, pure relazioni pubbliche delle volontà di quelli che non vediamo e non appaiono.

Michel Glennon, ricercatore e docente accademico

Glennon cita l’esempio del fatto che Obama ed il suo equipe si sorpresero e si risentirono nello scoprire , assumendo le loro funzioni, che i militari diedero loro soltanto due opzioni per la guerra in Afghanistan: gli Stati Uniti possono aggregare più truppe o …aggregare più truppe. L’Amministrazione Obama optò quindi per aggregare più truppe, 30.000 in più per la precisione. Avrebbe potuto denunciare pubblicamente ma avrebbe dovuto rivelare dei segreti di Stato….e sappiamo come finiscono quelle persone coraggiose che rivelano i segreti di Stato in questo mondo….

La critica di Glennon può suonare come strana, quasi come di un “complottista”. Tuttavia è certo che Glennon è un esperto ed insider dell’Establishment: infatti lui è stato advisor del Comitato delle Relazioni Estere del Senato e consulente di vari comitati del Congresso USA, così come del Dipartimento di Stato. Inoltre, quello che denuncia nel suo libro ” National Security and Double Government”, conta con l’approvazione di vecchi membri del Dipartimento di Difesa, Dipartimento di Stato, della Casa Bianca ed incluso della CIA: Glennon non è un istrionico propagandista di paura e sensazionalista come un Alex Jones e la sua “Info War”, non è un teorico della cospirazione, Glennon è un accademico che ci presenta il problema così:

“Si tratta di gente intelligente, con grande spirito di lavoro e senso dello Stato che credono di operare in buona fede e che stanno rispondendo ad incentivi sistemici, senza nessuna supervisione significativa per controllarli. Fanno quello che dispone il loro manuale di guida ma questo manuale non lo scrivono loro, nè coloro che mostrano la faccia in pubblico”.
Come è possibile che abbia sviluppato  questo modello? Come è possibile che esista questo doppio Governo? Che si può fare rispetto a questo? Glennon ha parlato con la sua pubblicazione “Ideas”, dal suo ufficio della scuola Fletcher di Diritto e di Diplomazia di Tufts. Quest aintevista è stata condensata e pubblicata.

Ideas: Da dove viene il termine “doppio governo”?

Glennon: Si tratta della famosa teoria di Walter Bagehot, che si è fatta conoscere nella decade del 1860. Bagehot fu l’erudito che presiedette alla nascita della rivista The Economist che ancora ha una colonna a suo nome. Bagehot cercò di spiegare nel suo libro “The English Constitution” come funzionava il governo britannico. Suggerì che ci sono due insieme di costituzioni. Da un lato quella che denominò “Istituzioni degne”, la Monarchia, la Camera dei Lords, che la gente crede erroneamente che dirigano il governo. Dall’altro lato, un secondo insieme di istituzioni, a cui si è riìferito come le “istituzioni efficaci”, che in realtà stabiliscono la politica governativa. Questi sono la Camera dei Comuni ed il primo ministro ed il ganbinetto britannico.

Ideas: Quali evidenze esistono per sostenere che negli USA operi un Governo doppio?

Glennon. Avevo curiosità di capire perchè un presidente come Barack Obama sia finito per abbracciare le stsse politiche di sicurezza nazionale e di antiterrorismo contro cui aveva fatto campagna con tanta eloquenza. Perchè questo presidente ha continuato con le stesse politiche di Bush, una due tre volte….caso dopo caso? Ho scritto inizialmente sulla base della mia stessa esperienza e conoscenza personale e dalle convesazioni mantenute con decine di indivuidui nell’esercito, nella polizia e nelle agenzie di Intelligence del nostro governo, così come, naturalmente, con i funzionari nel Capitolio e nei tribumali. L’evidenza documentata nel libro è sostanziale: ci sono 800 note a margine di pagina nel libro.

Ideas: perchè i responsabili politici consegnerebbero le chiavi di sicurezza nazionale ai funzionari non eletti?

GLENNON: Non possiamo dire che si tratti di una decisione cosciente, forse neppure volontaria… I membri del Congresso sono generalisti ed hanno bisogno di delegare esperti per quegli affari che sfuggono loro, ad esempio, la questione della sicurezza nazionale, ecc..  Loro hanno tanta paura di fare delle gaffe ed di trovarsi in una situazione in cui potrebberp  loro stessi essere tacciati come radicali, che hanno fatto una valutazione erronea sulla questione di sicurezza nazionale e  tendono, quindi, a delegare questa  “agli esperti„, che, a loro volta, tendono ad esagerare le minacce. Dalla loro parte, i tribunali delegano anche esperti per tutto che gli riguarda la sicurezza nazionale. E siamo messi così.

La presidenza in essa non è un’istituzione piramidale, dall’alto verso il basso, come molta gente “terra terra” crede per ignoranza. Non è un’istituzione diretta dal presidente che dà ordini e che fa in modo che la burocrazia richieda “quanto in alto „ quando inviteranno loro a saltare. Infatti, la politica di sicurezza nazionale, per fare un esempio, emana precisamente dall’immenso  apparato  burocratico. Molta delle politiche più contestate, dall’industria mineraria dei porti del Nicaragua fino al programma di sorveglianza del NSA, è cominciata in quest’apparato. John Kerry non esagerava quando ha detto che alcuni di questi programmi sono “in pilota automatico.

-Ideas: Bene! Che conveniente No? Non è questo un altro modo di dire che i grandi apparati burocratici sono quasi impossibili da cambiare?

GLENNON: È molto più grave di ciò. Quest’apparato burocratico non è quello che è dedicato a fissare larghezze di un veicolo o determinare tariffe del trasporto della ferrovia. Quest’apparato prende decisioni così tanto come a loro gira che in una democrazia possono essere irreversibili, distruggono ideologie, e possono dare luogo a conseguenze molto nocive – come stiamo vedendo.
-IDEAS: Esclude quindio che le decisioni di Obama in materia di sicurezza nazionale potrebbe in realtà doversi alla differenza tra essere un attivista ed essere un supreme leader responsabile di 320 milioni di persone?
GLENNON: Non, non lo escudo. Almeno non completamente. Ovviamente non è la stessa cosa egli essere un attivista ed essere il Presidente degli USA. Tuttavia, non c’è una sola spiegazione o una ragione di peso per la continuità sorprendente della politica di sicurezza nazionale della stessa era di Bush. Ovviamente, un po’più si produce tra propaganda e manfrine che ci nascondono quando la politica, dopo altra politica, sarà ancora praticamente identica a quella di George W. Bush. Non è insensato diffidare ed affermare che loro hanno piani che non condividono con i cittadini -e soltanto ciò giustificherebbe questa continuità, perché abbiamo visto, e che questo è ovvio, che questa minaccia di cui ci parlano, non esiste.

Ideas: Nonè così che ci insegnano a percepire il sistema americano

GLENNON: Credo che il popolo americano sia fuorviato, vive nell’ignoranza, ugualmente come era fuorviata la popolazione britannica di Bagehot, che viveva anche quella nell’ignoranza. Poiché questi britannici, gli americani al giorno d’oggi (e di altra gente di altri paesi), credono che votando il presidente, o ad un membro del congresso, o che ottiene in portare in un caso X davanti i tribunali, otterranno cambiare la politica del paese. Benché ci siano alcuni contro-esempi nei quali quest’azioni infatti influiscono sulla politica, come Bagehot ha predetto che , la realtà profonda che denuncio non viene alterata. Il governo segreto non cambia: la politica in generale nel quadro della sicurezza nazionale è fatta dalle istituzioni occulte

IDEAS: Cosa possiamo fare? Vi deve una certa speranza risolvere questo problema ?

GLENNON: L’ultimo problema e più grave è l’IGNORANZA POLITICA omnipresente da parte del popolo americano, e l’INDIFFERENZA dinanzi alla minaccia che emerge di quest’istituzioni occulte. È di là da cui deve provenire l’energia per riformare questa realtà triste: del popolo americano. Non del governo. Il governo è il problema qui. La gente deve prendere il toro per le corna. E ciò è qualcosa molto difficile fare, perché l’ignoranza è, in molti sensi, razionale. C’è molto poco vantaggio di capire ed essere attivo su problemi che non si possono alterare, le politiche che non puoi cambiare.

Fonte: Es Global

traduzion e esintesi: J. Manuel de Silva

*

code

  1. Giorgio 8 mesi fa

    Ogni persona un minimo disincantata non ha difficoltà ad ammettere la profonda verità contenuta in quest’articolo.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. ramo 8 mesi fa

    Mi viene in mente un testo che ho studiato ormai più di 20 anni fa: riguardava i finanziatori di Mussolini all’epoca della sua ascesa, da Ansaldo eccetera eccetera. Non bisognerebbe scambiare i finanziatori che sperano di pilotarti, con quelli che fanno i burattinai e ti usano come appunto una marionetta. Ricordo la frase di Mattei circa la DC, quando sosteneva che lui usava i partiti come taxi, caso di inversione delle cose, perché la DC sperava di pilotarlo, ma lui faceva di testa sua. E’ sempre difficile vedere i retroscena di qualcosa che sta crescendo, compresi i finanziatori ed i “consiglieri” occulti e quelli ufficiali. Spesso si agita un gioco delle parti ove chi recita una parte ne recita pure altre su altra scena, e quindi v’è chi ha più ruoli e tiene più giochi insieme. Questa abilità è innata e già la conosceva anche Machiavelli ser Niccolò, cioè che bisogna avere insieme la natura della golpe e quella del lione, come diceva. Per Mussolini, il programma dei Sansepolcristi era il programma idealistico di gente uscita dalla guerra e che voleva giustizia sociale, mentre quello di Ansaldo era un dar speranza ai padroni in cambio di soldoni per la campagna elettorale. Che poi industriali e altri si infilassero nel regime occupandone vasti settori, questo fu il cruccio dei sansepolcristi che di fatto abbandonarono il fascismo assistendo al suo suicidio in molte maniere, e basta leggere i dibattiti dei giovani degli anni 30 per scoprire che la famosa rivoluzione sociale era sempre questione scottante, tanto è vero che vari fra questi passarono fra gli idealisti comunisti.

    Rispondi Mi piace Non mi piace