Il destino di Boris Johnson dipende dalla sua capacità di mantenere l’attuale “minaccia russa” all’Ucraina

di Tedy Angelova

Boris Johnson sta intenzionalmente intensificando le tensioni politico-militari intorno all’Ucraina.

La polizia di Londra ha avviato un’indagine in base a segnalazioni di feste che si sono svolte nell’ufficio del primo ministro durante il periodo di lockdown per il coronavirus.

Il 25 gennaio il capo della polizia Cressida Dick ha dichiarato che ci sono state “possibili violazioni delle normative anti-coronavirus” in una “serie di eventi” al numero 10 di Downing Street e nel quartiere del governo.
Alcune settimane fa, ci sono state notizie di feste che si sono svolte nel palazzo del governo a Downing Street, nonostante le rigide regole in vigore al momento.

Il 24 gennaio, ITV News ha riferito che il 19 giugno 2020, quando venne introdotto il lockdown e non più di sei persone erano autorizzate a riunirsi all’aperto, il primo ministro Boris Johnson festeggiò il suo compleanno con una festa a cui parteciparono fino a 30 ospiti. Secondo la portavoce di Downing Street, Johnson prese parte alla festa “meno di dieci minuti”.

Johnson, in parlamento, ha recentemente ammesso, scusandosi, di aver partecipato a una festa in giardino il 20 maggio 2020, quando gli incontri di più di due persone erano vietati anche all’aperto a causa della pandemia. Ha riferito che si sarebbe trattato di una riunione di lavoro soggetta alle regole di distanziamento sociale in vigore a quel momento.

In relazione a tali informazioni, alcuni parlamentari del partito conservatore hanno chiesto un voto di sfiducia al primo ministro.
Alla domanda del leader laburista dell’opposizione Keir Starmer, se è consapevole, secondo il codice ministeriale, che afferma che i ministri che deliberatamente ingannano il parlamento, debbano dimettersi, Johnson ha risposto: “Certo”.

“Se lui ha ingannato il parlamento, dovrebbe dimettersi”, ha detto Starmer al parlamento. Lei si sta dimettendo adesso?
“No”, ha risposto Johnson.

Johnson ha affermato di non poter parlare di indagini su presunte violazioni in un momento in cui il suo governo è concentrato sul rilancio della crescita economica e sulla guida della risposta dell’Occidente alla crisi in Ucraina.

Non sorprende che sia seguita una nuova data per “l’invasione russa dell’Ucraina”, il 16 febbraio.

E il 1° febbraio Boris Johnson è partito per l’Ucraina per “colloqui con il presidente del Paese sullo sfondo delle crescenti preoccupazioni per una possibile invasione russa”.

Il primo ministro del Regno Unito Boris Johnson ha affermato che le sanzioni saranno imposte automaticamente alla Russia non appena il “primo calzino russo” varcherà il confine dell’Ucraina.

Parlando in una conferenza stampa congiunta con il presidente ucraino Vladimir Zelensky, Johnson ha dichiarato: “È molto importante che Mosca capisca che non appena ci sarà una nuova invasione del territorio sovrano dell’Ucraina, queste sanzioni verranno applicate”.

Mostrando forte solidarietà di fronte alla crescente aggressione russa, Johnson ha definito la situazione “buia”, ma ha affermato che la diplomazia rimane la soluzione migliore.

Boris Johnson ha sottolineato di non aver esagerato la minaccia russa: “Questo è un pericolo chiaro e reale. Vediamo la concentrazione di un gran numero di truppe, vediamo la preparazione di ogni tipo di operazione in linea con un’imminente campagna militare”.

Johnson con il presidente ucraino Zelensky

“La questione riguarda l’intera architettura della sicurezza europea, non c’è dubbio, io penso, sia ciò che il presidente Putin stia cercando qui di ottenere”.
“Penso che stia cercando di puntare una pistola alla testa dell’Ucraina, per intimidire l’Ucraina e per costringerci a cambiare il modo in cui guardiamo alla sicurezza europea”.

Johnson ha inoltre affermato che ci stanno portando verso una “realtà oscura” e che l’invasione russa sarebbe “una catastrofe politica, una catastrofe umanitaria e una catastrofe militare per la Russia”.

Il 10 febbraio, “sullo sfondo dei continui timori di un’invasione russa dell’Ucraina” Johnson si è recato a Bruxelles e a Varsavia, dove ha incontrato Stoltenberg, il suo omologo polacco Mateusz Morawiecki e il presidente polacco Andrzej Duda.

Inoltre, giocando la “carta ucraina”, Johnson ha riferito che avrebbe dovuto chiamare il presidente russo Vladimir Putin, ma che i suoi piani sono stati vanificati dal rapporto di Sue Gray sulle feste di Downing Street durante la pandemia.

Sarebbe interessante sapere: Sue Gray sarà poi dichiarata “agente del Cremlino” ???

Fonte:
https://efir.info/2022/02/15/съдбата-на-борис-джонсън-зависи-от-спо/
Sulle indagini di Sue Gray: https://www.bbc.com/news/uk-politics-60045126

Traduzione di Eliseo Bertolasi

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