di Luciano Lago
Come avevamo previsto il conflitto tra la Russia e l’occidente in Ucraina assume sempre di più l’aspetto di un conflitto globale che si interseca inevitabilmente anche con le altre aree di crisi in varie parti del mondo, a partire dal conflitto in Iran e gli altri nel Medio Oriente, oltre a quelli in America Latina e nel continente Africano.
Ne abbiamo avuto prova, se mai ce ne fosse stato bisogno, con le varie spedizioni di forze speciali ucraine (mercenari) in Siria, in paesi Africani e in altri contesti per svolgere il ruolo di truppe proxi degli Stati Uniti che operano dove serve a Washington. In Siria per addestrare i terroristi islamici sull’utilizzo dei droni per colpire le basi russe nel paese arabo. In Sudan o in Mali gli ucraini sono stati inviati per debilitare il potenziale logistico e militare russo in quei paesi e favorire terrorismo e rivolte.
Un altro esempio è il tentativo della Finlandia e della Danimarca di creare un blocco alle navi russe nel Golfo di Finlandia per impedire anche l’esportazione del petrolio russo con attacchi alle navi della “flotta ombra”.
Si possono citare tra questi esempi il Venezuela dove le forze proxi pro USA delle destra parafascista, dopo il sequestro di Maduro e consorte, hanno preso il controllo dell’apparato di governo e gestiscono le risorse petrolifere del paese. Altro esempio è Cuba, stretta in un assedio da circa 60 anni di cui l’amministrazione Trump vuole la resa ad ogni costo, presa per fame e mancanza di energia.
Questi esempi dimostrano che gli Stati Uniti e la Nato cercano occasioni in ogni parte del mondo per mettere sotto attacco gli interessi russi e, dove occorra, utilizzano i loro proxi per attaccare e danneggiare la presenza russa, mascherando la mano dei servizi USA dietro i proxi ucraini, divenuto utilissimi per queste operazioni. Le operazioni affidate agli ucraini, opportunamente addestrati, si svolgono in Siria, nel Mar Baltico, in Africa o in Venezuela, dove occorre.
L’area più importante dove sono in corso questi tentativi, di sicuro è quella medio orientale dove Stati Uniti ed Israele hanno provato con l’Iran a fare il “colpo grosso”, attaccare il paese, effettuare il cambio di regime e prendere il controllo delle risorse petrolifere. Netanyahu era riuscito a convincere Trump, il suo socio in affari, che quello era il momento giusto e sarebbe stata una operazione di poche settimane. Trump si è fatto abbindolare dal boss dell’entità sionista ed ha fatto il più grave errore della sua presidenza, come si sta dimostrando nei fatti.
Tuttavia prima o poi doveva succedere che i piani egemonici della super potenza americana si sarebbero scontrati con uno dei loro peggiori nemici, l’Iran. Il paese antagonista che mai si è voluto piegare al dominio imperialista americano.

L’obiettivo degli Stati Uniti e della potente lobby che ne condiziona le scelte sappiamo bene quale sia: il dominio mondiale con l’annientamento dei paesi che sono di ostacolo.
Per questo motivo è fatale che presto o tardi ci sarà anche uno scontro con la Russia e con la Cina, in forma diretta o ibrida, ma si arriverà ad una resa dei conti. L’Iran era sembrato agli strateghi statunitensi il paese più alla portata di un attacco con annessa distruzione delle sue infrastrutture militari ed energetiche. Non è andata come si aspettavano e la sorpresa è stata amara ed imbarazzante per gli Yankees.
Nell’ostilità degli Stati Uniti e degli anglosassoni verso la Russia c’è qualche cosa di più che un semplice antagonismo geopolitico.
L’aspetto ideologico del conflitto Russia occidente
Tutto indica che lo scontro non è soltanto geopolitico o dettato da motivi geo strategici, lo scontro è ormai globale tra il mondo russo, tradizionalista, ortodosso, legato ai concetti della sua tradizione ed identità culturale, contro l’occidente liberista, progressista, materialista, propugnatore di linee ideologiche neoliberiste distruttive che contraddicono i tradizionali valori spirituali e morali russi.
Per questo la Russia si trova in sintonia con una buona parte dei paesi del mondo che non vogliono assoggettarsi alle regole ed agli pseudo valori del mondo occidentale a guida anglosassone che vuole imporre le sue regole e la sua ideologia transumanista.
L’obiettivo degli Usa è duplice: distruggere o ridimensionare la potenza russa, con l’estendere sempre di più lo spettro strategico militare verso Est e far coincidere tale espansione militare della Nato con quella di un modello economico/ideologico che proprio negli Usa e nei suoi più stretti alleati vede un perno essenziale. In un simile piano, la disarticolazione del nemico storico russo – sia in senso ideologico sia in senso militare – e l’indebolimento delle sue alleanze politico-economiche vanno di pari passo e ci spiegano il coinvolgimento nella guerra direttamente del mondo europeo. In questo caso non assistiamo soltanto ad una strategia per ottenere il massimo risultato col minimo sforzo, attraverso una guerra dei proxi ucraini destinati al ruolo di carne da cannone, col portare gli alleati europei nella prima fila del conflitto per ottenere il risultato strategico globale di rottura del collegamento Europa Russia e Germania Russia, di straordinaria importanza per Washington.

Non sembra tuttavia che questo piano stia avendo successo: la Russia non è stata distrutta e tanto meno disarticolata dall’attacco della Nato ma al contrario ha rafforzato la sua coesione interna ed ha migliorato il suo status di crescita economica e industriale (grazie anche al supporto della Cina).
In Ucraina le truppe russe stanno avanzando, ormai il collasso del fronte è imminente, gli ucraini sono senza difesa aerea e scarseggiano di munizioni e logistica.
I vertici occidentali sono nel panico, il capo della NATO Rutte ormai sragiona, parla allegramente di guerra diretta con la Russia, l’organizzazione atlantica sembra essere sul punto di fratturarsi nella prospettiva di dover subire una sconfitta. I governi europei cercano di mascherare la criticità della situazione accusando al Russia di mire aggressive e i servizi di intelligence britannici organizzano ripetutamente provocazioni e false flags per trascinare in guerra diretta i paesi del Nord Europa. Sembra però che tutto sia inutile, i russi non cadono nella trappola.
L’esito di questo conflitto globale al momento non sembra favorevole alle oligarchie globaliste che hanno creato tutto questo e piuttosto sembra probabile un ridimensionamento degli USA, alle prese con un debito ormai incontrollabile e con grossi problemi interni. Staremo a vedere.

5 commenti su “Il conflitto tra Occidente e Russia si è esteso come conflitto globale rischia di divenire incontrollabile”
Concordo interamente con le ottime tesi di Luciano Lago: i padroni cercano sempre la rivincita e il dominio sul Mondo. C’è da dire che i padroni fecciosi hanno preso MOLTI ABBAGLI nella loro storia ……………………. per es. si erano fissati che il Terzo Reich era il nemico nunero UNO, e hanno concentrato tutte le loro forze contro la Germania ( e l’ASSE , contro il Giappone e l’Italia ), quando in realtà già Napoleone che aveva anch’egli sottovalutato la Russia ! ma che aveva detto che ” la Cina è un Gigante che dorme “.
I padroni quindi hanno stravisto per il Terzo Reich e l’ASSE e NON si sono accorti della Russia e della Cina, e da quella volta gli VA TUTTO MALE ALLO STESO TEMPO. Mi viene da ridere. Oggi, NON riusciranno a mandare MILIONI DI MILITARI A MORIRE AMMAZZATI, le portaerei sono difettose e con problemi di cessi ………………………… gli aerei non sono da supremazia aerea, NON hanno missili sofisticati, e sul nucleare SONO IN GRANDE DIFFICOLTA’: i missili vettori intercontinentali sono VETUSTI e difettosi, come le loro testate atomiche ……………………. dopo 30-40 anni tutti i materiali a contatto con l’uranio ed il plutonio radioattivi si degradano, friggono i circuiti elettrici ed elettronici, e poi il degrado dei propellenti solidi dei missili è tremendo, si fratturano, si decompongono, e quindi al momento dell’uso, i vettori scoppieranno nei silos, o faranno brevi traiettorie bizzarre e le testate nucleari pure faranno grandi cilecche……………………………… ! poco dinéro, pocas armas, viva Madéro !
tutte bugie Luciano. La verità la trovi in questo video di produzione francese sugli ‘assassini di Putin’ (Wagner). E’ appena uscito, caso mai te lo saresti perso https://www.youtube.com/watch?v=b8b1SrXJ9tQ
i pacifici democratici sono la legione straniera francese e la black water statunitense. Però è interessante anche leggersi un pò di commenti: pare che ci siano anche quelli che sono contrari a questo tipo di mondo gestito dai nasoni. E pare aumentino sempre di più
Grazie per la satira caro Asad.
La storia ci insegna che gli imperi prima o poi crollano. Ciò che sta accadendo all’ occidente collettivo è proprio questo.
Ogni giorno che passa si avvicina sempre di più, il tracollo dell’ occidente.
A Kiev la situazione è diventata insostenibile, oggi sono stati colpiti diversi ponti sul Dniepr e la circolazione in città era impossibile, Zelensky si lamenta con l’occidente, ha chiesto altri 30 miliardi di euro per tenere in vita l’apparato del suo regime, la UE glieli ha negati, però poi si vanta di aver colpito le raffinerie di Samara e Volgograd.
Nei prossimi giorni saranno colpiti obiettivi di tutti i tipi, centrali termoelettriche e sottostazioni elettriche, ponti, impianti di teleriscaldamento, impianti idrici, i russi vogliono obbligare la popolazione a scappare ad ovest per facilitare l’avanzata delle truppe.
Il regime di Kiev sta traslocando a Leopoli, ad Uzgorod al confine con la ora amica Ungheria di Magyar i prezzi degli immobili stanno salendo alle stelle, forse una parte del governo si sta trasferendo lì.
Nel Baltico si susseguono esercitazioni e provocazioni NATO, soprattutto da parte dell’Estonia, una repubblica affine alla Mordovia, di circa un milione di abitanti, con una componente della popolazione russa (Estonia 40%, Mordovia 60) e finnica, entrambe a maggioranza ortodossa (Estonia relativa, Mordovia assoluta).
La differenza è che in Mordovia si parla solo russo, in Estonia se uno lo parla finisce in galera, è successo perfino a rifugiati ucraini scappati lì, che hanno rimpolpato la comunità slava.
Tallinn è una città a maggioranza russa, una specie di avamporto di San Pietroburgo, distante 200 km, quindi se le truppe russe la occupano non c’è niente di male.