Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi

di Fabio Falchi

Come era prevedibile i media si stanno “scatenando” non solo contro la “plebaglia trumpista” ma in generale contro i cosiddetti “populisti”. Del resto, quanto accaduto a Washington non è forse la migliore conferma della superiorità morale ed intellettuale della neoborghesia liberal-progressista e politicamente corretta? Non è forse vero cioè che l’esistenza stessa di questa “plebaglia” rozza, ignorante, xenofoba, razzista, sessista e “maleolente” è la prova migliore che la neoborghesia “illuminata” ha non solo il diritto ma il dovere di governare l’intero pianeta?
Vero e falso.
Vero, perché, anche se è errato fare di ogni erba un fascio, non ci sono dubbi che questa “plebaglia” sia composta perlopiù da individui privi di autentica coscienza sociale e politica, che sia cioè una sorta di “materiale umano” non ben “formato”, di “proletariato straccione”, socialmente ed economicamente “instabile”, e quindi anche facilmente “manipolabile” da “poteri” privi di scrupoli.

Trump supporters try to break through a police barrier, Wednesday, Jan. 6, 2021, at the Capitol in Washington. As Congress prepares to affirm President-elect Joe Biden’s victory, thousands of people have gathered to show their support for President Donald Trump and his claims of election fraud.(AP Photo/John Minchillo)


Tuttavia, vi è anche l’altra faccia della medaglia. Quella appunto della neoborghesia sedicente “illuminata” e cosmopolita, che pensa di essere moralmente superiore mentre l’esistenza stessa di questi “nuovi sottoproletari” è la conferma del suo fallimento morale, intellettuale e politico. Il “proletariato straccione”, infatti, non è “piovuto” dal cielo, ma è il frutto stesso di ciò che la neoborghesia liberal-progressista ha seminato in questi ultimi decenni.
Si potrebbe dire che “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi”, perché ciò che bolle nella “pentola occidentale” ora è sotto gli occhi di tutti, e pure il Covid-19 ha contribuito a far emergere la “verità”. I “liberal” cantano vittoria, ma è all’agonia dell’Occidente neoliberale che si sta assistendo, sebbene nessuno sappia quanto possa durare questa agonia, né, come è già accaduto più volte nella storia, se sia solo una fase di transizione verso una “nuova epoca”, che non si può però ancora sapere come potrebbe essere.


Fonte: Fabio Falchi

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