Il governo degli Stati Uniti si sta appropriando di una parte significativa del proprio aiuto all’Afghanistan

di Grigory Trofimchuk

Nonostante le dichiarazioni del presidente americano D. Trump sulla necessità di un ritiro anticipato delle Forze Armate statunitensi dall’Afghanistan, l’interesse del Pentagono, della CIA e del complesso industriale nel mantenere una presenza militare in questo paese è evidente. Stiamo parlando dell’uso a scopo egoistico dei flussi di aiuti finanziari americani in Afghanistan.

Per quasi due decenni della campagna afgana con la presenza della NATO e del contingente statunitense, Washington ha formalmente stanziato su larga scala fondi non solo per l’assistenza alla sicurezza, ma anche per la ricostruzione civile e lo sviluppo di questo paese. Dal 2001, circa 130 miliardi di $ sono stati inviati in Afghanistan. Tuttavia, non tutti i soldi hanno raggiunto questo paese bisognoso. Una parte significativa dell’ “aiuto” è rimasta negli Stati Uniti sotto forma di tangenti, come evidenziato, in particolare, dai numerosi rapporti dell’ispettore generale americano per la ricostruzione dell’Afghanistan, J. Sopko.

Ciò è confermato anche da un articolo sulla corruzione degli Stati Uniti in Afghanistan pubblicato sulla testata turca Aydinlik. Come conseguenza, le trame di corruzione per appropriarsi dei fondi assegnati all’Afghanistan dagli stessi americani hanno solo peggiorato la già difficile situazione economica del paese, che sta cercando di riprendersi dalle turbolenze militari e politiche.

Si pone la questione di come coloro che appaiono coinvolti negli appalti riescano a conservare una quota significativa di tutte le tranche. Il fatto è che per la distribuzione dell’assistenza finanziaria in Afghanistan esiste un sistema di contratti multilivello, con la partecipazione di appaltatori e subappaltatori americani. Per assegnare gli aiuti finanziari all’Afghanistan, viene innanzitutto utilizzato l’USAID, attraverso il quale funzionari corrotti si appropriano di circa il 50% dei flussi finanziari. Ad esempio, nel caso del programma per la promozione delle donne nelle province di Badakhshan e Khost, la quota di fondi appropriatisi ha raggiunto il 90-95%.

Come schema standard, USAID trasferisce i fondi per il progetto a un’agenzia afgana che giustifica i suoi costi deliberatamente gonfiati al Ministero delle finanze locale. Dopo che l’appalto è stato incassato, la metà di tale importo viene data a persone collegate a USAID. Le sovvenzioni della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale sono probabilmente utilizzate allo stesso modo, ma con importi inferiori a causa del maggior numero di testimoni presenti in queste organizzazioni internazionali.

Anche la portata stessa dell’assistenza finanziaria americana, la cui fattibilità è valutata ambiguamente negli Stati Uniti, solleva interrogativi. In una relazione al Congresso degli Stati Uniti del febbraio 2020, il summenzionato J. Sopko ha osservato che l’importo dell’aiuto assegnato supera significativamente le capacità dell’economia afgana. Secondo l’ispettore generale, l’ammontare dei fondi dovrebbe essere compreso tra il 15 e il 45% del PIL del paese, mentre nel 2007 e nel 2010 le sovvenzioni statunitensi all’Afghanistan ammontavano a oltre il 100% del PIL del paese. Ovviamente, tale spesa non è efficace, ma crea opportunità di saccheggio. Allo stesso tempo, i tentativi dei politici americani di ridurre le spese per l’Afghanistan incontrano resistenza da parte dell’esercito, che è interessato a mantenere una significativa fonte di reddito, così come per gli appaltatori coinvolti in questo settore.

US. marines in Afghanistan

Il 23 marzo 2020, il Segretario di Stato americano M. Pompeo ha annunciato una riduzione di 1 miliardo di $ di aiuti a Kabul a causa dell’incapacità dei due contendenti presidenziali (A. Ghani e A. Abdul) di concordare la condivisione del potere sulle date elettorali, altamente discutibili. Tuttavia, non vi è alcuna conferma che Washington stia rispettando le promesse del capo del Dipartimento di Stato. Di recente, i senatori democratici hanno persino chiesto al segretario alla Difesa americano M. Esper di riferire sulla riduzione dei costi. Ciò nondimeno, il rapporto non è mai stato fornito. Apparentemente, il Pentagono lascia aperta questa questione, ma l’esercito, chiaramente, non vuole tagliare gli aiuti per non ridurre le sue convenzioni.

L’industria della difesa americana ha un interesse speciale per i fondi assegnati all’Afghanistan. Gli acquisti e le consegne di merci ai contingenti statunitensi e della NATO, nonché alle forze di sicurezza afghane, vengono spesso effettuati indipendentemente dall’opportunità economica e a prezzi gonfiati a favore dei produttori americani. Pertanto, ad esempio, invece di costruire in Afghanistan una fabbrica che potrebbe produrre cartucce per fucili M-4 e M-16 a 12 centesimi l’una, Washington per le esigenze delle forze di sicurezza afgane continua ad acquistare queste cartucce dai suoi fornitori al prezzo di 57 centesimi l’una. In aggiunta, l’Esercito Americano ha rifiutato il cherosene russo a 94 centesimi al litro, acquistandolo dalla Grecia a 1,4 $ al litro. Al fine di mantenere il controllo, gli Stati Uniti forniscono assistenza finanziaria alle forze di sicurezza afghane attraverso un proprio fondo e non tramite strutture internazionali.

Afghanistan- vittime civili

Di recente, i media hanno riferito del tentativo da parte dei vertici della leadership afgana di reindirizzare il flusso di assistenza finanziaria estera verso se stessi. Nell’aprile 2020, il presidente Ghani ha aggirato il Parlamento e ha annunciato la riforma del Ministero delle finanze e la ri-subordinazione all’amministrazione presidenziale di numerosi dipartimenti responsabili delle questioni di bilancio, delle imposte statali e dei dazi doganali. Tuttavia, il Dipartimento di Stato ha criticato la decisione di Ghani come “corrotta”. È interessante notare come, subito dopo tali commenti, il presidente afgano abbia ritirato la sua iniziativa. La dipendenza politica di Kabul da Washington è insita nelle trame di corruzione statunitensi. Gli americani, chiaramente, non vogliono perdere il controllo dei flussi finanziari esterni verso l’Afghanistan e non permettono nemmeno ai loro reparti di distribuirli.

Fonte: oneworld.press/

Traduzione di Eliseo Bertolasi

1 commento

  • Teoclimeno
    10 Luglio 2020

    È il vecchio trucco di riprendersi con una mano ciò che si è dato con l’altra.

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