Il Governo degli incapaci colto di sorpresa dalle rivolte popolari

di Luciano Lago
Mai come in questa occasione si può affermare che “il Re è nudo” e l’improvvisa e giustificata insurrezione di grande parte della popolazione italiana contro i decreti del governo Conte/Speranza, con i fuochi di resistenza accesi in molte città dal nord, al centro ed al sud, lascia il Governo di Conte e soci come impietriti e confusi.
Lo scollamento dalla realtà di Conte, Speranza, Di Maio, Zingaretti e soci è divenuto evidente in occasione di questa rivolta che i signori del Palazzo non si aspettavano in quanto, nella loro tracotanza, pensavano che scrivere decreti a ripetizione e proclamare vuote promesse di “aiuti e ristori” fosse sufficiente per calmare e tacitare le masse di lavoratori della ristorazione, delle palestre e dello spettacolo.
Un imperdonabile errore di sottovalutazione che si ritorce contro di chi pensava di poter nascondere la propria incompetenza e incapacità con molte “chiacchiere e distintivo” (quello del PD in primis).

La realtà prende il sopravvento e le folle che sfilano in piazza davanti ai palazzi della Regione o delle Prefetture a Napoli come a Milano, a Roma, a Torino o a Catania e altrove, lasciano il governo sbigottito e confuso tanto da suscitare irritazione e paura. Paura che la situazione possa scappare di mano e non basterebbe più dare la colpa alla “camorra” come avvenuto quando è giunto l’eco dei primi incidenti a Napoli, da parte dei giornalisti prezzolati che pontificano nei talk show nelle Tv di regime.
Nella maggior parte dei casi la folla dignitosa e composta ha dato dimostrazione che non si tratta di una massa di delinquenti, anarchici e negazionisti, come i media hanno cercato di dipingere inizialmente gli autori delle proteste, ma di gente normale, piccoli esercenti, ristoratori, baristi, lavoratori, partite IVA, dipendenti di palestre, teatri e circoli sportivi, messi sul lastrico dai DPCM illegali di Conte e soci che calpestano la Costituzione e il diritto al Lavoro con il pretesto dell’emergenza Covid.

Nell’assenza di un potere di vigilanza mai esercitato dalle massime Istituzioni, dalla magistratura e da chi dovrebbe bloccare l’illegalità dei poteri eccezionali di cui si ammanta Giuseppe Conte e i suoi sodali, si risveglia la piazza, quella dei cittadini a contestare l’ingiustizia di bloccare intere categorie economiche e produttive per nascondere l’incapacità del governo di fronteggiare la pandemia con misure adeguate e proporzionate.
I lavoratori della ristorazione, dello spettacolo e dei settori sportivi non ci stanno a essere sacrificati e colpevolizzati come capro espiatorio della incapacità del governo nel gestire le misure adeguate e pagare per tutti.
Gli assembramenti in piazza di folle in protesta che avvengono ormai ogni sera smentiscono la teoria governativa dell’evitare gli affollamenti nei bar e la ressa di persone nei luoghi della “movida” per contrastare il contagio.
Il tanto indicato “distanziamento sociale”, proclamato come necessità da Speranza e dai soloni pseudo scienziati, a libro paga del governo, viene attuato non fra i cittadini comuni ma diventa un distanziamento di fatto fra il Governo e i cittadini, un distanziamento ormai incolmabile, un fossato.
Quella del governo, di predisporre con un decreto la chiusura di locali pubblici di ristorazione, bar, trattorie, pizzerie, gelaterie e quant’altro sia compatibile dalle ore 18 fino alle 5 del mattino, si rivela per quello che è: una mossa azzardata e senza criterio logico di cui presto dovranno rispondere per le pesanti conseguenze che questo determinerà.

Napoli , folla in protesta


In realtà tutte le misure del governo, basate su falsi presupposti, vengono contestate e smentite da una gran parte degli scienziati che indicano come inaffidabili i test a mezzo tamponi e inconsistente la teoria del “contagiato/ammalato” su cui si basa la manipolazione delle statistiche ufficiali e la diffusione del clima di paura e psicosi.
Certamente la pandemia esiste ma i dati ufficiali sono contestati da vari esperti edpidemiologi, come fra gli altri da prof. Giulio Tarro, allievo di Sabin, e da altri, con le considerazioni critiche di specialisti come il dr. Bassetti di Genova, sull’assioma ufficiale dei “contagiati/ammalati” ripetuto come un mantra da tutte le TV.
La versione ufficiale della pandemia e dello stato di emergenza viene contestata da ultimo anche dal virologo, nonché fondatore dell’Istituto Italiano di Virologia, Giorgio Palù, professore ordinario di Microbiologia e Virologia all’Università di Padova. Lo stesso professore e virologo di fama internazionale ha sostenuto che i positivi asintomatici siano in larga prevalenza non contagiosi.

Dichiara il prof. Palù: “…Ecco, parliamo di “casi”, intendendo le persone positive al tampone. Fra questi, il 95 per cento non ha sintomi e quindi non si può definire malato, punto primo. Punto secondo: è certo che queste persone sono state “contagiate”, cioè sono venuti a contatto con il virus, ma non è detto che siano “contagiose”, cioè che possano trasmettere il virus ad altri. Potrebbero farlo se avessero una carica virale alta, ma al momento, con i test a disposizione, non è possibile stabilirlo in tempi utili per evitare i contagi». Vedi: ...https://www.corriere.it/cronache/20_ottobre_23/coronavirus-virologo-giorgio-palu-il-95percento-positivi-asintomatico-chiudere-tutto-no-basta-l-isteria

Inaffidabili i test fatti mediante i tamponi, come confermato da autorevoli scienziati e specialisti (vedi: nota 1e 2) e di conseguenza le stesse statistiche sui contagiati diffuse dai media sono del tutto manipolate e inverosimili.

Proteste di massa

Il regime cerca di nascondere la sua incapacità colpevolizzando i cittadini, i commercianti, i ristoratori, i baristi, i giovani, colpevoli di voler vivere, di uscire all’aperto e di socializzare fra loro, di trovare occasioni di intesa e di condivisione. Proibire adesso per poi proibire tutto, costringere tutti in casa a sorbirsi la propaganda delle TV di regime e vietare gli incontri, imponendo il distanziamento sociale.

Conte , Speranza e Zingaretti hanno sbagliato i loro calcoli: la gente non li soppporta più, hanno passato il segno. Non basta parlare di “negazionisti e complottisti”, le accuse si ritorcono contro chi le ha lanciate. Si inizia a capire a favore di quali interessi lavorano i signori del Palazzo: quello delle grandi multinazionali, della finanza apolide, con la loro insistenza per farci strangolare dal MES, Fondo di diritto Lussemburghese, considerato un “creditore privilegiato” che al momento giusto si potrà incamerare i valori patrimoniali dello Stato Italiano per rifarsi del credito concesso.

Il MES Fondo lussemburghese

Senza parlare dei grandi Fondi di Investimento internazionali che già da tempo hanno messo gli occhi sulle strutture immobiliari ed alberghiere della Penisola, quelle di Venezia, di Verona, di Firenze, di Pisa, di Perugia e di Roma e chissà di quante altre per acquistarle ai saldi quando sarà il momento. Scenderanno come avvoltoi sulla penisola in cerca di occasioni di business. Poi sarà la volta delle grandi catene di ristorazione Fast Food americane, cinesi e tedesche che vorranno entrare nelle stesse città d’arte per acquistare ristoranti e Bar falliti degli esercenti italiani, sempre con pochi soldi , per creare i loro punti di ristoro strettamente omologati a quelli esteri. Si potrà dire addio al made in Italy ed alla buona alimentazione all’italiana sostituita dai McDonad e Sushi a gogo.

Tuttavia il clima è cambiato: soltanto pochi ingenui credono ancora alla quantità di bugie della propaganda governativa che vuole imporre, con il pretesto del Covid, un regime di vigilanza e divieti e la sospensione delle libertà e dei diritti, per favorire il consolidamento del sistema finanziario, scientista e dogmatico, collegato agli interessi delle centrali di potere transnazionali.

L’operazione deve essere fermata e potrebbe essere proprio una spinta popolare, pacifica ma determinata a bloccare la manovra degli usurai internazionali e degli avvoltoi che volteggiano sull’Italia.

Note:

  1. Questa tesi, quella della inaffidabilità dei test a mezzo tampone, è confermata da Jessica C. Watson, dell’Università di Bristol. Sulla medesima opinione si è espresso anche Thomas Löscher, ex capo del Dipartimento di Infezione e Medicina Tropicale dell’Università di Monaco di Baviera e membro dell’Associazione Federale degli Internisti Tedeschi. Vedi: https://www.controinformazione.info/i-test-pcr-covid19-sono-privi-di-alcun-significato-scientifico/
    Si potrebbe continuare a citare altri scienziati e specialisti internazionali che sostengono tesi del tutto difformi da quelle del comitato tecnico che supporta il governo Conte.
  2. L’affidabilità dei test fatti con il tampone (PCR) per il Covid 19 è contestata anche dalla specialista australiana delle malattie infettive, Sanjaya Senanayake, la quale, ad esempio, in un’intervista alla ABC TV in una risposta alla domanda “Quanto è accurato il test [COVID-19]?”, ha risposto che per COVID-19 non abbiamo un test gold standard, come lo abbiamo invece per lo strafilococco ed altri batteri.

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