Il governo Conte/Gualtieri caduto nella trappola del MES

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di Luciano Lago

Il premier Conte aveva detto fino al giorno prima: “MES no, assolutamente inadeguato, Eurobond Si. Gli eurobond sono una risposta seria uno strumento adeguato alla situazione che sta attraversando l’ Italia”.
Nel solco della peggiore tradizione italiana di allearsi con il nemico, il duo Conte/ Gualtieri, nonostante tutte le sceneggiate, dichiarazioni e posizioni di apparente intransigenza, manifestate prime della riunione con l’Eurogruppo, una volta al tavolo con i big della Germania, Olanda e paesi del nord Europa, hanno vergognosamente capitolato, sottoscrivendo l’accordo capestro sul MES. Proprio quello che assicuravano e spergiuravano di non voler firmare.
Naturalmente adesso diranno che è soltanto una proposta, che le condizioni sono alleggerite, che riguardano soltanto le spese sanitarie e che si potrà decidere liberamente la firma definitiva. Sappiamo già come andrà a finire, visto il tipo di pressioni che gli ambienti finanziari sono soliti esercitare in queste occasioni. Già pronto il fuoco dello spread combinato con le agenzie di rating per dare al governo l’urgenza di adempiere ai diktat delle oligarchie di Bruxelles.


Si è visto di fatto chi sia Conte: un personaggio arrivato alla presidenza del Consiglio senza essere eletto ma per “grazia ricevuta”, vanesio e inconcludente, solo “chiacchiere e distintivo.
Rimane il mistero su cosa abbiano promesso a Conte e Gualtieri i plenipotenziari della UE in cambio della firma. Non lo sappiamo ma non è difficile immaginarlo, si tratta degli stessi privilegi e avanzamenti di carriera che furono assicurati ai vari Mario Draghi, Romano Prodi, Azelio Ciampi e soci quando, negli anni ’90, si impegnarono per le privatizzazioni, il gigantesco piano di svendita del patrimonio industriale e bancario italiano, ceduto all’estero tramite i potentati finanziari.
Si perpetua quella inclinazione irresistibile dei politici italiani alla libidine di servilismo verso lo straniero già sperimentata della Storia passata e recente del paese.
Non è un caso che la sottoscrizione della bozza di accordo sia avvenuta mentre gli italiani sono in stragrande maggioranza consegnati in casa con divieto di uscire e con polizia ed esercito per le strade a controllare, una sorta di coprifuoco che non permette alla gente di scendere in strada e tanto meno di inscenare manifestazioni di protesta.
Quindi ricapitoliamo: un premier non eletto sottoscrive una proposta di accordo capestro con oligarchie finanziarie europee senza alcun mandato del Parlamento, vincolando il futuro del paese, mentre in Italia esiste uno stato d’assedio e tutti i media del sistema sono lì a trasmettere ore e ore di informazioni sul virus, sui morti, sugli appestati e sul trasporto militare dei deceduti, diffondendo paura, tensione e psicosi collettiva. Quale migliore atmosfera per far passare le misure finanziarie che avranno l’effetto, nel prossimo futuro, di impegnare il patrimonio dello Stato e saccheggiare il risparmio dei cittadini?
I negoziatori italiani hanno accettato, mettendo nero su bianco, che l’Italia si debba indebitare con il MES per affrontare le spese sanitarie che derivano dalla crisi del coronavirus. Conte non aveva un mandato parlamentare per sottoscrivere questi accordi con la UE, anzi si è guardato bene dal richiederlo. Un tradimento di fatto rispetto all’interesse nazionale.
Non basteranno le assicurazioni che il MES approvato sia un “MES light” con condizioni alleggerite. Sarà la solita truffa semantica.
Pochi sanno che il MES è un organismo finanziario i cui membri sono dotati di totale immunità, qualificato come un “creditore privilegiato”, motivo per cui, in caso di default, l’obbligo del rimborso dei prestiti dovuti a tale organismo, sopravanza i diritti di tutti gli altri creditori, inclusi coloro che avranno acquistato emissioni del Tesoro. Ergo ne deriva un rimbalzo verso l’alto dei tassi di interesse con tutte le conseguenze del caso.

“Protesta contro la “finta” democrazia

Non c’è che dire: un colpo da maestro per il duo Germania/Olanda. Per questo inspiegabile cambio repentino di posizione, sospettiamo che ci sia stato un “suggerimento” arrivato all’ultimo momento alle orecchie di Conte di cui non si poteva non tenere conto. Si può scommettere su chi sia stato il suggeritore, di sicuro un personaggio fiduciario della elite dominante che ha consiglito a Conte di addivenire a buoni consigli per evitare possibili ritorsioni. Il classico ricatto delle mafie oligarchiche che muovono la finanza transnazionale che in questo momento è molto interessata a mettere le mani sul patrimonio e sul risparmio italiano, uno dei maggiori del mondo. Una ipotesi della fantasia complottista? Saranno i fatti a determinarlo.
Tutto come previsto, ci saranno altri passaggi procedurali, salvo sorprese e ripensamenti dell’ultimo momento, la questione sarà oscurata nei suoi risvolti e conseguenze mentre a breve/medio termine il Governo, visto l’aumento esponenziale del debito pubblico, impegnerà per privatizzare e cedere quello che ancora è disponibile del patrimonio dello stato. Se non basterà (e non basterà) aspettiamoci una pioggia di nuove imposte.
Possiamo fare una previsione: l’Italia non ha ottenuto dalla UE i coronabond ma i cittadini otterranno presto dal governo giallo/rosso i coronatax.

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