Il governo della Siria ribadisce che qualsiasi negoziato con gli USA sarà possibile soltanto a condizione che le forze occupanti USA si ritirino dal territorio siriano.


Risulta impossibile negoziare con gli occupanti prima che questi si ritirino dal nostro territorio, ha dichiarato Buzaina Shaaban, consigliere ed assistente del presidente siriano Bashar al-Assad in una intervista rilasciata al network libanese Al-Mayadeen.
La Shaaban ha affermato che la Siria, per il suo ruolo chiave nell’asse della resistenza, si è trsformata nell’obiettivo primo degli attacchi israeliani. Inoltre la stessa Shaaban ha segnalato che esiste un collegamento fra il terrorismo, gli USA, Israele e la legge Caesar (legge delle sanzioni) perchè tutti sono parte di uno stesso scenario e le richiesta fatte con la “legge Caesar” sono state create da Washington in modo che noi gli dovremmo consegnare tutto quello che loro vogliono.
La nuova campagna di sanzioni statunitensi contro la Siria, nota come “Legge di Cesare”, entrata in vigore il 17 giugno, è la nuova versione delle misure coercitive statunitensi contro il paese arabo ed è considerata la più severa contro un popolo che ha sofferto da allora più di otto anni, una guerra catastrofica a tutti i livelli, e non controlla una parte significativa delle sue risorse e della ricchezza naturale.

La norma include misure economiche e politiche più intense contro il governo siriano e i suoi alleati, e applica anche sanzioni contro il presidente siriano Bashar al-Asad e contro gli alti dirigenti di questo paese, così come le entità finanziarie siriane e i loro collaboratori stranieri.
La prolungata presenza militare statunitense in Siria gli ha procurato grande ostilità da parte della popolazione siriana, motivo per cui il loro ritiro immediato è urgente, afferma un analista nordamericano.

In un’altra parte delle sue dichiarazioni, la consigliere di Al-Assad ha anche fatto riferimento all’accordo raggiunto giovedì tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti (EAU) per promuovere “una completa normalizzazione dei rapporti” e, dopo aver condannato la “resa Da Abu Dhabi a Israele e agli Stati Uniti, ha detto che gli arabi sono gli unici a temere l’amministrazione americana nonostante l’assenza di unipolarismo.

Le forze USA in Siria saccheggiano le risorse petrolifere del paese arabo

Damasco denuncia la presenza illegale degli Stati Uniti nel suo territorio, sostenendo che Washington continua a saccheggiare in modo flagrante le risorse petrolifere siriane in mezzo al silenzio internazionale, e ha ripetutamente chiesto il ritiro totale di tutte le truppe straniere dispiegate in Siria, Turchi e americani inclusi, in quanto non hanno la dovuta autorizzazione del governo siriano per farlo.

L’interferenza straniera in Siria, infatti, ha complicato la lunga lotta al terrorismo, che ha ormai compiuto nove anni, nonostante le importanti vittorie ottenute dalle forze siriane contro i gruppi terroristici.
Il presidente Bashar al-Asad ha sostenuto in più occasioni che Stati Uniti e Israele cercano di mantenere attivi i gruppi terroristi per indebolire le forze che combattono questa piaga che affligge il paese e che è sostenuta dalle potenze esterne.


Nota: La predizione fatta a suo tempo dallo stesso Assad, del “terrorismo come creatura che si ritorce contro gli stessi che l’hanno alimentata”, si è avverata con gli ultimi avvenimenti in Libia e, in precedenza, con gli attacchi terroristici realizzati in Europa. In Libia si calcola che ci sia attualmente una presenza stabile di oltre 10.000 terroristi jihadisti trasferiti dalla Turchia per appoggiare il governo dei F.lli Mussulmani di Tripoli. Sembra certo che parecchie centinaia di questi jihadisti abbiano disertato per imbarcarsi verso l’Europa e sono gli stessi che erano finanziati e sostenuti da alcuni paesi europei come la Francia, il Belgio ed altri.

Fonte: Hispantv

Traduzione e nota: Luciano Lago

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