Il coronavirus e il sistema della menzogna globale

di Luciano Lago

Come riferisce l’Ossevatorio della Fondazione AIOM, nel corso dell’anno 2018 si sono verificati in Italia oltre 373.000 nuovi casi di tumori maligni, con punte di mortalità molto alte (oltre 178.000 decessi nel 2015), con quasi la metà dei malati che hanno probabilità di morte entro i 5 anni dalla diagnosi, dovendo soffrire un indicibile calvario di visite in ospedale con terapie invasive come la chemio e la radioterapia. Questi numeri si registrano mentre si è notato un progressivo aumento di nuove diagnosi annuali di tumori (incidenza), legato all’invecchiamento della popolazione italiana, alla contaminazione ambientale ed altri fattori di rischio. Questo pesante bilancio a fronte tuttavia di una stabilità del numero dei decessi per cancro che si erano registrati dal 2012 al 2015.
In una società avanzata e civilizzata, la ricerca per curare e lenire il cancro, le malattie cardiache e quelle degenerative dovrebbe occupare uno spazio di attenzione preminente dedicando a queste tutti i mezzi economici possibili. Allo steeso modo, in un mondo civilizzato e giusto, la Organizzazione Mondiale della Sanita’, invece di tacere, dovrebbe denunciare i prezzi altissimi dei trattamenti per queste malattie, inaccessibili per i paesi più poveri, ma che stanno rovinando anche i sistemi di sanità pubblica dei paesi più avanzati, dichiarare la libertà per ogni paese di riprodurre qualsiasi medicinale che sia utile a migliorare la vita degli ammalati e condannare il sistema di distribuzione monopolistica e mafiosa dei nuvi trattamenti da parte delle grandi multinazionali del farmaco.
Questo non avviene e la cura di queste malattie dipende dalle risorse attribuite ai sistemi sanitari di ogni paese e si pospongono le cure per coloro che non sono in grado di pagarsi questi costosi trattamenti.
Nel corso degli ultimi anni, l’influenza in Italia ha causato un numero di circa 2-300 morti l’anno (e 7-8mila indiretti), nell’ultimo anno si sono registrati 809 casi gravi provenienti da 19 regioni italiane di cui 8 in donne in stato di gravidanza. Una su quattro di queste persone (198 casi) purtroppo non ce l’ha fatta. Si tratta di casi di influenza confermata in soggetti con diagnosi di Sari (Severe Acute Respiratory Infection-gravi infezioni respiratorie acute) e/o Ards (Acute respiratory distress syndrome-sindromi da distress respiratorio acuto) ricoverati in terapia intensiva. Tre quarti di essi – 601 casi – hanno richiesto intubazione in terapia intensiva.
La maggior parte dei casi e dei decessi, oltre 8 su 10, hanno riguardato persone con più di 50 anni, con un’età mediana di 68 anni. Tuttavia, ben 163 sono stati i casi in persone con meno di 50 anni che hanno richiesto un ricovero in terapia intensiva. Fra di loro 20 bambini con meno di 5 anni e 8 fra i 5 e i 14 anni.
L’influenza è una malattia tanto comune come il morbillo che in Africa che uccide ogni anno migliaia di persone senza che la OMS richieda ai paesi membri di produrre e distribuire i vaccini necessari, di basso costo, per evitare questo genocidio silenzioso fra le popolazioni africane afflitte da sottosviluppo, da neocolonialismo e nuova tratta degli schiavi verso l’Europa ad opera di mafie locali e ONG occidentali.


Non si contano le migliaia di persone morte per fattori di contaminazione ambientale, in Italia particolarmente critica nelle zone industriali di Taranto (ILVA) , di Priolo (SR), Gela (CL), per la presenza di impianti inquinanti (Petrolchimico), o nelle zone delle province fra Caserta e Napoli (“la terra dei fuochi”) per gli scarichi tossici abusivi. Un problema di risanamento mai avviato per mancanza di risorse pubbliche, le stesse che non mancano mai per salvare le banche o per le missioni militari all’estero a seguito della NATO e che richiedono svariate decine di miliardi l’anno.
Se allarghiamo lo sguardo sul mondo, nel corso del 2017 e del 2018 sono morti per fame e denutrizione più di sei milioni di bambini ogni anno, mentre nei paesi occidentali si buttano nella spazzatura tonnellate di alimenti scaduti o non consumati.
Non risulta agevole tenere il conto delle decine o centinaia di migliaia di minori che sono costretti a lavorare sotto sfruttamento nelle fabbriche di paesi marginali per produrre a basso costo quei beni di consumo superfluo che in Occidente si consumano e la cui lavorazione si affida, grazie alla globalizzazione, a paesi dell’Africa o dell’Asia dove esistono condizioni di sfruttamento del lavoro minorile che produce gravi menomazione alla salute di questi bambini e sofferenze indicibili sulla loro salute fisica e mentale.

Bambini schiavizzati nel Bangladesh


Non ci sono grandi media o rapporti informativi, televisioni e giornali che insistano giorno per giorno a descrivere queste tragedie o a lanciare l’allarme sulle malattie e flagelli che affliggono mezza umanità e che minacciano di apportare conseguenze negative per tutti i paesi.

Da quando si è manifestata l’epidemia di Coronavirus da una regione centrale della Cina che causa una forma di influenza e di affezione polmonare e che ha una incidenza letale minore del 2%, si è scatenata una ossessiva campagna mediatica di allarme che ha causato apprensione e paura in tutto il mondo ed in particolare in Europa con un picco di casi contagio in Italia. Tuttavia questa affezione epidemica non è per nulla paragonabile con altre forme epidemiche come la Sars che in due anni ha fatto 8096 casi con 774 morti, con un tasso di letalità del 9,6%. Senza considerare il virus Ebola, la cui epidemia in corso in Congo è tutt’ora un’emergenza internazionale di salute pubblica dell’Oms, che ha un tasso di letalità stimato intorno al 50%. E l’influenza stagionale? La letalità stimata per l’influenza stagionale è inferiore all’uno per mille.
Per questi flagelli e per i gravissimi problemi sopra citati delle malattie dipendenti da contaminazione e disastri ambientali non erano state lanciate campagne propagandistiche di allarme paragonabili a livello nazionale. Niente in confronto alla ossessiva campagna che attualmente tutto il grande apparato dei mega media ha lanciato su Coronavirus per suscitare allarme, paura e chiusura di eventi pubblici e privati.
Non si conosce ancora da dove abbia avuto origine il virus, da quale laboratorio biologico militare (probabile) sia sfuggito ma si è reso evidente che tutti i grandi media e i social media hanno deciso che questo debba essere considerato il problema più terribile che affligge il mondo dai tempi della peste bubbonica del XIV secolo, quel flagello che decimò la popolazione europea di quasi un terzo.
Non esiste notiziario, telegiornale, giornale o rapporto informativo che non dedichi la gran parte del suo spazio a descrivere la “terribile mninaccia” del Corona virus che viene cavalcata da governi, come quello italiano, da istituzioni e da centrali di coordinamento per diramare istruzioni e direttive per precauzioni sanitarie che prevedono chiusure di scuole, luoghi pubblici, manifestazioni sportive e cuturali di qualsiasi tipo.

Tre turiste di origini orientale si proteggono il volto con delle mascherine mentre attraversano piazza del Duomo a Milano, 23 febbraio 2020. ANSA / MATTEO BAZZI


Tuttavia non è possibile non porsi delle domande.

Se questo virus non ha questa incidenza di così alta mortalità e le sue conseguenze sono in definitiva lievi, con alto numero di guarigioni, perchè voler suscitare questo allarme? Come regola generale sappiamo ormai che niente avviene per caso e non bisogna mai fidarsi di quello che i falsi media voglio rappresentare al pubblico. La realtà è sempre diversa da quella che fanno apparire e mai si parla degli interessi e della regia che si cela dietro fenomeni apparentemente poco spiegabili.
Sappiamo che il virus si è propagato prioritariamente in Cina e sappiamo che la Cina è il principale concorrente economico e industriale della superpotenza dominante, gli Stati Uniti d’America. Da tempo era in corso una guerra fredda ed un confronto molto acuto fra Washington e Pechino su una serie di questioni strategiche ed importanti: il commercio internazionale, i dazi, così come l’area di influenza politca e militare. La Cina sta insidiando il primato statunitense in Asia come in Africa ed in altre aree mondiali.
In questo periodo sappiamo che questa epidemia virulenta in Cina sta producendo un forte rallentamento economico ed un indebolimento del grande paese asiatico che viene salutato apertamente dagli americani come una giusta punizione per le autorità di Pechino. Questo desta molti sospetti sulla casualità dell’insorgenza epidemica. I sospetti aumentano quando verifichiamo che l’altro paese investito fortemente dall’epidemia è l’Iran, altro grande nemico della superpotenza americana. Saranno queste delle pure coincidenze? Sospettiamo che non siano tali.
Alla fine l’epidemia di coronavirus non è poi così terribile e lo è molto meno di tanti altri malanni che affliggono l’umanità in questo momento ma per nessuno di questi è stata montata una campagna di allarmismo così possente e soltanto questa epidemia è destinanta, oltre a scatenare il panico, ad avere un forte impatto economico sull’economia mondiale.
Non possiamo credere che tutto questo avvenga soltanto per una serie di circostanze casuali.

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