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Il Fronte mondialista si ricompatta contro Salvini

di  Luciano Lago

Le recenti decisioni del neoministro degli Interni Matteo Salvini, contro le navi delle ONG e le dichiarazioni sui rom, hanno avuto l’effetto di far ricompattare il fronte mondialista che cerca di recuperare la sua credibilità enfatizzando gli accenti ritenuti razzisti ed estremisti contenuti nelle dichiarazioni di Salvini.

Il guru della comunicazione pro migrazioni, Roberto Saviano, ha reagito in modo scomposto alla minaccia di Salvini di fargli abolire la scorta che da anni paga lo Stato per coprire le spalle di quello che è oggi il tribuno del mondialismo e della “Società aperta” nei salotti televisivi.

“Sei un buffone e non mi fai paura”, ha detto Saviano in diretta TV tradendo un certo nervosismo. Come lui stanno reagendo in modo similare anche gli altri vari e noti tribuni del pensiero mondialista e del politicamente corretto, dalla Boldrini alla Bonino a  Fiano, a Roberto Speranza, al vignettista Vauro, al presentatore Tv Santoro, al Fabio Fazio (il più pagato della RAI), al maitre a penser di Repubblica, Ezio Mauro, ecc., ecc.,  chi proferendo insulti, chi con condanne e moniti contro il nuovo “fascismo che avanza”, chi con denunce, chi convocando manifestazioni di protesta e mobilitando gli attivisti delle varie organizzazioni sorosiane, dai “No Borders” alle ONG pro migranti, si è arrivati fino all’invito a “cacciare Salvini dal genere umano”, proferito da un prete responsabile della Caritas di Cuneo, Roberto Bernasconi, come riporta il quotidiano Libero.

Boldrini con gli islamici

Si è mosso naturalmente anche il Papa Bergoglio, somma autorità morale del fronte mondialista, che ha pronunciato la sua condanna per le politiche escludenti messe in atto dal nuovo governo Italiano. Accogliere i migranti e abbattere i muri, dice frequentemente il Papa ma, attorno alla Città del  Vaticano, si alza una altissima barriera di spesse mura che mai nessuno ha pensato di abbattere.

In sostanza traspare un certo nervosismo nei maggiori esponenti del fronte mondialista in quanto non si aspettavano questa ondata di populismo anti migrazioni che ha preso decisamente piede nell’opinione pubblica, nonostante tutta la propaganda persuasiva dell’apparato mediatico e dei massimi centri di comunicazione del sistema  che hanno cercato di convincere il pubblico circa i presunti  benefici delle migrazioni e dell’apporto positivo che queste migrazioni che, secondo loro, darebbero all’economia italiana. Non ci crede più nessuno e questo è il maggiore scorno per i mondialisti. Non riescono più a convincere neanche i loro parenti.

Non solo in Italia ma  in Europa va anche peggio, visto il successo dei partiti definiti populisti in Austria, in Slovenia ed in altri paesi europei, con la coalizione dei paesi dell’Est che si è mossa in blocco per contestare le politiche immigrazioniste di Bruxelles.

Questo ha portato alcuni esponenti dei partiti della sinistra mondialista a rivolgersi al magnate finanziario e speculatore George Soros per ottenere più fondi al fine di finanziare una nuova massiccia campagna mediatica anti Salvini e diretta contro il Governo italiano.

Si presuppone che farà da tramite a queste richieste la Emma Bonino che notoriamente è la fiduciaria di Soros in Italia e che si potrà recare a battere cassa presso il ricchissimo finanziere, sempre prodigo nel finanziare le migrazioni e le destabilizzazioni nei paesi dell’Est Europa e non solo in quelli.

La stessa Bonino, con il suo partito “Più Europa” che, per non avere avuto successo alle ultime elezioni, si pensa possa voler cambiare la denominazione del partito  in “Più migrazioni” o in “Più Società Aperta” in modo da dare un esplicito messaggio agli elettori. I mondialisti manderanno  la Bonino per perorare la causa dei finanziamenti al finanziere/speculatore  Soros in modo da creare  un Fronte comune  per fronteggiare il fronte sovranista in Italia capeggiato dalla Lega di Salvini.

L’obiettivo di Soros è sempre quello di creare una società aperta multietnica, cancellare le cuture originarie e le identità dei popoli europei e favorire la creazione di un nuovo Ordine Mondiale dominato dalla elite finanziaria di cui lui è parte. Niente di meglio quindi che favorire la deportazione dei nuovi schiavi dall’Africa verso l’Italia per abbattere ogni barriera culturale e creare i presupposti del nuovo assetto sociale. La nuova mano d’opera sarà di riserva per lo sfruttamento delle mafie e delle multinazionali e servirà anche per abbattere il livello dei salari degli operai italiani, giudicato eccessivo dai padroni della finanza internazionale.

La Bonino premiata da George Soros

Si fa strada anche l’ipotesi di creare un evento traumatico predisposto ad arte, tipo un naufragio di un barcone di migranti nelle acque del Mediterraneo, per mettere sotto accusa il Governo di Salvini e smuovere l’opinione pubblica con lacrimosi racconti di bambini e donne affogate per causa della cattiveria razzista di Salvini e del suo governo che rifiuta i fare entrare nei porti le navi delle ONG. Lo “Stato maggiore” del “Fronte mondialista” è  già al lavoro per studiare un piano.

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code

  1. La soluzione 3 mesi fa

    Pezzenti farabutti. Mondialisti di merda. Il buonismo fasullo perche pagato sottobanco. Idioti.

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  2. Guido C. 3 mesi fa

    Dà soddisfazione vedere come si agitano… La migliore dimostrazione di come la via imboccata sia quella giusta, anche se non facilissima da percorrere.
    Penso che, a 53 anni, è la prima volta che non mi vergogno del mio Governo e del mio Stato.
    Weiter so, Genossen!

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  3. giannetto 3 mesi fa

    Chiamatelo “guru” !!! …. ad abundantiam!
    – Chistu un napulitane è, e , da napulitane scafato, ha puro fatto li sordi smerciando pasticche al bromuro di telematica compazziòn/indignazzzzione fin dove, dell’italica favella, giunge qualche nozzione (ammesso che qualche furlano o padano, dopo sforzi immani, riesca a decifrare lo spelling di Troisi) . In breve, senza troppo sottilizzare, il Saviano ha “audience” tra quei deficienti degli italioti, presi in mucchio. Ma poi scopri che gli fan assidua e apparente contro-propaganda perfino le Controinformazioni, invece di ignorarlo! E lo riciclano anche all’estero, per italico folklore, che da quelle parti è materia di aperto e giustificato anti-italianismo. Tutto fa brodo. E’ la versione più avanzata del “Commissario Montalbano” che, pur nelle sue finezze, che solo un italico può cogliere, è già “terronico” che basta e avanza. Ma con Saviano siamo un passo più in là… siamo al top… per ora! Ma non disperiamo. Vedremo ancor di meglio.

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    1. animaligebbia 3 mesi fa

      L’ebreuccio saviano non se lo caga piu’ neanche il salumiere sotto casa ;mettiamola cosi,ci sono gli intellettuali pro migranti che vivono nei quartieri bene e danno il loro contributo ai fratelli africani facendosi portare la cassa d’acqua a casa e che sono ben pagati per perorare la causa,poi ci sono i piccolo-borghesi non ancora sfiorati dalla catastrofe perche’ abitano in quartieri sicuri e ripetono come pappagalli la lezioncina degli eletti,poi c’e’ il popolo delle periferie che sopporta il peso di questa forzata convivenza e non vuole piu’ sentire parlare di accoglienza e sono la maggioranza,c’e’ poco da dire hanno perso e la bava alla bocca che hanno lo sta a dimostrare,nessuno crede piu’ alla loro narrazione,niente piu’ premi letterari,niente piu’ convegni alle Maldive,dalle mie parti si dice “Astuiativi u mussu”(il correttore e’ impazzito,ma fa niente).

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  4. virgiglio 3 mesi fa

    ma cosa aspettano a sbatterlo fuori dalla RAI e togloerli la scorta!

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  5. Mardunolbo 3 mesi fa

    Questo altro articolo è pure da leggere per informarsi contro quali perversioni deve lottare questo governo !
    https://www.maurizioblondet.it/non-e-colpa-degli-zingari-ma-del-deep-state-de-noantri/

    Leggete pure che esiste un’associazione formata da figli e parenti di ex presidenti, che crea i suoi accoliti inserendoli nella burocrazia italiana.
    Si chiama ASTRID e se non viene smantellata e mandati a spasso (o a .agare ) i suoi associati, sarà molto dura per il governo !
    Diffondere questa informazione il più possibile…i vermi criminali traditori che albergano nella nazione, è ora che vengano messi alla luce per seccarsi come doveroso alla luce della verità che hanno sempre nascosto.

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    1. atlas 3 mesi fa

      quale nazione … Saviano è solo un traditore della terra in cui è nato, non per niente è giudeo, quindi fedele e leale solo con i suoi fratelli massoni sionisti internazionalisti. Le Due Sicilie hanno ben altri Uomini validi che la porteranno a ritornare splendente come e meglio del 1861 mentre Salvini fa il bene della sua italia. Nelle Sicilie siamo pieni di persone come e meglio di Salvini e presto emergeranno.

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  6. Geometrio 3 mesi fa

    Ma che aspettano di maio e salvini a riformare la Rai? A spegnere i microfoni di che nn fa giornalismo ma opinionisti? A cacciare i giornalisti di parte? A licenziare direttori e manager con la tessera politica?

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    1. @geometrio
      da quando ci sono i 5s in rai (dalla scorsa legislatura, ovvero il 2013), la stessa è peggiorata sensibilmente…
      lascia perdere la vane speranze, al potere ci sono sempre i soliti

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  7. The Crow 3 mesi fa

    Esprimersi col voto non è sufficiente, nonostante si sia ampliamente visto quanti italiani siano disgustati dalle idee di lor signori e lor signore (sebbene la signora Boldrini, “famosa paladina delle donne”, quando c’era da difendere le donne da alcune delle sue “preziose” risorse, fosse puntualmente da un’altra parte).
    Per loro la votazione era sbagliata, fallata, truccata, o qualunque altro termine per indicare non pulita.
    Ovviamente, infondo in questo paese “democratico”, se non hanno ragione loro, allora i cittadini sono degli idioti.
    Mi sembra giusto.
    A questo punto, se è necessario essere più espliciti nel fare intendere a costoro, TUTTI loro, bisognerà essere più espliciti!
    Ho però il terrore che bisognerà degenerare per farglielo capire.
    Ma infondo è una reazione normale: La pazienza infinita non esiste, prima o poi arriva la famosa e sempiterna goccia che fa traboccare il vaso.

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    1. Citodacal 3 mesi fa

      Attenzione però, perché la provocazione continua potrebbe avere anche come scopo proprio il causare la degenerazione; a quel punto il rischio sarebbe di ravvivarne le ragioni apparenti, in ciò rivelandosi una mossa controproducente.
      Hanno la bava alla bocca, sono a corto di dialettica e idee, sono ripetitivi e stanno scomparendo dai tracciati radar; sono già stati spiazzati dal referendum Costituzionale in poi; l’agitazione sta consumando loro le energie; probabilmente annegheranno nel loro stesso vomito: lasciamoglielo fare, tirando dritti per un’altra strada. I fatti concreti stanno portando fiducia al governo eletto. Dopodiché, ripuliremo del loro vomito la stanza e buonanotte al secchio.

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      1. Citodacal 3 mesi fa

        A riprova di quanto testé scritto, ecco il video trasmesso da La7 con le interviste di approvazione alla politica sull’immigrazione di Salvini, raccolte presso il Circolo ARCI Benassi di Bologna, storica roccaforte della sinistra felsinea:
        https://www.youtube.com/watch?v=w-C9YUfwQe4
        Ciancino pure i vari Saviano: più inveiscono, più si scavano la fossa; la base s’è smarronata e non li segue più.

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      2. The Crow 3 mesi fa

        Certo, è una possibilità concreta.
        Se non provassimo alcun tipo di emozioni e fossimo come macchine, basterebbe dialogare per risolvere eventuali problemi, senza che vi siano remore o malcontento.
        Tuttavia proviamo emozioni, e che ci piaccia o no, una delle più potenti emozioni che creano quel tremendo mostro noto come “guerra civile” è proprio la rabbia.
        L’ idea di un mondo unico, popolato da un umanità meticcia al 100% è irrealizzabile proprio perché è istinto intrinseco della specie umana difendere e salvaguardare il proprio territorio, cultura compresa.
        E tentare di soffocare questi istinti è un altra idea irrealizzabile.
        Eppure questi signori e chi si trova alle loro spalle, sopra di loro, tenteranno e tentano comunque di realizzarla, in cerca di chissà quale premio finale, che dal mio punto di vista da persona povera e comune non riesco a vedere

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        1. Citodacal 3 mesi fa

          Di ciò non dubito. Rammento soltanto come le emozioni, lasciate allo stato brado ed esasperate, diventino il punto d’aggancio per essere manovrati: molto del dominio del mondo moderno si fonda proprio su questo: rincoglionimento tramite continuo bombardamento emozionale, o sua esasperazione, e chi riesce appena a tenersene al di sopra ha maggiori possibilità di scelta tra il costruire un sistema davvero educativo e formativo, oppure uno fondato sulla propaganda, sull’imbonimento e sullo sfruttamento. Nessuno nega quanto sia difficoltoso tenere a bada le proprie emozioni, ma allenarsi a farlo rende davvero più liberi e lucidi: nonché efficaci.
          Non occorre entrare nell’ambito contemplativo del monaco, ma soltanto aver presente che lo stesso combattere, per essere davvero efficace, richieda il massimo distacco possibile dall’emozionalità (distacco che non significa repressione, ma direzionare l’emozione verso la consapevolezza degli atti, e dunque non lasciarsene manovrare: in battaglia la rabbia è spesso cattiva consigliera); e tutto ciò è patrimonio concreto della tradizione guerriera sia orientale che occidentale.
          Riporto a esempio un aneddoto diffuso tra samurai:
          Un illustre maestro di sciabola aveva tre figli; un giorno, ricevendo la visita di un personaggio importante e anch’egli versato nell’arte della sciabola, glieli presentò, ma prima ebbe l’accortezza di porre uno sgabello sul bordo superiore della porta; il primo figlio convocato la aprì con sicurezza, ricevette lo sgabello sulla testa, estrasse la katana rapidamente e con altrettanto rapido e preciso fendente divise lo sgabello in due prima che toccasse terra, mostrando di possedere riflessi e tecnica non indifferenti; il secondo invece fece egualmente cadere lo sgabello, ma lo prese al volo prima d’esserne colpito e lo depose in terra; il terzo si accorse che qualcosa non andava nella porta: aprì quel tanto che bastava, tolse lo sgabello e si presentò.
          Il padre, lasciato poi solo con l’ospite, gli dichiarò che il figlio entrato per ultimo era davvero molto promettente: quello entrato per secondo aveva ancora da lavorare: e quello entrato per primo era davvero ancora lontano dall’arte della sciabola!

          Grazie per le considerazioni.

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          1. Mardunolbo 3 mesi fa

            La storia della katana che taglia in due uno sgabello è tipica delle descrizioni asiatiche che lavorano molto sulla fantasia dei concetti per renderli eclatanti
            Difatti i film asiatici mostrano guerrieri che sono capaci addirittura di volare mentre guerreggiano….Simili cose non si trovano nella letteratura occidentale ,nemmeno nelle saghe nordiche; solo le streghe o gli stregoni sarebbero capaci.Ovvero degli strapoteri di origine infernale.
            Sigfrido stesso , eroe di saga antica, era vulnerabile anche se in un solo punto. Achille, pure.
            Una katana che riesca a tagliare in due uno sgabello, foss’anche di legno di bambù, non solo non esiste ma nemmeno il più forte guerriero riuscirebbe nei secondi che cade lo sgabello ! Potrebbe solo insistendo , a sgabello caduto, premendo con forza con tutto il suo peso e praticando un movimento a sega sulle parti dello sgabello.
            Tanto dovevo per evitare irreali fantasie sulle possibilità del taglio di una spada.
            Chiedo venia per la digressione.

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          2. The Crow 3 mesi fa

            Un aneddoto molto interessante, di cui ignoravo l’esistenza e ti ringrazio per avermelo fatto conoscere.
            Non era mia intenzione portare scompiglio, ma ahimè quanti sanno ragionare a mente fredda come il terzo figlio del samurai?
            Pochi, diciamoci la verità.
            Non sono un estimatore della guerra e desidero trascorrere la mia vita il più lontano possibile da essa, in qualunque sua forma.
            Tuttavia sono altrettanto conscio che, prima o poi, qualcuno farà qualcosa di molto stupido, che scatenerà il classico effetto domino.
            Resta solo da capire il quando e il come.
            Detto ciò, sono molto contento di aver compreso il tuo punto di vista, imparando qualcosa di nuovo.

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          3. Citodacal 3 mesi fa

            @Mardunolbo
            Un conto sono le fantasiose trasposizioni cinematografiche odierne, un altro la storia tramandata; una katana era composta di acciaio multistrato (poteva superarne i 30.000, procedendo per successiva ripiegatura e ribattitura partendo da un singolo blocchetto d’acciaio); il solo processo d’affilatura poteva richiedere alcuni mesi di paziente lavoro, condotto con religiosa dedizione secondo tecniche tramandate da maestro ad allievo, da cui emergeva con un filo duro come diamante.
            Come in certe cronache occidentali, anche le orientali annoverano episodi di battaglia in cui un fendente di spada amputava arti interi o giungeva a dividere in due un cavallo; in questo caso, la potenza della katana poteva avere un simile soprattutto nelle spade occidentali a una mano e mezza (o spada bastarda). Esistono testimonianze di cronisti mongoli colpiti dalla brutale efficienza delle eccellenti katane d’epoca Kamakura (1181-1330), al punto che uno dei loro commentatori scrisse: “Ogni volta che una delle loro lame scintillanti viene sollevata in aria e riabbassata, ci sono tre morti tra i nostri”.
            Anche i cronisti portoghesi rimasero stupiti dalla qualità dell’acciaio delle lame giapponesi, fino a scrivere che fossero talmente affilate da riuscire a tagliare persino le loro armature; d’altro canto, per onor del vero, corrispondenti cronache giapponesi riferivano l’analogo stupore nel vedere che le armature portoghesi erano talmente robuste da renderne difficoltosa la penetrazione. Non avendo, per ovvi motivi, attendibili prove tecniche a disposizione (sebbene vi siano tracce di testimonianze) dobbiamo ritenere ragionevole che certe prestazioni davvero terribili fossero realmente possibili, sebbene rare, soprattutto se l’arma veniva adoperata da una mano esperta, che sapeva sfruttarne al massimo le potenzialità di resistenza, flessibilità e taglio.
            Alcune sue considerazioni, Mardunolbo, fanno riferimento più alla dinamica d’uso del taglio da coltello da cucina, che non al fendente da spada o sciabola, in cui è tutto il corpo che carica il colpo; vi aggiunga la possibilità di infliggere lo stesso colpo in corsa o da cavallo, e con maggiore energia cinetica.

            L’aneddoto comunque aveva lo scopo precipuo d’indicare come il focus dell’arte della sciabola, del pari a qualsivoglia arte marziale, non fosse la tecnica fine a se stessa, bensì lo sviluppo delle capacità intuitive associate alla medesima.

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          4. Citodacal 3 mesi fa

            @The Crow
            Sono io a ringraziarti per mostrare la disposizione a comprendere.
            Certo, nemmeno pochi ma pochissimi posseggono l’attitudine del terzo figlio (non è infatti un obbligo, ma un’opportunità da perseguire); si tratta di perseveranza e duro allenamento (questione di scelte quindi) che non annoverano neppure un termine specifico; nelle arti marziali si continua ad insegnare che la pratica vada protratta fino all’ultimo istante di vita, in ciò intendendo come non solo abbia a che fare con una componente tecnica, ma soprattutto con una adeguata disposizione mentale e spirituale che non possono mai dirsi effettivamente compiute; l’aneddoto, storicamente vero o falso che fosse, intende significare ciò (fermo restando le reali potenzialità della katana).
            Coltivare questo atteggiamento mentale è utile in ogni ambito della propria vita: e questo è l’insegnamento più prezioso (consideriamo, Dio non lo voglia, la poco piacevole circostanza d’esser coinvolti in un disastro ferroviario, od esserci trovati a bordo della Costa Concordia con o senza Schettino: non farsi prendere – troppo – da panico ed emotività potrebbe fare la differenza tra salvezza o morte, per noi e per altri). Vi sono testimonianze di uomini giapponesi che ebbero un ruolo predominante durante i disordini del periodo Meiji, nelle quali essi affermano d’essere sopravvissuti alle turbolenze grazie proprio alla capacità di mantenere il sangue freddo (e non senza notevoli difficoltà), evitando di mettere inopportunamente mano alla sciabola (e senza farsene un vanto). Non è certo una novità che i nervi scoperti rendano più vulnerabili. Io stesso non saprei come potrei venire a comportarmi in certe situazioni; mi alleno infatti per cercar di mantenere in esercizio lucidità e calma interiore, ed evitare almeno d’essere tra quegli stupidi che possono mettere in moto l’effetto domino (se poi c’è da difendersi materialmente, si deve provveder comunque).
            Come potrebbero andare poi le cose, non saprei; per questo continuo ad allenarmi.
            Buon proseguimento.

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          5. Citodacal 3 mesi fa

            @Mardunolbo
            Il Tameshigiri, ovvero la prova di taglio di una katana, viene tutt’oggi praticato su stuoie di paglia strettamente arrotolate o proprio fusti di bambù (un tempo venifa fatto anche su cadaveri; vi sono registrazioni impresse su alcune spade che avrebbero penetrato ben 3 cadaveri per volta). In rete si trovano parecchi siti che espongono dettagliatamente; mi limito a segnalare un video in cui il praticante (minuto 2:25) taglia 3 fusti di bambù ravvicinati.

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  8. Brancaleone 3 mesi fa

    Crow ha proprio ragione, pur avendogli dimostrato che ci hanno irreversibilmente rotto i coglioni, non c’e’ modo di sentire e vedere nei mass-media una voce diversa. Continuano con la litania mondialista, sinistra e pretesca a sgomitare, evidentemente il tradimento paga bene.

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  9. amadeus 3 mesi fa

    non possiamo continuare a mantenere i traditori dell’Italia e assurdo li proteggiamo pure con la scorta, questa gente va inviata al confino e messa in condizione di non nuocere, hanno già fatto troppi danni, é ora di provvedere, basta con la democrazia pietosa questi i danni li fanno sul serio !!

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  10. Mardunolbo 3 mesi fa

    Per Citodacal.
    insisto nel mio commento precedente ,vieppiù dopo aver visto il video che esalta il taglio di tronchi di palma e di midolli di palma spessi 25-30 cm.
    Per mostrare le capacità della spada giapponese vi è anche il taglio dei tre bambù che hanno caratteristiche ben precise: A sono freschi e come tali il tronco è morbido, non secco come uno sgabello.
    B i tronchi sono ben allineati e fissati su un supporto in modo che non vi sia la flessibilità al colpo di spada, che ne impedirebbe il taglio netto.
    E con ciò spero non vi siano più fantasie al riguardo. Rispondendo invece alla informazione sui colpi di spada nei combattimenti, ovvio , anche per abbondante aneddottica occidentale, che siano estremamente efficaci nel tagliare arti interi (braccia soltanto) se inferti con movimento rotatorio e grande forza su arto irrigidito dalla forza del combattente.
    Su arto morbido e flessibile, retraente, non c’è possibilità di amputazione completa a meno che non vi sia inseguimento e colpo forte e rotatorio in modo da agire con “effetto sega”.
    Scusi, Cirodacal, ma sono medico e avendo dovuto studiare medicina legale, ho imparato quel che succede nel corpo umano con ogni genere di arma e la scienza analitica occidentale non è abituata alle fantasie orientali ma alla realtà analitica occidentale che si basa sul metodo galileiano di riprodurre in laboratorio quel che avviene in natura, senza ricorrere a virtuosismi letterari.
    Le spade occidentali, e, giustamente , aha accennato alla sola “bastarda” tenuta a due mani, come la katana, offriva ben più forza di altre spade che si tenevano con una sola mano.
    Riguardo all’effetto cinetico di una lama che colpisce in corsa umana od a cavallo, risulta ovvio a chiunque abbia un minimo di conoscenza fisica, che tale colpo abbia una sommatoria di potenza inerente alla velocità di arrivo sul punto da colpire.
    Un esempio per chi fosse digiuno di ciò , sono le cariche di cavalleria che era usata appunto poichè la velocità stessa ottenuta col cavallo, dava un potenza quadruplicata ai fendenti od ai colpi di lancia. Ed allora sì che si infilzavano anche tre persone per volta !
    Altro esempio riguarda non più i colpi di arma tagliente ma i proiettili stessi. Si sa che un proiettile sparato da punto fermo ha una energia cinetica X . Lo spesso proiettile sparato da un aereo in picchiata (ad esempio) ha un’energia cinetica, quindi perforante, che è anche 600 volte maggiore. Dipendendo però dal materiale di composizione dell’ogiva. Il famigerato Uranio “impoverito” dota l’ogiva di un potere di penetrazione notevole essendo l’uranio un metallo molto pesante che ,mescolato, rende molto più resistente all’impatto un’ogiva normale.
    Un colpo sparato con un proiettile con ogiva di piombo, nonostante la stessa velocità di altro analogo, ma di ottone o rame o che altro, ha un impatto meno penetrante , poichè il piombo è di per sè malleabile, quindi molto deformabile agli urti.
    Lo stesso proiettile usato non con piombo, perfora semplicemente senza fermarsi nei tessuti del bersaglio.
    Spero di essere stato esauriente, ma tanto dovevo per demitizzare la cultura e civiltà orientale di cui non abbiamo da prendere esempio nè nella filosofia, nè nell’arte , nè nella scienza, nè nella tecnologia. I Cinesi viaggiavano ancora su navi con la chiglia piatta mentre al tempo di C.Colombo la Spagna aveva le caravelle con la chiglia a “guscio di noce” che potevano rovesciarsi solo quasi al completo scarrocciamento, quindi potevano navigare nell’oceano senza timori.

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    1. Mardunolbo 3 mesi fa

      Tanto per restare in tema della demistificazione della cultura orientale, intendo qui ricordare ad onor di cronaca storica, che l’orientamento di un ago magnetico fu scoperto casualmente in Cina, ma essi ritenevano che l’ago indicasse il Sud !
      Fu un amalfitano ,Flavio Gioia(al tempo della Repubblica di Amalfi) che invece scoprì che l’ago indicava il Nord e predispose il sistema magnetico nella struttura che fu poi definita “bussola” d’orientamento con i quadranti.
      Tralascio di ricordare altri inventori e scopritori per non rendere addirittura ridicola la “cultura asiatica” che era ,sì, esperta nel saper torturare con raffinatezze inumane. I missionari in Giappone lo seppero e sperimentarono molto bene…
      Il Giappone viveva in una dimensione pressapoco al nostro primo medio-evo con scontri tribali e di contee, mentre noi eravamo nel 1600 D.C. Fu la coercizione degli StatiUniti(e dagli, che si ripresentano nella Storia !) nel 1860 circa, con le cannoniere puntate sui porti giapponesi, che costrinse il Giappone ad aprirsi all’Occidente e mutare le sue abitudini barbare in un inculturamento più umano e consono al resto del mondo.
      Con questa coercizione poterono ritornare i missionari e scoprirono che dopo 200 anni in alcuni paesi si era mantenuta la religione cristiano-cattolica nonostante la ferocissima persecuzione cui furono sottoposti tutti i cristiani.
      E con ciò mi fermo, ne ho abbastanza di ricordare le atrocità e le aberrazioni sataniche fatte dalle culture asiatiche prevalenti, Cina e Giappone.

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      1. Citodacal 3 mesi fa

        Tanto rumore per nulla allora (per dirla con Shakespeare), poiché nessuno intendeva mitizzare la cultura asiatica (*); abbiamo visto che, nei fatti, gli effetti di una katana e una spada bastarda erano grosso modo comparabili e notevoli, anche a seconda del periodo di produzione. In merito alla capacità di taglio e penetrazione, in un suo articolo lo studioso inglese Clive Sinclaire della To-ken Society britannica (http://www.intk-token.it/forum/index.php?showtopic=6226) riporta di aver assistito al taglio di un vecchio elmo di metallo con una katana moderna, la quale non si è né piegata, né scheggiata o rotta, ma solo leggermente rovinata: non si capisce perché non potesse tagliare anche uno sgabello, viepiù se non ne conosciamo le esatte fattezze originali del caso specifico (il quale è aneddotico e potrebbe riportare “sgabello” per intendere un oggetto in legno dalle dimensioni contenute, il cui scopo era mettere alla prova la percezione di chi entrava dalla porta) e magari abbiamo invece in mente un modello attuale dalle fattezze spesse e corpose. Nel caso del bambù, riporto la sua scheda tecnica (http://tuttobambu.blogspot.com/p/blog-page_3.html – nel caso di quello del video, non ci si deve lasciar ingannare dal colore, ma osservarne il diametro: esistono specie di bambù che mantengono il colore verde scuro anche dopo la maturazione e la lignificazione):
        Resistenza a trazione
        Lo stato di sollecitazione rispetto al quale il bambù presenta caratteristiche meccaniche notevoli, se paragonato a quelle dei più comuni materiali da costruzione, è lo sforzo normale di trazione. Esso risulta maggiore del legno e si avvicina a quello dell’acciaio. Per questo motivo viene chiamato anche “acciaio vegetale”.
        Resistenza a compressione
        Il bambù presenta anche una buona resistenza e compressione maggiore del legno e del calcestruzzo.
        Resistenza a flessione
        La corteccia che avvolge esternamente l’intera canna, oltre a proteggerla dall’attacco di funghi e insetti, aumenta notevolmente la resistenza a flessione del materiale.
        Durezza
        La corteccia esterna della canna di bambù è composta da due strati epidermici di cellule ad alto contenuto di silice. Inoltre la superficie laterale è costituita da uno strato lucido che nell’insieme fornisce notevole durezza e impedisce a funghi e insetti di attaccare il fusto della pianta.
        Consideriamo inoltre che, diversamente dalle katane acquistabili nei nostri negozi per poche centinaia di euro, una katana forgiata secondo tradizione in Giappone (esistono ancora pochissimi artigiani in grado di farlo) viene a costare come minimo alcune migliaia di euro, finanche una o due diecine (da 5.000 fino a 20.000 euro circa, cifre confermatomi da praticanti che sono stati in Giappone per lavoro): che siano di qualità notevolmente differente da quelle che impiega il praticante medio è più che evidente.

        (*) In merito ai film, occorre distinguere da quella paccottiglia che si ispira alla pseudo-cultura manga e quelli che traspongono gli elementi culturali della mitologia giapponese. Anche in Occidente lo stesso Sigfrido ha a che fare col drago Fáfnir e tuttavia nessuno pensa che i draghi siano mai esistiti per davvero; chi leggesse Tolkien con lo spirito d’un credulone incapperebbe nella medesima deformazione che mitizza gli eroi volanti giapponesi (e Gandalf era un mago): eppure Tolkien si rifaceva alle saghe più note e sostanzialmente non ha inventato nulla; che non ci siano eroi volanti nella mitologia occidentale è circostanza invece rappresentata da coloro che impiegano cavalli alati come Pegaso, o sandali altrettanto alati; Dante ed Enea scendono agli Inferi e attraversano i fiumi infernali e nessuno ha mai avuto nulla da ridire, non ritenendole spacconate impossibili inventate dai narratori, ma trasposizioni mitologiche con significati simbolici. Gli esempi che si potrebbero addurre sono numerosissimi, senza che qualcuno li possa prendere alla lettera: e se lo fa, il problema è solo suo.

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    2. Citodacal 3 mesi fa

      Tanto rumore per nulla allora (per dirla con Shakespeare), poiché nessuno intendeva mitizzare la cultura asiatica (*); abbiamo visto che, nei fatti, gli effetti di una katana e una spada bastarda erano grosso modo comparabili e notevoli, anche a seconda del periodo di produzione. In merito alla capacità di taglio e penetrazione, in un suo articolo lo studioso inglese Clive Sinclaire della To-ken Society britannica (http://www.intk-token.it/forum/index.php?showtopic=6226) riporta di aver assistito al taglio di un vecchio elmo di metallo con una katana moderna, la quale non si è né piegata, né scheggiata o rotta, ma solo leggermente rovinata: non si capisce perché non potesse tagliare anche uno sgabello, viepiù se non ne conosciamo le esatte fattezze originali del caso specifico (il quale è aneddotico e potrebbe riportare “sgabello” per intendere un oggetto in legno dalle dimensioni contenute, il cui scopo era mettere alla prova la percezione di chi entrava dalla porta) e magari abbiamo invece in mente un modello attuale dalle fattezze spesse e corpose. Nel caso del bambù, riporto la sua scheda tecnica (http://tuttobambu.blogspot.com/p/blog-page_3.html – nel caso di quello del video, non ci si deve lasciar ingannare dal colore, ma osservarne il diametro: esistono specie di bambù che mantengono il colore verde scuro anche dopo la maturazione e la lignificazione):
      Resistenza a trazione
      Lo stato di sollecitazione rispetto al quale il bambù presenta caratteristiche meccaniche notevoli, se paragonato a quelle dei più comuni materiali da costruzione, è lo sforzo normale di trazione. Esso risulta maggiore del legno e si avvicina a quello dell’acciaio. Per questo motivo viene chiamato anche “acciaio vegetale”.
      Resistenza a compressione
      Il bambù presenta anche una buona resistenza e compressione maggiore del legno e del calcestruzzo.
      Resistenza a flessione
      La corteccia che avvolge esternamente l’intera canna, oltre a proteggerla dall’attacco di funghi e insetti, aumenta notevolmente la resistenza a flessione del materiale.
      Durezza
      La corteccia esterna della canna di bambù è composta da due strati epidermici di cellule ad alto contenuto di silice. Inoltre la superficie laterale è costituita da uno strato lucido che nell’insieme fornisce notevole durezza e impedisce a funghi e insetti di attaccare il fusto della pianta.
      Consideriamo inoltre che, diversamente dalle katane acquistabili nei nostri negozi per poche centinaia di euro, una katana forgiata secondo tradizione in Giappone (esistono ancora pochissimi artigiani in grado di farlo) viene a costare come minimo alcune migliaia di euro, finanche una o due diecine (da 5.000 fino a 20.000 euro circa, cifre confermatomi da praticanti che sono stati in Giappone per lavoro): che siano di qualità notevolmente differente da quelle che impiega il praticante medio è più che evidente.

      (*) In merito ai film, occorre distinguere da quella paccottiglia che si ispira alla pseudo-cultura manga e quelli che traspongono gli elementi culturali della mitologia giapponese. Anche in Occidente lo stesso Sigfrido ha a che fare col drago Fáfnir e tuttavia nessuno pensa che i draghi siano mai esistiti per davvero; chi leggesse Tolkien con lo spirito d’un credulone incapperebbe nella medesima deformazione che mitizza gli eroi volanti giapponesi (e Gandalf era un mago): eppure Tolkien si rifaceva alle saghe più note e sostanzialmente non ha inventato nulla; che non ci siano eroi volanti nella mitologia occidentale è circostanza invece rappresentata da coloro che impiegano cavalli alati come Pegaso, o sandali altrettanto alati; Dante ed Enea scendono agli Inferi e attraversano i fiumi infernali e nessuno ha mai avuto nulla da ridire, non ritenendole spacconate impossibili inventate dai narratori, ma trasposizioni mitologiche con significati simbolici. Gli esempi che si potrebbero addurre sono numerosissimi, senza che qualcuno li possa prendere alla lettera: e se lo fa, il problema è solo suo.

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