Il governo Giallo/Verde saprà reggere lo scontro con la Commissione e andare fino in fondo ?

di  Luciano Lago

In molti ci domandiamo se Conte, Salvini, Di Maio e lo staff che li supporta saranno in grado di reggere il braccio di ferro con la Commissione Europea che di giorno in giorno si fa più aspro fra crescenti polemiche ed intimidazioni.
Certo è che gli esponenti del governo si devono guardare le spalle, visto che nemici all’interno contrastano le mosse del governo in modo palese anche con maggiore veemenza rispetto ai nemici esterni.

L’aspetto importante del braccio di ferro in corso tra la Commissione e il governo italiano sta nel fatto che si stanno scontrando due grandi teorie economiche: la teoria liberista mercantilista su cui si basa tutta la UE contro quella che è la visione espansiva dell’economia, propria delle teorie Keinesiane, fatta propria dal governo giallo/verde grazie ai suoi consiglieri economici (Savona, Bagnai, Borghi).

La teoria della UE fa riferimento in pratica alle teorie monetariste di Von Hayek che si basano sulla stabilità dei prezzi e sull’austerità fino al pareggio del bilancio.
Le costituzioni come quella italiana sono invece costrute su diverso modello economico basato su principi di tipo Keinesiano, anche se una classe politica scellerata ha depotenziato tali principi inserendo l’art. 81 del pareggio di bilancio (fiscal compact).
Il modello economico della UE è quindi di stampo neoliberista ed è quello che è stato imposto dai tecno burocrati della UE a tutti gli stati ed hanno portato le politiche economiche dell’austerità che hanno approfondito la crisi e massacrato i popoli. Si tratta di una politica che è anche contraria ai principi costituzionali della Repubblica italiana.

Il problema adesso è se il governo Giallo/Verde saprà reggere lo scontro con la Commissione e andare fino in fondo.

Lo scontro con la Commissione è importante in quanto questa è la prima volta in cui un governo, il governo italiano, contrasta apertamente le regole della Commissione europea. Tale contrasto nasce dal fatto incontrovertibile che le regole neoliberiste applicate in questi anni hanno creato la crisi, aumentato il debito e fatto crescere pesantemente la povertà in Italia, quindi è necessario cambiare registro.
Le ricette della UE devono essere cambiate, lo dicono apertamente gli economisti del governo e questo assioma è fatta proprio da Conte, Salvini e Di Maio (nonostante le oscillazioni di quest’ultimo).
Si tratta di uno scontro ideologico e del rifiuto di applicare le regole della UE che comporta la necessità di cambiare il paradigma.

Il fatto saliente è che la governace europea richiede meccanismi automatici senza un controllo sulle decisioni della commissione e senza tenere conto dei pareri dei Parlamenti nazionali e del voto popolare.
Non c’è più possibilità di intervenire a livello politico per causa dello svuotamento funzionale dei Parlamenti nazionali.  Da tempo i Parlamenti sono stati espropriati dalle loro funzioni e passano buona parte del tempo a ratificare decisioni e leggi prese al di fuori di essi.

Questo è in netto contrasto, come hanno fatto notare giuristi indipendenti, con le regole stabilite dalla nostra Costituzione. La sovranità popolare stabilita dalla costituzione non può essere derogata per decisioni arbitrarie ed illegali da parte di qualsiasi esponente politico ed istituzionale che sia all’interno o all’estero.
Si può ricordare che i paesi che spingono per la procedura di sanzioni all’Italia sono gli stessi che violano alla grande le regole europee e che mai sono stati sanzionati (Germania e Olanda) dalla Commissione, un evidente caso di doppio pesismo.

Si rende evidente che il problema si trova alla radice. Con i trattati di Mastricht e Dublino si è voluto creare un sistema, l’euro sistema che avvantaggia fortemente la Germania ed alcuni paesi nordici e penalizza l’Italia e i paesi del Mediterraneo (sprezzantemente denominati il “club Med”).

Rifiuto della colonizzazione tedesca

L’euro è di fatto un marco mascherato che ha consentito alla Germania di adottare una moneta svalutata che ha reso fortissime le sue esportazioni. Il surplus ottenuto dalla Germania avrebbe dovuto consentire un meccanismo di ridistribuzione con l’accollo dei debiti dell’area euro in comune (emissione di eurobond). Provvedimento inutilmente richiesto a suo tempo dal ministro Tremonti.

Sembra abbastanza chiaro che, proseguendo lo scontro con l’Italia fino alle sue estreme conseguenze, la UE si avvia oggi verso una implosione e questo è dovuto alle sue contraddizioni.
Se ci fosse stata un minimo avvedutezza e buona fede nei promotori della Unione Europea, prima di tutto si doveva fare l’unione fiscale e poi la moneta unica. Lo dicevano economisti di primissimo livello rimasti inascoltati.
I due paesi fondanti e principali della Unione (Francia e Germania) hanno creato un sistema conforme al proprio interesse.

Non tutti sanno che l’accordo tra Kohl e Mitterand, quello che diede avvio al sistema dell’euro, in origine prevedeva, fra l’altro, la deindustrializzazione dell’Italia. L’Italia era considerato un concorrente eccessivamente pericoloso per la Germania, grazie alla sua industria manifatturiera che si avvantaggiava delle oscillazini nel cambio della lira, rendendo più competitive le esportazioni italiane rispetto a quelle tedesche, dalle auto, agli elettrodomestici, alle macchine utensili, ai prodotti per l’edilizia, l’idraulica, ecc..

Feste dei politici per l’ingresso Italia nell’euro

Grazie all’acquiescenza della classe politica italiana, i Prodi, Ciampi, D’Alema, Veltroni e compagnia cantante, la Germania decise di imporre all’Italia ed agli altri paesi, per il proprio vantaggio, il sistema dell’euro ovvero una moneta unica formale che ascondeva in realtà un regime di cambi fissi e una moneta che in realtà non si può considerare né unica, né moneta. La vera funzione dell’euro è quella di uno strumento finanziario fatto su misura degli speculatori internazionali, coloro che traggono profitto sulle differenze di “cambio” tra paese e paese dell’eurozona e si intascano i lauti compensi dovuti ai titoli italiani.

Come sostengono oggi economisti non di parte, il vero problema dell’Italia non è tanto il debito pubblico quanto ciò che lo ha provocato, lo spread: se l’euro fosse una vera moneta unica, l’Italia non dovrebbe “acquistare” il denaro a un “prezzo” più caro degli altri e tutti gli Stati dell’eurozona si rifornirebbero di liquidità allo stesso “prezzo” (che di fatto è il rendimento sui titoli di Stato).

Tutto questo sisteme truffaldino, a poco a poco, inizia ad essere compreso da una parte sempre più consistente dell’opinione pubblica che diffida degli ammonimenti e delle falsificazioni dei grandi media e degli opinionisti del sistema, tutti compattamente schierati contro le decisioni di questo governo ed orientati ad allarmare l’opinione pubblica .

Il vero allarme dovrebbe essere quello sul gioco sporco che i potentati finanziari si stanno preparando a condurre contro gli interessi dell’Italia, favoriti da politici, opinionisti e giornalisti prostituiti al sistema dei potentati finanziari, desiderosi di compiacere i potenti e mantenere posti incarichi e privilegi.
La sveglia inizia a suonare anche per chi in questi anni ha dormito profondi sonni dando cieca fiducia ai portavoce delle centrali di propaganda del sistema. La campana oggi suona anche per loro.

4 Commenti

  • robyt
    22 Nov 2018

    Ma si può farsi prendere per il c..o da un moscovici ? Io non so, siamo passati dal trinker / Juncker a questo altro parassita. E quanti altri ce ne saranno ancora tra le varie commissioni ? Cmq non vedo soluzione fin tanto che restiamo in questa unione con la forza. Aver messo I soldi nello stesso portafogli è stata una pessima idea, l’unica cosa da sperare è che I crucchi si sveglino e inizino a volersi fare la loro moneta separate sbattendoci fuori. Ci faremmo un doppio favore a vicenda e poi saremmo finalmente liberi da questi parassiti dell’internazionale socialista.

  • Sed Vaste
    23 Nov 2018

    Sembrano le tre scimmiette piu Juncker l’ubriacone e moscovici il calzolaio Ebreo ormai I vermi ci guardano dall’alto ,e ciliegina sulla torta pure il problema Della Rumenta problema Vitale , almeno benigni diceva che il principale problema di palemmmo era I’ll traffico

  • Orazio
    24 Nov 2018

    Chi mi dice che salvini e di maio, non siano della partita?

  • Brancaleone
    24 Nov 2018

    Lo strozzo dello spread sta facendo cambiare idea pure a savona ,è l’ usuale ciambella di salvataggio a chi promette in malafede che verrà giustificato: ” ci hanno provato ma non si può “. L’importante è la rassegnazione. Cotti a fuoco lento

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