Il Forum Economico di San Pietroburgo dimostra che i piani dell’Occidente per isolare la Russia sono falliti

Eliseo Bertolasi

In questi giorni, dal 15 al 18 giugno a San Pietroburgo si tiene il XXV Forum economico internazionale.

Quest’anno il tema centrale dell’evento è “Nuovo Mondo – Nuove Opportunità”.
Perché tale denominazione, lo spiega il presidente russo Vladimir Putin nel suo preliminare messaggio di congratulazione agli organizzatori del Forum:
“Tanti anni di errori di politica economica da parte dei Paesi occidentali e sanzioni illegittime hanno portato a un’ondata d’inflazione globale, alla distruzione delle abituali catene logistiche e produttive, a un forte aumento della povertà e della carenza di cibo. Ma, come succede, con le sfide si aprono le prospettive. Per questo, in particolare, è così attuale lo slogan del Forum: “Nuovo mondo – Nuove opportunità”, ha sottolineato Putin.

Nel contesto contingente delle sanzioni e delle crescenti minacce per l’economia globale, i partecipanti a questa piattaforma internazionale d’affari intendono discutere possibili soluzioni ai problemi logistici, oltre alle questioni relative alla sostituzione delle importazioni e all’accesso a mercati alternativi. È interessante notare che, nonostante le numerose restrizioni e i tentativi da parte dell’Occidente d’isolare la Russia, politici, uomini d’affari ed esperti di 115 paesi visiteranno il Forum. Allo stesso tempo, gli esperti sono convinti che la quantità di accordi che verranno sottoscritti alla fine di SPIEF-2022 sarà una sorpresa per i cosiddetti “paesi ostili”.

Tra i partecipanti ci sono delegazioni ufficiali e rappresentanti di associazioni imprenditoriali di vari paesi: Emirati Arabi Uniti, Turchia, Venezuela, Egitto, Italia, Canada, Cina, Francia, India, Cuba, oltre a USA e Taiwan. Al Forum sono giunti anche i leader della DNR e LNR: Denis Pushilin e Leonid Pasechnik.

L’isolamento della Russia dichiarato dai Paesi Occidentali sembra quindi essere fallito. Lo si vede chiaramente dall’elenco delle delegazioni nel programma di partecipazione all’evento. Ci sono molti leader stranieri, incluso il presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev. Dmitrij Peskov, portavoce del Cremlino, ha affermato che è prevista la visita di ospiti di alto rango a livello di capi di governo e capi di stato, ma non ha rivelato i loro nomi – per “non dar ulteriore lavoro agli ambasciatori americani”.

Denis Pushilin e Leonid Pasechnik, i capi rispettivamente della DNR e dell’LNR, tra gli ospiti principali del SPIEF, arrivano direttamente dalle zone dell’operazione speciale russa e parleranno di un futuro congiunto con la Russia.

Gli esperti hanno notato che i rappresentanti stranieri, nonostante i timori, sono comunque giunti a San Pietroburgo. Al Forum è prevista anche una significativa delegazione di giornalisti stranieri provenienti da “paesi ostili”, quelli che di solito scrivono storie false su eventi in Ucraina e in Russia.
“Pertanto, è prevista una raffica di disinformazione: le delegazioni non sono venute, ma hanno inviato cani che latrano”, ha avvertito uno degli esperti.

Gli analisti sottolineano che, nonostante tutte le sanzioni, la Russia ha molti progetti economici e non interrompe i legami con i suoi partner stranieri, sia di lunga data che nuovi, molti dei quali sono silenziosamente contrari alle sanzioni, ma temono per i loro affari.

In precedenza è stato comunicato che la partecipazione al Forum è stata richiesta da delegazioni di oltre 60 paesi, comprese quelle provenienti dai “paesi ostili”. Secondo gli organizzatori del Forum, più di 500 relatori parleranno nell’ambito del programma della sezione “affari”. Si tratta sia di rappresentanti della Russia che di ospiti provenienti da Emirati Arabi Uniti, Turchia, Venezuela, Egitto, capi di organizzazioni internazionali, rappresentanti di associazioni imprenditoriali in Italia, Canada, USA, Francia, membri della comunità scientifica e culturale di Russia, Cina , India, Cuba, nonché rappresentanti di società russe e straniere. Molti di loro sono venuti a cercare nuove modalità d’interazione con la Federazione Russa. Pertanto, la Russia, nonostante tutto, continua a richiamare l’interesse della comunità mondiale in termini d’investimenti.

Una particolare attenzione verrà data alle possibilità di espandere la cooperazione della Russia con i paesi dei BRICS, dell’EAEU (Unione Economica Eurasiatica), della CSI, dell’America Latina, del Medio Oriente, dell’Asia e dell’Africa. Lo ha riferito a RT il presidente della Camera di Commercio e Industria della Russia Sergeij Katyrin, presente al Forum:
“Anche se in futuro verranno ripresi i legami con l’Occidente che oggi sono stati interrotti, la configurazione della cooperazione economica mondiale sarà comunque diversa. Certamente al Forum verranno firmati anche nuovi contratti. Presto scopriremo l’importo totale degli accordi, ma credo che ci saranno sorprese per i paesi ostili che ancora sperano d’isolare la Russia. Insomma, i partecipanti allo SPIEF dovranno lavorare sodo”.

Per il giorno 17 giugno è prevista la presenza del presidente Vladimir Putin nella sessione plenaria del Forum, la moderatrice sarà Margarita Simonyan, caporedattore del gruppo mediatico Rossiya Segodnya e RT.
In tal occasione, il presidente russo rivolgerà agli ospiti del Forum un discorso “estremamente importante”. Lo ha annunciato a TASS Dmitrij Peskov:

“Naturalmente, la questione principale per il nostro Presidente è lo sviluppo della Russia e il miglioramento del tenore di vita dei nostri cittadini. Questa è sempre stata, è e rimarrà la questione principale per il nostro Presidente.

Putin al Forum 2021 tiene il suo discorso


Certamente, quest’anno il suo intervento al Forum sarà estremamente importante. Quest’anno è stato caratterizzato da una tale, probabile, “tempesta sistemica perfetta”. L’economia è diventata ostaggio della politica e i politici di molti paesi durante il coronavirus hanno commesso un numero enorme di errori. Il mondo ora sta pagando il prezzo di questi errori. Gli errori sono stati aggravati dalla guerra economica lanciata contro la Russia. Ma la Russia è un paese troppo grande affinché una guerra contro di essa non li colpisca come un boomerang. Ora stiamo vedendo come tutte queste restrizioni, le sanzioni che sono state introdotte [contro la Federazione Russa], stiano colpendo i prezzi di energia, cibo ec… Stiamo vedendo i risultati degli errori di molti paesi, che si stanno manifestano nell’inizio di una crisi alimentare. E via di seguito in tal modo. Certo, è impossibile non parlarne, e sono certo che il Presidente ne parlerà”.

Alla sessione plenaria parteciperà anche il presidente del Kazakistan, Kassym-Jomart Tokayev, e il presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi che prevede di parlare in videoconferenza.

Va ricordato che il primo SPIEF fu tenuto nel 1997 e che dal 2006 l’evento si tiene sotto il diretto patrocinio di Vladimir Putin. I partecipanti al Forum comunicano attraverso: panel, tavole rotonde, dibattiti televisivi, dialoghi d’affari e colazioni di lavoro.
Nella precedente sessione, SPIEF – 2021 (nonostante le limitazioni dovute alla pandemia), si sono svolte oltre 190 iniziative d’affari e più di 13,5 mila persone provenienti da 141 paesi del mondo sono giunte nella sede del Forum. In totale, sono stati firmati più di 890 accordi per un importo globale di circa 4,3 trilioni di rubli.

Fonti: https://tass.ru/ekonomika/14831689?utm_source=google.com&utm_medium=organic&utm_campaign=google.com&utm_referrer=google.com
https://bloknot.ru/politika/e-konomicheskij-forum-v-sankt-peterburge-dokazy-vaet-plany-zapada-po-izolyatsii-rossii-provalilis-942540.html
https://ria.ru/20220611/ekonomika-1794777489.html
https://russian.rt.com/business/article/1014696-pmef-forum-ekonomika-2022
https://tass.ru/interviews/14890533?utm_source=google.com&utm_medium=organic&utm_campaign=google.com&utm_referrer=google.com

Traduzione dei testi di Eliseo Bertolasi

3 Commenti
  • Andrea
    Inserito alle 16:19h, 16 Giugno Rispondi

    Quello che più interessa l’occidente sono le condizioni di salute di Putin, ignorando la salute mentale di quello aldilà dell’atlantico. E se Putin dovesse crepare? L’unica speranza è che andasse uno ancora più determinato di lui, tipo Medvedev o lo Zirinovsky di qualche anno fa, invece l’occidente spererebbe di piazzar lì un altro Boris Yeltsin, capace di ragionare solo con mezzi litri di Vodka davanti agli occhi. Ma per sfortuna dell’occidente penso che questo non si ripeterà tanto facilmente

  • eusebio
    Inserito alle 22:31h, 17 Giugno Rispondi

    L’attacco anglosionista alla Russia sembra la parafrasi della nota barzelletta sui britannici “Nebbia sulla Manica, il Continente è isolato”.
    L’occidente collettivo controllato dagli anglosionisti ormai è indietro rispetto al resto del mondo, in Ucraina le armi russe hanno una netta superiorità sulle stesse armi occidentali, gli stessi “mercenari” occidentali vengono uccisi o catturati, intanto la Cina vara la sua terza portaerei Fujian da 80000 tons con catapulte elettromagnetiche per gli aerei, che verranno montate e sperimentate per essere poi installate anche sulla prossima portaerei già in costruzione da 100000 tons, che dovrebbe essere a propulsione nucleare.
    La Russia si sta appoggiando sulle possenti spalle industriali e militari cinesi, con molti accordi sottoscritti tra aziende russe e cinesi in occasione del forum economico di San Pietroburgo in corso, su energia, prodotti agricoli e molto altro,, a riprova della solida alleanza tra le due potenze eurasiatiche.
    Anche l’America Latina si sta accodando, mentre i russi si apprestano ad aprire basi militari in Nicaragua, e basi del sistema satellitare GLONASS in altri paesi del continente, la Cina investirà massicci capitali in Argentina, paese prossimo ad aderire ai BRICS.
    Potrebbe aderire pure la Colombia se Gustavo Petro dovesse vincere le presidenziali di domenica, mentre il Venezuela ha sottoscritto un patto ventennale economico e militare con l’Iran.
    Ormai agli USA rimane il presidente cileno culattone Gabriel Boric, creazione della NED americana, ma anche negli stessi USA gli ispanici cominciano a ribellarsi, in una suppletiva alla Camera dei Rappresentanti in Texas una cittadina americana nata in Messico ha vinto il seggio per il partito repubblicano, segno che gli ispanici hanno abbandonato il partito democratico dominato dai sionisti.

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