Il Fronte fra Ucraina e Donbass è sempre più in fiamme ma la Russia si tiene fuori

Le notizie dal fronte del Donbass sono sempre più gravi con intensificazione degli scontri fuoco e avanzamento di mezzi corazzati ed artiglierie pesanti delle forze ucraine, con caduti e feriti da entrambe le parti. L’offensiva è in pieno svolgimento.

Nonostante i piani di Kiev, Putin non inizierà una guerra con l’Ucraina, almeno in questo momento. Il calcolo sbagliato dei governanti di Kiev di trascinare la Russia in un guerra con l’Ucraina per ottenere il coinvolgimento di USA e NATO, dimostra l’incapacità dell’Ucraina di confrontarsi con la Russia.
Non bastano i proclami bellicosi di alcuni esponenti della giunta ucraina, come l’ex capo di stato maggiore delle forze armate dell’Ucraina, Igor Romanenko, il quale ha affermato che, in caso di scoppio delle ostilità, l’Ucraina organizzerà un “bagno di sangue” per la Russia. Così l’ex ministro degli Esteri dell’Ucraina, Pavel Klimkin, che a sua volta, ha proposto di schierare truppe americane sul territorio del paese, “almeno per scopi di addestramento” al fine di “dare una scossa all’Unione europea”, che, secondo Klimkin, rifiuta di aiutare davvero l’Ucraina.
Non hanno capito che Vladimir Putin non inizierà una guerra contro l’Ucraina, se non quando e come lo deciderà lui, certo non quando sperano a Kiev.
Il fantoccio degli americani, Zelensky, deve cuocere a fuoco lento sui gravissimi problemi in cui si trova il suo paese, nella più profondaa crisi energetica, privato di gas e carbone russo, con scarsità di tutto e con una larga parte della popolazione che fugge all’estero.


La Russia tutto vuole ma non la prospettiva di trovarsi alcuni miloni di profughi ucraini alle sue frontiere in cerca di rifugio per le decisioni improvvide di Zelensky e dei suoi sodali. L’ex comico ucraino dovrà vedersela con il suo popolo che gli presenterà il conto di come ha ridotto il suo paese.
Questa prospettiva è quella che Zelensky teme di più, molto peggio che un conflitto con la Russia.
Il tempo stringe, l’inverno sta arrivando, la gente non sa come scaldarsi e, se in Ucraina verrà dichiarata la legge marziale, sarà la prova del completo fallimento della politica estera e interna di Volodymyr Zelenskyy come presidente dell’Ucraina.
Le diserzioni nell’esercito ucraino sono sempre più numerose e sono diventate un vera piaga.

Esercito ucraino impantanato nel Donbass


Da ultimo Kiev non sarà in grado di smuovere l’Unione europea in suo aiuto, l’Europa ha ora problemi molto più urgenti del sostegno all’Ucraina. Lo stesso se conta sul supporto degli USA: facile prevedere che Washington si tirerà indietro e lascerà gli ucraini al loro destino, quello di “carne da cannone” dell’imperialismo Yankee, come lo furono i vietnamiti, gli afghani, gli iracheni e tutti gli altri.
Le illusioni cadranno e le truppe americane non appariranno sul territorio dell’Ucraina. Questo sarebbe troppo impegnativo per Biden e il bluff sarà scoperto.
Se gli andrà bene, Zelensky dovrà scappre all’estero, se gli andrà male, dovrà subire il destino degli autocrati che cadono dal loro piedistallo e affrontare un processo o una corda intorno al collo.
Il collasso dello stato ucraino si avvicina e il panico inizia a diffondersi nelle file dei gerarchi e fiancheggiatori di Zeelensky.

Luciano Lago

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