Il Congresso degli Stati Uniti cerca di sanzionare l’Algeria per gli acquisti di armi russe

di Faouzi Oki .

Sembrerebbe che dietro l’invio di una lettera da parte di alcuni rappresentanti del Congresso americano al segretario di Stato Anthony Blinken contro l’Algeria ci sia Israele. I firmatari della lettera hanno espresso la loro preoccupazione per il fatto che l’Algeria abbia moltiplicato così tanto gli acquisti di armi russi da diventare il terzo importatore su scala internazionale con un totale di 7 miliardi di dollari.

Dopo il senatore Marco Rubio, ventisette membri del Congresso hanno nuovamente inviato una lettera al segretario di Stato, Anthony Blinken, chiedendogli di sanzionare l’Algeria per l’entusiasmo ritenuto eccessivo per gli armamenti russi. In effetti, l’Algeria importa quasi tutte le sue armi dalla Russia e questo darebbe fastidio agli americani. 27 membri del Congresso americano appartenenti ai partiti Repubblicano e Democratico hanno chiesto nella loro lettera di sanzionare i funzionari algerini, che sovrintendono all’acquisto di armi dalla Russia.

Prendendo atto della stretta cooperazione militare tra Algeri e Mosca che, a loro avviso, ha assunto proporzioni preoccupanti, i deputati americani hanno chiesto, nella loro corrispondenza con il presidente degli Stati Uniti, l’imposizione di severe sanzioni al regime algerino, secondo il “Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act” (CAATSA). La suddetta legge dà la possibilità al Presidente degli Stati Uniti di ordinare sanzioni contro gli Stati impegnati in transazioni significative con rappresentanti dei settori della difesa o dell’intelligence del governo della Federazione Russa. Secondo alcuni specialisti geopolitici, è molto probabile che il Pentagono cercherà di rafforzare la cooperazione militare con l’Algeria spingendola ad acquistare armi americane.

La scorsa settimana le marine statunitensi e algerine hanno partecipato a manovre navali nelle acque algerine per diversi giorni. Pochi giorni prima, il capo di stato maggiore algerino, generale Saïd Chanegriha, dopo aver ricevuto l’ambasciatrice americana accreditata in Algeria, Elizabeth Moore Aubin, ha discusso con lei dello sviluppo delle relazioni militari tra i due Paesi. Le possibili sanzioni brandite contro Algeri vogliono spingerla a rinunciare ad ulteriori acquisti di armamenti russi. Pochi analisti andrebbero su questa strada nella misura in cui le relazioni militari Algeri-Mosca sono molto antiche e un esercito algerino pesantemente equipaggiato con armi russe ovviamente non sceglierebbe mai di voltare le spalle alla Russia.

A proposito, Israele potrebbe benissimo essere dietro questa iniziativa contro l’Algeria al Congresso degli Stati Uniti, perché ha paura dell’esercito algerino. Non solo perché la presenza di una forza militare ostile nel Mediterraneo meridionale è una sfida per l’entità che si è normalizzata con il Marocco con il pretesto di poterlo proteggere, ma anche e soprattutto perché la normalizzazione e le decine di accordi nucleari che ha innescato tra Tel Aviv e Rabat non poteva che rimanere nella fase di acquisto-stoccaggio.

forze algerine

Così, dall’inizio della normalizzazione, droni, DCA e aerei sionisti hanno continuato a sopraffare il regno con le armi israeliane. Dopotutto, l’insistenza di Algeri per riconciliare i combattenti della Resistenza palestinese fa temere la scomparsa della Turchia come riferimento nell’equazione palestinese. Già gli ambienti israeliani cominciano a interrogarsi sull’origine degli Iglas e Strella trovati a Gaza. I missili da Gaza sono l’Iran, i missili dalla Cisgiordania potrebbero benissimo essere l’Algeria. Resta da vedere se le minacce di sanzioni che l’ente sta correndo attraverso gli USA interposte ad Algeri siano davvero plausibili o meno in un momento in cui l’Occidente è ovunque alla ricerca di un po’ più di gas per non precipitare.

Secondo i rapporti internazionali, l’Algeria è diventata una potenza militare nel Mediterraneo grazie all’acquisto di armi russe, certo, ma non è solo l’acquisto. È anche nel Sahel che la mediazione algerina ha creato un nucleo DCA integrato con un radar 3D russo situato in Mali che scansiona le minime azioni aeree della Nato nella regione prima di trasmetterle all’esercito algerino, riferiscono alcune fonti dei media.

Fonte :Faouzi Oki

traduzione: Fadi Haddad

2 Commenti
  • Giorgio
    Inserito alle 07:57h, 10 Ottobre Rispondi

    Tra un pò sarà chiesto all’Italia di accodarsi a eventuali sanzioni contro l’Algeria ….
    dopo il gas russo addio anche a quello algerino …. e il futuro prossimo governo, dichiaratamente atlantista, batterà i tacchi ….
    dando al Pd, o a quello che ne resta, l’occasione di accodarsi opportunisticamente alle sacrosante proteste in arrivo, sperando di far cadere il futuro governo rientrando dalla finestra dopo essere uscito dalla porta ….
    Freddo e fame faranno rinsavire i gonzi italici che si bevono tutto ?

  • Nuccio Viglietti
    Inserito alle 10:24h, 11 Ottobre Rispondi

    Stati Uniti impropriamente autonominati a…. Magistratura planetaria…. dispensano da decenni pene e condanne ad urbi et orbi in nome di un diritto accessibile solo a loro…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

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