"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il “convitato di pietra” sulle elezioni in Italia

di  Luciano Lago

In queste settimane tutti i partiti e formazioni politiche sono alle prese con i proclami elettorali, con le dichiarazioni e polemiche, impegnati con la pubblicazione di promesse elettorali fra le più varie come riduzione di tasse o Flat tax (Lega), reddito di cittadinanza (5 Stelle) , reddito di “dignità” (Berlusconi) o pensioni minime a 1.000 euro per tutti, bonus Bebè (Meloni), abolizione tasse universitarie (Grasso), e chi più ne ha più ne metta.

In pochi però fanno riferimento a quelli che sono i vincoli di bilancio e le politiche economiche che vengono imposte dalle direttive della Commissione Europea, come se questo fosse un particolare trascurabile.

Nel caso dei 5 Stelle, pur avendo il loro leader riaffermato di voler rimanere nel sistema dell’euro, con un cambiamento di 180 gradi rispetto alle sue precedenti dichiarazioni (secondo il ruolo a lui affidato), il leader in pectore, Luigi di Maio, si comporta come se il sistema della UE non esistesse con le sue regole e le sue direttive molto rigide e poco discutibili sul bilancio pubblico.

Nella sua totale inesperienza, Di Maio non sa o finge di non sapere che gli Stati che fanno parte del sistema euro (da lui accettato) non dispongono di alcun margine di manovra rispetto a quanto stabilito da Bruxelles e tanto meno per quello che riguarda le risorse pubbliche di cui possono disporre, visto che i denari per la spesa pubblica devono andare a chiederli alla BCE con il cappello in mano e il bilancio è soggetto alla ratifica ed approvazione previa della Commissione Europea (CE). Vedi i salvataggi bancari che devono sottostare alle regole dettate dalla UE, vedi la spesa pubblica che deve rimanere nei parametri prefissati da Bruxelles.

Rimanere nell’euro ha delle conseguenze molto stringenti che Di Maio e gli altri leaders delle formazioni di sinistra, di centro e di centro destra, dovrebbero ormai conoscere, salvo voler ingannare il pubblico dei propri potenziali elettori.
L’Italia è vincolata da una serie di trattati ( Maastricht, Nizza, Lisbona, Dublino, ecc..) ed impegni internazionali che non può eludere a meno che non metta in discussione tali trattati in modo diretto per poi riservarsi di fare uno strappo e allontanarsi dalle regole stabilite ma soprattutto rimettendo in discussione i due punti cardine del sistema:
1) il monopolio dell’emissione monetaria affidato alla BCE (Banca Privata) e 2) il vincolo di Bilancio al 3% messo in costituzione da una classe politica venduta ed irresponsabile.

Il sistema-paese Italia si trova in costante perdita di produttività-competitività rispetto agli altri paesi comunitari e OCSE, il che comporta che, per competere sui costi di produzione, si dovrà continuare a tagliare i salari reali, i diritti dei lavoratori, le pensioni, gli investimenti, etc.
A ricordare questa triste realtà si è fatto vivo quello che potremmo definire “il convitato di pietra“delle elezioni italiane, il commissario europeo Moscovici che ha ricordato all’Italia quali siano i suoi vincoli e come la Commissione sorvegli dall’alto l’andamento delle chiacchiere elettorali italiane preparandosi ad intervenire nel momento opportuno per stroncare sul nascere le bizzarre uscite e velleità dei leaders politici in cerca di consensi. Fare “i conti senza l’Oste” si dice dalle nostre parti e Moscovici ce lo ricorda in modo sottile.

Moscovici ammonisce l’Italia

In particolare Moscovici dice la sua sulla proposta di Luigi Di Maio, candidato premier pentastellato, di sfondare il tetto del 3% nel rapporto tra deficit e Pil. «E’ un controsenso assoluto», dice senza giri di parole. «Sul piano economico – spiega – questa riflessione non è pertinente: il tetto del 3% ha un senso molto preciso, quello di evitare che il debito non slitti ulteriormente. Ridurre il deficit – insiste il responsabile Ue – significa combattere il debito. E combattere il debito significa rilanciare la crescita».

Naturalmente la “crescita”, secondo Moscovici e l’ideologia neoliberista che lo ispira, deve essere affidata ai mercati, agli investitori privati e non alla spesa publica, con buona pace delle possibilità di interventi dello Stato che la C.E. bloccherebbe come non consentiti (vedi il divieto al prestito ponte all’Alitalia). I mercati farebbero entrare in Italia gli investitori privati (multinazionali) che acquisterebbero quanto rimane delle imprese pubbliche (Telecom, Finmeccanica, ENI, ecc..) e contribuirebbero a schiacciare le piccole e medie imprese italiane non in grado di reggere la concorrenza, gravate anche da eccesso di tassazione e di burocrazia.

In pratica la Commissione Europea per bocca di Moscovioci rilancia e conferma la sua politica di austerità e di apertura dei mercati che ha prodotto i disastri che tutti hanno potuto constatare sul sistema economico delle imprese e sui livelli di occupazione e ricorda all’Italia (come anche agli altri paesi ) i vincoli che l’Italia deve rispettare se non vuole trovarsi esposta ad una serie di sanzioni e penalizzazioni che la Commissione potrebbe decidere.
La moneta è quella europea l’euro, che aumenta sempre di più i suoi livelli di cambio, non può oscillare per guadagnare competitività e di conseguenza di devono svalutare salari e valori degli asset italiani per renderli più competitivi con l’estero. Un gioco al massacro che è costato all’Italia la perdita di oltre il 12% del PIL dal 2007 in poi, mandando in fumo circa 200 miliardi di reddito per seguire le sciagurate politiche della UE e la gabbia della moneta unica. Soltanto una guerra persa avrebbe potuto produrre conseguenze simili ad una catastrofe. Vedi: Da crisi i danni di una guerra: Italia ha perso oltre il 12% del PIL…

Si è arricchita soltanto la Germania a cui il sistema euro ha portato vantaggio e che le ha consentito enorme surplus commerciale (300 miliardi di dollari all’anno, il più grande del mondo in assoluto) che oggi preoccupa anche gli USA. Vedi: Perchè il surplus tedesco è un problema per l’economia mondiale…

La prospettiva per l’Italia in sostanza potrebbe ridursi nella questione di fondo: se stai nell’euro e nei trattati devi rispettare le regole stabilite altrimenti sono pronte sia le sanzioni sia le conseguenze che andrai a pagare sui mercati in termini di abbassamento del rating, rialzo esponenziale dello “spread” sugli interessi del debito, declassamento a mezzo delle agenzie di rating ed esposizione sui mercati. Situazione già vissuta dall’Italia nel 2011 che portò alle dimissioni di Berlusconi ed all’arrivo del prof. Monti, il fiduciario dei potentati finanziari.

Luigi Di Maio

Di Maio e gli altri leaders, che mai hanno studiato a fondo l’economia ed i trattati della UE, pensano che si possa dire tutto ed il contrario di tutto perchè così gli hanno suggerito i loro consulenti, tanto gli elettori le bevono tutte. Questo spiega come oggi perseguano il vecchio sistema della “botte piena e della moglie ubriaca” che significa: rimaniamo nell’euro ma ne evitiamo le conseguenze negative perchè noi siamo più furbi degli altri.

Il leader 5 stelle forse ignora che i potentati di Bruxelles e di Francoforte aspettano il risultato delle elezioni in Italia per metter in riga qualsivoglia governo esca fuori vincitore della “colonia Italia”. I “vaffanculo” di Grillo questa volta non basteranno.

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  1. Paolo 7 mesi fa

    Ma chi è questo signor Moscovici per dire a noi italiani quello che dobbiamo fare?
    Chi lo ha eletto? Perche non pensa ai problemi francesi ?

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  2. Vincent 7 mesi fa

    La colpa dell’entrata dell’Italia nell’euro non è dei 5 stelle ma della classe politica italiana dalla sinistra alla destra. Di Maio ha ribadito varie volte che se fossero al governo del Paese tenterebbero di ritrattare i trattati capestro della UE e nel caso negativo presenterebbero un referendum consuntivo, perchè la nostra Costituzione non prevede referendum sui trattati internazionali, sulla permanenza nell’area euro

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    1. lister 7 mesi fa

      Non è colpa dei 5 StAlle (di buoi), però ci vogliono rimanere…
      “Ritrattare i trattati”? Ma ci faccia il piacere!, direbbe Totò…
      ITALEXIT e basta!

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      1. Citodacal 7 mesi fa

        La nostra Costituzione prevede anche (art. 11*) la limitazione temporanea della sovranità nazionale, ma non la sua cessione, come invece è successo coi trattati UE i quali – Van Rompuy lo mise nero su bianco nel 2014 – comportano cessione di sovranità (vedasi ad esempio qui: orizzonte48.blogspot.it/2014/11/what-cessioni-di-sovranita-una., e qui: byoblu.com/post/2016/01/15/litalia-non-e-piu-uno-stato-marco-mori.); pertanto è inutile spaccare il capello con l’ennesimo sofisma: la permanenza dell’Italia in questi trattati è incostituzionale.

        (*) “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”

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  3. max tuanton 7 mesi fa

    In questo blog i pochi o TANTi commentatori che lo frequentano hanno scoperto il segreto nascosto,LA verita assoluta:” gli ebrei dietro a TUTTO !!! E’pur sempre una consolazione una conquista non e’da tutti saperlo ,I VOSTRI padri e nonni manco lontanamente se lo immaginavano ,STAVOLTA CHI VINCE LE ELEZIONI DEVE COMPLETARE IL LAVORO : AVETE VIVACCHIATO PER 70 ANNI,LA VENDETTA SOCIALE E BANCARIA DEGLI EBREI E’PROSSIMA ,LA vostra pelle e’dal 45 che sta sul banco ebreo non si puo sempre rinviare ora tocca a VOI !!

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  4. Eugenio Orso 7 mesi fa

    Di Maio non può essere un completo sprovveduto e la sua ètà, piuttosto bassa, non è un alibi …
    Il 5 stalle non ha un programma politico vero e proprio, perché non gli serve.
    Servono gli annunci spot, rivolti a target di elettorato ben precisi, per ingannare gli elettori – vitalizi, vaccini, chiusure domenicali dei nogozi e supermercati, eccetera – e il 5 stalle (ancor meglio letamaio) con Di Maio agisce di conseguenza.
    Euro sì prima, Euro no adesso, non derivano da inesperienza, titubanza, o, come millanta lo stesso Di Maio, da un indebolimento dell’asse franco-tedesco (che non c’è) che aprirebbe nuove prospettive in UE, ma dal fatto che il programma politico, nelle sue linee guida essenziali, lo scrivono gli incaricati dall’élite finanziaria, fuori e al di sopra dell’Italia e l’Euro è un tabù inviolabile.
    Come falsa opposizione, i 5S non “guanta” più come prima … Prova ne siano le ultime regionali in Sicilia, con almeno metà del corpo elettorale astenuto, e le amministartive a Ostia, vinte dal 5S con una partecipazione al voto di circa un terzo degli aventi diritto.
    Se non assolve più bene ad uno dei compiti assegnati dall’élite dominante alle false opposizioni, cioè recuperare astensionismo per legittimare il sistema democratico, si prepara a governare, come “ultima ratio regum” (il re sono i dominanti finanziari!) se non si potrà concretare l’inciucio forca Italia-piddì.

    Cari saluti

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  5. HERZOG 7 mesi fa

    Digitate:” lasciato di horst mahler” il governo tedesco e’una bufala e’un governo di occupazione ,il governo italiano pure pero’con l’aggiunta del tradimento ,ve la prendete per niente questi burattini di maio grillo berlusca salvini renzi ecc seguono le direttive del ghetto non contano niente MENTONO come respirano ,dovete scrollarvi di dosso questi politici VOTARE SERVE SOLO A LEGGITTIMARLI ,IN QUESTO MODO QUESTI LADRONI CONTINUANO A FOTTERVI

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  6. max tuanton 7 mesi fa

    Io spero NELLA Boldrini ,vedere una Donna straniera prendere per il culo cosi bene 60 MILIONI di italiani e’ uno spettacolounico ,Boldrini For President !!!Alla peggio vi beccate la mummia di plastica di arcore o il comico di Genova ,avere tutte le fortune !!

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  7. Eugenio Orso 7 mesi fa

    Sull’argomento elezioni politiche 2018, votare o non votare, consiglio questo mio:

    https://comedonchisciotte.org/elezioni-politiche-2018-ossia-il-banco-vince-sempre/

    Da mesi, ormai, scrivo con il contagocce, ma questo mio intervento lo ritengo doveroso, erga omnes come suolsi dire, per tutto il “parco buoi” elettoral-democratico.o.

    Cari saluti

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    1. Anonimo 7 mesi fa

      Non posso che condividere, è tutta una farsa. Condivido l’articolo. A proposito ho letto i commenti sul blog, un bel vespaio.
      Ma ne valeva la pena.
      Cari saluti.

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    2. Anonimo 7 mesi fa

      Quando li vedo in TV non mi fanno più nemmeno incazzare, condivido tutto il suo articolo.

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  8. DANILO FABBRONI 7 mesi fa

    Chi pensasse che queste cronache – illo tempore – lasciano il tempo che trovano per via d’essere oggi desuete si sbaglia di grosso. Le reti influenzatrici di queste oligarchie sono sempre in essere. Basti pensare, esempio tra i tanti, che il Movimento 5 Stelle ha come padrinaggio culturale Enrico Sassoon … Cfr. Pietro Ratto, Chi è Enrico Sassoon, padrino di Casaleggio Associati e Movimento 5 Stelle, http://www.agerecontra.it, accesso del 3 luglio 2013. Vedi anche a pagina di 18 di Le communisme chinois et le juifs chinois, The Savoisien editore sul web, in cui si da un ritratto pregnante di Elias David Sassoon, il capostipite di questa genìa. L’autore – Itsvan Bakony – è un ricercatore ungherese che sembra particolarmente intenzionato a calcare la mano sull’esistenza pragmatica della Grande Triade come vincolo esoterico tra un certo occidente elitario, fermamente condizionato da tematiche israelitiche, ed i suoi parigrado orientali, siano essi questi indiani o cinesi, senza dimenticare certe ramificazioni nel mondo islamico.
    Capibili scetticismi si rizzano al sentire la comunanza tra i termini élites e iniziatico. Eppure non siamo certo noi i primi, né saremo certamente gli ultimi, a farne cenno. Nel lontano 1975 già apparve uno studio a firma di Luciano Pellicani – sociologio di sinistra – che con dovizia di mezzi ravvisava senza mezzi termini nella prassi rivoluzionaria una componente fortissima di origine gnostica «poiché il progetto fondamentale che anima tale prassi scaturisce direttamente da una vera e propria eresia atea interna alla Weltanschauung giudaico-cristiana», vedi Luciano Pellicani, I rivoluzionari di professione. Teoria e prassi dello gnosticismo moderno, Vallecchi, Firenze, p. 8, per essere molto chiari sull’argomento. E siccome, come abbiamo ampiamente visto nel nostro Sessantotto, non si dà forza gnostica rivoluzionaria se non intimamente asseverata e supportata dalle forze oligarchico-finanziare, ne consegue che per evidente proprietà transitiva anche quest’ultime sono gnostiche, anzi quest’ultime cangiano le prime nel pieno ambito gnostico, disvelandosi in ciò, precipuamente iniziatiche.

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  9. Laura 7 mesi fa

    Condivido l’articolo di Eugenio Orso
    Le elezioni sono una farsa

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    1. PieroValleregia 7 mesi fa

      … salve Laura
      mi trova totalmente d’accordo; l’articolo di Orso è quanto mai triste ma, ahimè, sacra verità
      un saluto
      Piero e famiglia

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      1. Anonimo 7 mesi fa

        Concediamoci lo svago pre- elettorale cercando di non pensare al peggio. Sono molto pessimista.
        Saluti a lei Piero

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  10. Anonimo 7 mesi fa

    Che le elezioni sono una farsa non ci vuole un’intelligenza sopra la media per capirlo. Il dilemma e’ come recita Amleto dormire o prendere armi contro un mare di guai e contrastandoli por fine ad essi? Di certo la vicenda della Grecia ha molto impaurito e di voltagabbana come tsipras ne abbiamo a iosa e forse piu’ degli ellenici. Uscire dall’euro presuppone avere politici con palle d’acciaio e un popolo disposto ad accettare qualche anno di tribolazioni non vedo ne’ l’uno ne’ l’altro. Il problema dunque non si pone, molto meglio sperare che gli imbonitori da fiera mantengano qualche promessa e… tiramm innanz

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  11. Terry 7 mesi fa

    Articolo perfetto sui farabutti politici italiani europeisti
    che prendono in giro i loro elettori .
    La vera unica soluzione per liberarsi dai macellai dell’Ue è uscire dall’Euro e dall’Ue .
    nazionalizzare la Banca d’Italia ( ritorno al pieno controllo del ministero del tesoro .
    Da lì l’Italia puo risorgere .

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