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Il disastro della Libia dimostra l’inconsistenza della politica estera dell’Italia e della UE

di  Luciano Lago

Di fronte al disastro della Libia amplificato , in questi giorni , dalla nuova offensiva delle formazioni libiche del generale Haftar su Tripoli, viene messa in evidenza l’inconsistenza della della UE come organismo di politica estera, la nullità dell’Italia come soggetto di politica internazionale, la vacuità delle “promesse” fatte dagli USA (Amministrazione Trump) all’Italia, nonchè il palese contrasto della azione della NATO con gli interessi nazionali dell’Italia.

Vale la pena ricordare innanzi tutto chi ha causato questo disastro: l’aggressione della NATO contro la Libia nel 2011 che ha avuto come mandanti Washington (Amministrazione Obama), la Francia di Sarkozy e il governo della Gran Bretagna, uniti nel richiedere di rovesciare il governo di Gheddafi che rischiava di pregiudicare gli interessi economici di queste potenze.
Le conseguenze della criminale aggressione sono sotto gli occhi di tutti in termini di vittime (almeno 16.000 econdo i calcoli più realistici), con la la distruzione di un paese che vantava il più alto standard di vita per la sua popolazione, il conseguente caos e l’emergere della guerra per bande fra tribù antagoniste che ha visto anche l’insorgere del terrorismo islamico.

Come se non bastasse ci sono centrali transnazionali interessate a mantenere il caos nel paese in modo da approfittarne per i propri interessi energetici e geopolitici. Una di queste è la Francia, l’altro sono gli Stati Uniti che hanno facilitato il trasferimento in Libia di gruppi di terroristi dell’ISIS provenienti dalla Siria e dall’Iraq.
Nel mezzo di questo marasma, i governi italiani (Renzi e Gentiloni) avevano puntato sul generale Serraj quando, già all’epoca dei negoziati con governo libico, si sapeva che questi non disponeva del controllo del territorio se non in minima parte (Tripoli e parte della periferia). Questo perchè Serraj era appoggiato dall’ONU e da quella che i nostri politici si ostinano a chiamare “comunità internazionale” che raggruppa soltanto pochi paesi occidentali.

La Francia si era tirata subito fuori ed appoggiava il generale Haftar, considerato l’uomo forte che è amico dei francesi e vede gli italiani come “il fumo negli occhi”. Idem l’Egitto, interessato a garantirsi una fascia di sicurezza al confine libico contro le infiltrazioni dei terroristi. La Russia altrettanto appoggia il generale, in quanto aveva individuato in Haftar il “cavallo vincente” nella contesa per il potere.

generale Khalifa Haftar

Gli USA hanno dimostrato la loro ambiguità in quanto interessati a mantenere diviso il paese ed a favorire la creazione di un retroterra dove sistemare le loro truppe mercenarie, gli jihadisti dell’ISIS e di Al Quaeda utilizzati già in Siria nella operazione che doveva rovesciare il governo Assad ma che era fallita grazie all’intervento russo e iraniano.

In sostanza l’Italia ha sbagliato tutto ed adesso rischia di pagarla cara mentre l’eredità del disastro viene lasciata nelle mani del Governo Conte/Salvini che si ritrova con la prima grande “patata bollente” dal suo inizio sullo scenario internazionale con il rischio di nuovi massicci flussi di profughi in navigazione verso l’Italia. Viene meno qualsiasi speranza di una attività delle autorità libiche per fermare il traffico di migranti, visto che le stesse autorità libiche saranno impegnate a combattere per la loro sopravvivenza.

L’anarchia in Libia vuole dire barconi stracolmi e gommoni che partono verso l’Italia senza più freni e senza possibilità di fermarli sulle coste libiche e con la prospettiva che siano imbarcati detenuti (c’è stata una evasione di massa da un carcere) e terroristi islamici in fuga, tutti verso le coste del sud Italia per richiedere asilo e status di rifugiati.

In questa situazione non basta sperare che intervenga Trump a cui si era affidata la Lega di Salvini e il governo Conte, in sostegno del governo di Serraj, come lo stesso presidente USA aveva (sembra ) promesso al nostro presidente del consiglio, nel corso della sua visita a Washington. Trump ha ben altra gatte da pelare in casa e su come muoversi in Libia lo decide Mike Pompeo ed i neocon ai quali risulta comodo che il paese venga mantenuto nel caos.

Esercito di Haftar

La strategia USA mira a destabilizzare ed a creare il caos, se qualcuno non se ne fosse ancora accorto basta guardare a quello che hanno creato in Iraq, in Afghanistan, in Libia ed in Siria (dove gli è andata però male).
Poche illusioni quindi per l’Italia: la rogna se la deve “grattare” il Governo Conte/Salvini che gli piaccia o no e questo governo dovrebbe ormai aver capito che la UE e l’ONU (a cui sempre l’Italia si affida) contano quanto il “due di coppe a briscola” mentre la NATO rema contro gli interessi italiani per provocare la Russia e sabotarne i rapporti con l’Europa.

L’Unione Europea, questa sciagurata UE,  si dimostra per quello che è: una accozzaglia di Stati dove ogni governo cerca di affermare i propri interessi a danno degli altri soci, peggio che nella serie “Fratelli coltelli”. La finiranno forse con la retorica dell’Europa solidale e garanzia di pace (Boldrini, Bonino, Grasso e soci).

Tuttavia un effetto positivo dal disastro libico potrebbe venire fuori: il Governo Conte/Salvini potrebbe essere costretto a prendere finalmente una posizione netta di politica internazionale che fino ad oggi l’Italia non ha avuto.

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  1. Idea3online 2 settimane fa

    Gli USA desiderano il CAOS in Siria, e la Russia sostiene l’ORDINE in Libia, l’ordine in Libia è un’altra sconfitta per l’Occidente, gli USA qualsiasi pedina muovano in Siria e Ucraina, daranno spazio alla Russia di aumentare la sua influenza nel MEDITERRANEO, sino a soffiare in Italia e Spagna, se la Russia volesse l’Occidente perderebbe anche l’influenza in Libia. Perciò gli USA hanno poco spazio di nuove strategie del CAOS. Aspetteranno solo il momento quando dichiareranno guerra al mondo intero, per adesso la Russia e la Cina sono invincibili, ma quando gli USA faranno saltare il Sistema Ponzi del Debito, dichiareranno guerra anche a Dio.

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  2. songanddanceman 2 settimane fa

    La colpa è proprio dei precedenti governi che hanno seguito
    gli interessi USA & Francesi (tanto per cambiare ).
    Ormai , secondo me, la partita , per i mercenari/jihadisti di Serraj
    è persa .
    L’unica cosa che può fare questo governo
    è prendere atto dell’errore di aver puntato sul cavallo sbagliato ,
    cercare almeno di pareggiare pensando finalmente
    agli interessi dell’Italia e non degli USA .
    Bisogna convincere Hafar a lasciare la gestione dei pozzi all’ENI
    ( Haftar vuole nazionalizzare tutti i pozzi/combustibili fossili della Libia
    e poi , probabilmente , darli in gestione ai Francesi )
    Haftar non è fesso , secondo me, accetterebbe l’offerta pur di mettere fine
    al massacro attuale se Serraj tornasse da dove è venuto ( dagli USA) .
    La trattativa , però, dovrebbe essere guidata dai dirigenti ENI
    più che dai n/s. politici ( che sono inesperti , per non dire incapaci).

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    1. Robyt 2 settimane fa

      Non che si potesse fare troppo diversamente. Quando i franco inglesi bombardarono gheddafi e napolitano costrinse berlusconi a dare le basi nato. Seriamente cosa dovevamo fare ? La guerra a obama ?

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      1. Pippo 2 settimane fa

        Si, mandarlo a quel paese, ma al governo c’avevammmmmo i pattriooootttiiii

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  3. Robyt 2 settimane fa

    Macron è molto leale quando respinge i migranti e a volte ce ne mette un po’ anche dei suoi alle nostre frontiere, si tratta dell’equa spartizione della Libia: alla Francia le risorse petrolifere, mentre all’italia le risorse umane.

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    1. Pippo 2 settimane fa

      Ma le compagnie petroliferefrancesi non sono mica francesi, sono inglesi/americane, Macron risponde alla vecchia elite Obamiana,
      neocons e juifs…

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  4. mosca tze tze 2 settimane fa

    Andrebbe preso tutto il governo letta renzi e spedirli al frondea
    Difendere al serraj
    E x ogni africano che scappa dalla libia costringerli a mantenerli
    Con i propri soldi.

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  5. PESCE ERNESTO 2 settimane fa

    Qui riporto Un mio commento all’articolo “La polveriera Libia: rischiamo di perdere anche Tripoli. E il traffico di migranti è diventato una industria
    Da Redazione Ago 31, 2018
    di Alberto Negri – 30/08/2018”
    PESCE ERNESTO 1 Minuto fa
    Approfitto del tuo presente articolo a rivolgermi ai “nostri” politicanti. Vi consiglio di leggere seriamente:
    “Paganini non ripete di Achille Campanile”
    http://ezioscaramuzzino.blogspot.com/2011/01/paganini-non-ripete-di-acampanile.html
    Come si comportono, sembra Somalia “bis”. L’allora governo italiano si e’ schierato con una fazione somala durante la Guerra civile nella capitale Mogadiscio (1991). Se e’ vivo chiedete all’Ambasciatore Mario Sica.
    Come si comporta il governo italiano in Libia e’ Somalia “bis”.. In quel periodo, il leader di M5S, Di Maio era un bimbo di 5 anni, e quello della Lega era un giovane diciottenne.
    Salvini ricalca le tracce di Marco Minniti

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  6. atlas 2 settimane fa

    che il Generale Haftar nazionalizzi tutto. Credo che se ci riesca poi si consolidi un’asse con Egitto e Russia. E anche Algeria. Ai cani in quella zona resterà solo la Tunisia divenuta ‘democratica’ e inzuppata di wahhabiti salafiti giudei, dove oggi al caffè si può parlare liberamente di politica, ma dove l’argomento principale del popolo affamato è diventato: cosa riusciremo a mangiare oggi ?

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