Il deterioramento delle relazioni con gli Stati Uniti ha effetti benefici sulla cooperazione tra Russia e Cina

Yana Leksyutina

I negoziati russo-cinese e americano-cinese, svoltisi con una differenza di diversi giorni, hanno dimostrato in modo contrastante cosa possono essere le relazioni interstatali se sono costruite su basi paritarie e rispettose, o, al contrario, se una delle parti conduce un dialogo da una posizione di forza e imponendone i valori e le sue regole.

L’incontro del 18 marzo ad Anchorage, senza precedenti per il dialogo americano-cinese in termini di intensità delle passioni e aperta irritazione dei suoi partecipanti, ha dissipato ogni illusione, se mai ce n’erano state, sulla possibilità di un ammorbidimento della rotta degli Stati Uniti verso la Cina sotto la nuova Amministrazione americana. La realtà è che almeno nei prossimi quattro anni di mandato di Biden negli Stati Uniti, la pressione delle sanzioni sulla Cina, così come sulla Russia, crescerà. La retorica ostile da parte dei funzionari americani si intensificherà, si tenterà di destabilizzare la situazione politica in Cina e in Russia, nonché di formare coalizioni internazionali volte a frenare la crescente influenza di questi due paesi nel mondo.

È interessante notare che, sebbene Pechino e Mosca siano i principali rivali strategici per Washington, questi rappresentano diversi tipi di minacce. La Cina è una grande potenza che guadagna dinamicamente un potere, con ogni nuova crisi mondiale che aumenta solo la sua influenza. La Russia è vista negli Stati Uniti come una potenza incontrollabile, che distrugge costantemente i loro piani di politica estera nei confronti di Siria, Iran, Venezuela o Corea del Nord.
Nonostante tutte le differenze tra Russia e Cina – nel loro potere nazionale, cultura politica, ideologia e valori, influenza internazionale – queste hanno una cosa in comune: la riluttanza a svolgere il ruolo del “fratello minore” di Washington, a seguire le idee imposte di ciò che la loro politica interna ed estera dovrebbe essere. Entrambi gli Stati respingono categoricamente la forma dell’ultimatum di rivendicazione, che esclude la possibilità di cercare un compromesso.

La crescita senza precedenti della pressione, comprese le sanzioni, su Russia e Cina da parte degli Stati Uniti, senza precedenti nel 21 ° secolo, e i continui tentativi di scuotere la situazione politica in Russia e Cina (specialmente a Hong Kong) stanno costringendo i leader di entrambi gli stati nel cercare nuove forme di resistenza articolate a questa pressione.

Per la Cina, la priorità è cercare risposte congiunte alle azioni statunitensi in linea con l’agenda sui diritti umani (sulle questioni uigura, tibetana e di Hong Kong), nonché all’istigazione di “rivoluzioni colorate” da parte di Washington. Il Celeste Impero spera di diffondere nella comunità internazionale il suo concetto di sovranità statale nel campo dei diritti umani. Questo concetto implica il diritto di ogni stato di determinare le linee guida nel campo dei diritti umani in accordo con le proprie realtà e le proprie esigenze di sviluppo.

Il ministro russo Lavrov con il cancelliere della RPC

Recentemente, nel corso delle consultazioni russo-cinesi ai massimi livelli, sono state avanzate proposte per intensificare la cooperazione nel contrastare le guerre dell’informazione e gli attacchi informatici da parte di Washington. Proteggere il campo dell’informazione dalla disinformazione e garantire la sicurezza del cyberspazio stanno diventando importanti aree di stretta cooperazione tra Russia e Cina.

Nonostante l’importanza delle questioni relative a rivoluzioni colorate, guerre di informazione e attacchi informatici, la leadership russa sembra essere più preoccupata per le attuali e potenziali sanzioni occidentali e il loro impatto sull’economia.

Rispetto alla Cina, la Russia in quest’area ha un margine di sicurezza e resistenza allo stress inferiore di fronte a misure restrittive. In un’intervista con i media cinesi il 22 marzo, alla vigilia della sua visita di lavoro in Cina, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha avanzato proposte come la riduzione dei rischi di sanzioni passando agli insediamenti in valute nazionali, riducendo l’uso degli Stati Uniti. dollaro, e rifiutando di utilizzare i sistemi di pagamento internazionali controllati dall’Occidente, anche rafforzando l’indipendenza tecnologica. Molto probabilmente, è questa agenda che determinerà gli sforzi dei due paesi nei prossimi anni e contribuirà alla loro cooperazione ancora più stretta.

Lo stesso vale per la situazione nei rapporti con l’Unione europea. Ai colloqui in Cina, il capo del ministero degli Esteri russo ha affermato che Mosca e Pechino “non sono amiche contro nessun altro”. Ha aggiunto che se l’Europa “ha interrotto le relazioni, semplicemente distruggendo tutti i meccanismi che sono stati creati per molti anni”, allora questo porta oggettivamente al fatto che le relazioni con la Cina si stanno sviluppando più velocemente “di quanto resta delle relazioni con i paesi europei”.

Nota: Inevitabile il rafforzamento del blocco Russia/Cina che costituisce un bastione di difesa contro le pretese egemonche degli Stati Unti e dei loro subalterni. Le conseguenze dell’irrigidimento della politica dell’Amministrazione Biden contro Russia e Cina si manifesteranno presto sui vari teatri di confronto, dalla Siria, all’Ucraina al Mar Cinese Meridionale e sulla scena delle rivalità economiche che investiranno anche paesi come la Germania, che verranno sottoposti a fortissime pressioni per abbandonare i progetti di cooperazione (gasdotto) con la Russia e la Cina.
Non si può escludere che i servizi di intelligence e le ong di propaganda degli Anglo/USA organizzeranno a breve altri finti avvelenamenti di oppositori, attacchi con armi chimiche in Siria e offensive sul fronte ucraino per avere il pretesto di una aggressione alla Russia. Le carte sono ormai tutte sul tavolo ed inizia il gioco.

Fonte: Valdai Club Foudation

Traduzione e nota: Luciano Lago

10 Commenti

  • IttI
    24 Marzo 2021

    Della serie “Pesci in faccia”. Putin mi sembra uno squalo, Jiping un luccio.

  • eusebio
    24 Marzo 2021

    La contrapposizione tra NATO e blocco eurasiatico si fa di ora in ora sempre più dura, nelle ultime ore Zelensky ha sanzionato funzionari del governo russo, tutti i media del gruppo RT e perfino tre deputati francesi per aver visitato la Crimea, inoltre ha fatto sequestrare tutte le proprietà dell’ex presidente Yanukovich, in Bielorussia unità corazzate si sono posizionate nella città di Grodno alla frontiera con la Polonia, forse per prevenire infiltrazioni di militari polacchi in caso di nuova Maydan a Minsk il 25 marzo, un ammiraglio americano ha accusato la Cina di voler occupare Taiwan e consigliato l’amministrazione Biden di usare la forza per impedirlo.
    Nel frattempo Stoltenberg assicura che la NATO sostiene l’Ucraina, la Georgia e la Moldova, che però ha un governo filorusso, contro le aggressioni russe, affiancato dal nostro ministro degli esteri ex steward. mentre il parlamento europeo ha sanzionato funzionari cinesi per il presunto genocidio degli uiguri, che difatti in mezzo secolo sono passati da 5 a 12 milioni.
    Insomma sembra che l’impero anglosionista sia all’offensiva contro il blocco eurasiatico, probabilmente sperano di rovesciare Lukashenko per poi piazzare missili a medio raggio praticamente a 3-4 ore di volo da Mosca, imponendo la rimozione di Putin e l’insediamento di Navalny, i cui collaboratori assicurano sui media sionisti che stanno facendo sempre più proseliti in Russia, e dopo aver preso il controllo delle risorse naturali russe e ricominciato il genocidio del popolo russo, iniziato negli anni novanta se non addirittura nel 1919-20 con la guerra tra russi zaristi ed ebrei bolscevichi, obbligare la Cina a consegnare la sua banca centrale e la sua industria ai Rothshild.

  • mario
    24 Marzo 2021

    W RUSSIA W CINA……………………………… IL POPOLO ITALIANO E” CON VOI

  • Ubaldo Croce
    24 Marzo 2021

    Caro Eusebio,certe cose con i russi e i cinesi non potranno MAI funzionare. La Cina e la Russia non sono l’Itaglia.
    Ripeto: Itaglia e non Italia. L’Italia è da tempo ch’è morta ormai.

  • Arditi, a difesa del confine
    25 Marzo 2021

    il “concetto di sovranità statale nel campo dei diritti umani” cinese sarebbe quello che se dici qualcosa contro il governo o il grande Presidente finisci dentro, se scoppia una “pandemia” ti sigillano la porta di casa col saldatore, che ti danno i punti in base a quanto sei “bravo” (fedele al partito?) e se hai pochi punti non puoi viaggiare e fare altre cose ?

    no, grazie, che se la tengano loro questa “sovranita’ statale”

    • atlas
      25 Marzo 2021

      e basta con ste minchiate

      • Nessuno
        25 Marzo 2021

        SVEGLIA “Ardito”! Che il tuo confine gli USA te l’hanno ciulato da un pezzo! Ancora capisci che l’occidente usa i diritti umani solo per fregarti.

  • Antonio
    25 Marzo 2021

    La nozione di “diritti umani” è fragile e facilmente destrutturabile… Esiste una dottrina al riguardo, ma non è nota al grande pubblico… In conclusione: si tratta di una costruzione ideologica, usata ai fini di propaganda, un inganno, quell’Inganno su cui si regge tutto il Sistema Occidentale.

    • atlas
      25 Marzo 2021

      zitti tutti. Scrive Eugenio Orso (feci bene a farne un PDF)

      i “diritti umani”
      questa è un ‘espressione neocapitalistica, di propaganda, utilizzata per giustificare azioni di guerra o di
      destabilizzazione più o meno violenta di tipo imperialista. E niente più.
      Il primo cenno ai “diritti umani” si ha con il processo di Norimberga e, infatti, uno dei quattro capi
      d’imputazione era quello dei “crimini contro l’umanità”, cosa nuova, diversa dai crimini di guerra.
      Il richiamo ai c.d. crimini contro l’umanità, dal quale originano gli attuali “diritti umani”, è anche un
      riferimento preciso alla ‘shoah’ dei giudei come monito ai popoli (europei in particolare), e mezzo per
      tenerli in soggezione.
      Ci sono, in verità, i Diritti dei Popoli e, come sosteneva il filosofo Costanzo Preve, accanto a loro i Diritti
      Naturali dell’Uomo, che è meglio non chiamare “diritti umani”, usando un’espressione propagandistica del nemico

  • Blackcrow
    25 Marzo 2021

    Che gli Stati Uniti facciano una gran brutta fine, e al diavolo pure i sostenitori di Trump, devono pagare TUTTI gli americani per i loro crimini.
    E che vaccinino tutti i covidioti a tappeto OVUNQUE, è ora di sfoltire una volta per tutte.

    Certi “diritti umani” non s’hanno da applicare ai cretini affetti da sindrome di Stoccolma.

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